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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Nel 1274, durante la costruzione di un ospizio per trovatelli in Via San Biagio, fu rinvenuta un'arca funeraria con due bare in cipresso e piombo, contenenti dei resti umani con una spada e due vasi di monete d'oro. Il giudice Lovato Lovati, poeta e studioso preumanista, chiamato a dare la sua opinione sull'identità del guerriero, attribuì i resti al principe troiano Antenore al quale, secondo Tito Livio, si deve la fondazione di Padova. I notabili della città, alla ricerca di una legittimazione mitologica che avrebbe giovato allo sviluppo cittadino, decisero di avallare la tesi.

Nel 1283 pertanto fu decisa la costruzione di un monumento per contenere l'arca, e a Lovati venne concesso il privilegio di far incidere due sue quartine in latino sui lati della stessa. Il monumento, un'edicola cuspidata costruita in laterizi, fu posto al lato del ponte di San Lorenzo, di epoca romana, che attraversava il Naviglio interno oggi interrato. Un'arcata del ponte è ancora oggi visibile nel sottopassaggio pedonale che attraversa la Riviera Tito Livio.

La vicina chiesa di San Lorenzo ospitò invece le spoglie del Lovati, morto nel 1309. Con la soppressione dei monasteri, la chiesa di San Lorenzo fu sconsacrata nel 1808, e nel 1937 fu demolita assieme ai fabbricati circostanti, per dare vita alla piazza XI Maggio (oggi appunto Piazza Antenore), che doveva ospitare il palazzo della nuova sede prefettizia voluta dal governo fascista.

Piazza Antenore, che fu aperta solo nel 1937, rappresenta al meglio l'evoluzione di Padova nel corso dei secoli attraverso le differenti testimonianze architettoniche che si snodano a tutt'oggi lungo l'intero asse di Via San Francesco e le vie limitrofe.

Informazioni sullo stato della conservazione

A destra della piazza è situato il Palazzo della Prefettura, dapprima sede del Palazzo di Giustizia e riqualificato solo nel 1933 con la sua facciata neorinascimentale. L'edificio sorge in parte nell'area un tempo occupata dalla Chiesa e dal Monastero di Santo Stefano delle monache benedettine (874) e successivamente incorporata dalla Chiesa di San Lorenzo, soppressa nel 1809 per volontà napoleonica. Tutti gli oggetti di proprietà della Chiesa furono venduti ad un privato con l'obbligo, però, di conservare il sito originario della Tomba di Antenore che in quel tempo era appoggiata ad un muro della stessa.  Dopo la demolizione della chiesa, la tomba fu collocata in diverse parti di Padova, fino poi a ritornare nell'omonima Piazza dove la si può ammirare oggi.
La tomba di Antenore rimase così al centro della piazza e, successivamente, nel 1942 le venne affiancata la tomba del Lovati.
Nel 1985 l'arca è stata riaperta e i resti sono stati sottoposti ad analisi scientifiche, che hanno escluso l'appartenenza dei resti all'eroe troiano, ma hanno dimostrato che i resti apparterrebbero a un guerriero ungaro, morto durante le invasioni del IX secolo. Altri studiosi ritengono invece che il manufatto risalga a un'epoca precedente (II-III secolo dopo Cristo). La tomba di Antenore ha subito dei restauri negli anni '90 e oggi abbisogna di interventi di manutenzione per quanto riguarda la copertura che presenta infiltrazioni e vegetazione infestante nonché patine biologiche di muschi e licheni, mentre le murature e gli apparati lapidei presentano fenomeni di degrado dovuti a patine di polveri e depositi carboniosi, nonché nella tessitura muraria di frammentazione e mancanza di giunti di malta.
Per onorare infine la tradizione della fondazione di Padova si collocherà una lapide che riporterà i celebri versi Virgiliani su Antenore.

 

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

La Tomba di Antenore è collocata in piazza Antenore in luogo aperto al pubblico e a beneficio di tutti i cittadini e  i visitatori della Città.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 30.500,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

L’intervento intende restaurare le facciate esterne e revisionare la copertura con: - ponteggi ed opere provvisionali; - revisione del manto di copertura in mattoni, tramite trattamento biocida, - lavaggio, stuccatura dei giunti, pulizia con eventuali impacchi, impermeabilizzazione finale, revisione della lattoneria; - pulizia e restauro delle murature in mattoni tramite trattamento biocida, lavaggio, stuccatura dei giunti, pulizia con eventuali impacchi, impermeabilizzazione finale; - restauro delle tombe in pietra d'Istria e dei pavimenti in trachite mediante trattamento biocida, lavaggio, stuccatura, trattamento finale protettivo; - consolidamento e pulizia degli intonaci.