I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali il quale dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i.
L’Ente dichiara che il bene oggetto di erogazioni liberali è di interesse culturale ai sensi dell’art. 10 del D.Lgs. 22 gennaio 2004 N.42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio).

Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Fontana Nifeo, mostra dell'Acquedotto Vergine, a Piazza del PopoloMostra dell'Acqua Paola al Gianicolo detta Il FontanoneMostra dell'acquedotto del Peschiera in Piazzale degli EroiLa Fontana del Mosè costituisce la mostra terminale dell'Acquedotto felice

Roma, città d’acque e fontane, spesso di straordinaria valenza artistica, veri e propri fulcri urbani che contribuiscono a qualificare la città, conta sei acquedotti e oltre 550 fontane artistiche – monumentali pubbliche.

La Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, istituzionalmente preposta alla salvaguardia e conservazione delle emergenze storico-monumentali di pertinenza comunale, fra cui le fontane, ha attivato un progetto complessivo di restauro e manutenzione, che mira a riportarle all’antico splendore e a migliorarne la funzionalità.

Nello specifico l’ intervento consiste nel finanziare la manutenzione straordinaria delle seguenti 4 fontane – mostre degli acquedotti, ripristinandone il decoro e la funzionalità: Mostra dell’Acqua Paola al Gianicolo,  la Fontana del Mosè in Piazza San Bernardo, Fontana del Peschiera in Piazzale degli Eroi, Fontana Ninfeo del Pincio - Mostra dell’Acqua Vergine in Viale Gabriele d’Annunzio.

Informazioni sullo stato della conservazione

Le fontane in quanto tali presentano problematiche conservative maggiori rispetto a tutti gli altri monumenti all’aperto, in quanto oltre all’intervento di restauro occorre attivare un programma continuativo di manutenzione.

In particolare gli effetti prodotti dall’ interazione meccanica e chimica dell’acqua, dagli agenti atmosferici e dall’ inquinamento ambientale, dagli atti vandalici comportano effetti quali incrostazioni calcaree, attacchi biologici, ossidazione dei perni e delle staffe, distacco e perdita dei materiali, corrosione delle superfici, dissesti strutturali.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Accesso libero su strada

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 165.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Soprannominata dai romani il Fontanone del Gianicolo, la Mostra dell'Acqua Paola fu voluta da Paolo V Borghese (1605-1621), come terminale dell’acquedotto Traiano-Paolo. Il disegno della fontana si deve agli architetti Giovanni Fontana e Flaminio Ponzio. Per la sua costruzione furono utilizzati marmi di spoglio provenienti dal Foro di Augusto e dal Foro di Nerva, mentre le colonne, in granito rosso e grigio, appartenevano all’antica basilica costantiniana di San Pietro. Dal 1901 agli anni ‘30 l’acqua del Fontanone alimentò la prima centrale idroelettrica di Roma. Sul retro si trova un piccolo giardino a ricordo di quello ben più grande esistente nel Seicento e che papa Alessandro VII Chigi (1655-1667) aveva destinato a Orto Botanico. A oltre dieci anni di distanza dall’ultimo intervento, la Mostra si presenta oggi, nel complesso, in condizioni discrete. La parte che più ha sofferto risulta quella inferiore, a diretto contatto con l’acqua. Si rileva infatti la presenza di incrostazioni calcaree e si riscontrano fenomeni di erosione del rivestimento in intonaco. L’intervento sarà anche l’occasione per monitorare l’ala destra di uno dei due angeli reggistemma, fratturata in più punti e riassemblata nel corso dell’ultimo restauro, nonché per verificare lo stato di conservazione degli elementi che presentavano a suo tempo gravi fenomeni di decoesione, come i capitelli della facciata.


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 35.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

La Fontana del Mosè costituisce la mostra terminale dell’Acquedotto Felice, costruito da papa Sisto V (Felice Peretti) tra il 1585 e il 1589. La fontana, realizzata in travertino, marmo e stucco, è opera di Domenico e Giovanni Fontana e ricorda nella forma gli archi di trionfo antichi. Dei tre fornici, inquadrati da colonne di marmo colorato, quello centrale ospita la statua del Mosè di Prospero Antichi e di Leonardo Sormani, mentre quelli laterali sono decorati da altorilievi con episodi biblici in cui l’acqua è protagonista. Alla base degli archi l’acqua sgorga da una finta scogliera in marmo cipollino. La fontana è chiusa alla base da una balaustra in travertino. Il cornicione che corre sopra gli archi ricorda le date di realizzazione della fontana (1585-1587), mentre sull’attico si trova la lunga iscrizione commemorativa con lo stemma pontificio sorretto da angeli. Completa la costruzione una croce in rame dorato, elemento presente in tutte le “fabbriche notabili” costruite da Sisto V. L’Amministrazione Capitolina ha eseguito due restauri in tempi recenti della Fontana del Mosè: nel 1987-89 e nel 2009. Per questa cura costante la fontana si trova oggi in discrete condizioni conservative. Se il forte aggetto delle nicchie preserva le opere scultoree dall’azione di degrado degli agenti atmosferici, favorisce d’altra parte il consistente accumulo di spessi depositi di materiale incoerente (particellato atmosferico e depositi inquinanti) parzialmente sedimentato, la cui velocità di accumulo è notevole, considerata l’altissima intensità del traffico veicolare nella zona antistante il monumento. Incrostazioni calcaree di spessore ancora contenuto si sono formate in corrispondenza di tutte le zone lambite dall’acqua. Si osservano infine fenomeni di disgregazione e distacchi in aree limitate del prospetto intonacato.


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 70.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

In occasione del completamento dell’acquedotto del Peschiera, entrato in servizio nel 1949, si decise di creare una fontana-mostra terminale, sul modello di quanto fatto in passato dai pontefici.La mostra del Peschiera, inaugurata alla presenza del presidente della Repubblica Luigi Einaudi il 27 ottobre 1949, costituisce la più recente manifestazione di questa antica tradizione e si ispira nella forma alla fontana delle Naiadi,in piazza della Repubblica. Edificata velocemente in vista dell’Anno Santo del 1950 come struttura provvisoria, poi divenuta permanente, la fontana è costituita da una grande vasca circolare in cemento ad imitazione del travertino, all’interno della quale si eleva una composizione a più livelli a base ottagonale, circondata da bacini minori e decorata con valve di conchiglia. La modesta semplicità del disegno e dei materiali costitutivi è compensato dall’effetto scenografico creato dai numerosi giochi d’acqua che coronano l’alto zampillo centrale, oggi raramente apprezzabile a causa del cattivo funzionamento dell’impianto. La fontana del Peschiera è in cattivo stato di conservazione, in parte dovuto anche alla sua infelice collocazione al centro di uno snodo costantemente soggetto a un intenso traffico veicolare. Spesse incrostazioni calcaree, associate nelle zone di percolamento dell’acqua a notevoli crescite di alghe, ricoprono uniformemente tutte le superfici lambite dall’acqua. L’impianto idrico è difettoso e del previsto gioco di zampilli solo una parte è in funzione e oltretutto anche in modo incostante.


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 10.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

La Fontana Ninfeo, mostra del nuovo Acquedotto Vergine, domina l’affaccio su piazza del Popolo dalla collina del Pincio, la cui celebre terrazza panoramica è sostenuta proprio dalle tre grandi arcate della fontana.Nel gennaio 1814, con la caduta del governo francese e il ritorno del Papa a Roma, i lavori vennero affidati a Giuseppe Valadier. Nel 1936 si decise di realizzare, sotto la loggia del Pincio, la mostra di completamento del tratto dell’acquedotto Vergine, su disegno dell’architetto Raffaele De Vico. La mostra è stata oggetto nel 2011-12 di un importante intervento di recupero, che ha incluso il restauro dei muri di sostegno del piazzale e la risistemazione delle scalinate di accesso e dei giardini sottostanti. All’interno del ninfeo, oltre al recupero della vasca e alla sostituzione dell’impianto, sono state restaurate le decorazioni di inizio Ottocento ancora esistenti sulle volte e sui pilastri. L’intervento ha riguardato anche il recupero della fontana all’interno delle tre arcate: gli impianti idrici e di illuminazione sono stati completamente rinnovati dall’Acea, che è intervenuta direttamente. Il monumento necessita di un intervento di manutenzione per conservare l’ottimale stato di conservazione.