Il progetto nasce su una iniziativa della Scuola di Fundraising di Roma e di Patrimonio Cultura, come esito di un itinerario di interlocuzione con organizzazioni e istituzioni culturali circa i bisogni di sostenibilità del settore condotto nell’ambito del programma Più Fundraising Più Cultura, ed è realizzato in partnership e con la direzione scientifica della Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura, in partnership con l’Università IULM e con il sostegno di Fondazione Cariplo.
Come si finanzia oggi la cultura in Italia? Chi sostiene musei, biblioteche, teatri, festival, archivi e progetti culturali? Quali modelli di fundraising funzionano meglio e quali opportunità possono contribuire a rendere più sostenibile il settore culturale? L’Atlante italiano del fundraising culturale nasce per rispondere a queste domande attraverso un’attività permanente di ricerca, monitoraggio e analisi dedicata alle risorse che alimentano la cultura italiana.
L’Atlante italiano del fundraising culturale è allo stesso tempo uno spazio aperto di confronto e produzione condivisa di conoscenza. Il progetto intende coinvolgere istituzioni culturali, enti di ricerca, fondazioni, imprese, professionisti e organizzazioni del settore con l’obiettivo di costruire una lettura sempre più completa e aggiornata del sostegno alla cultura in Italia.
Durante la mattina Paola Borrione e Federica Rubino della Fondazione Santagata hanno illustrato i primi esiti del lavoro di ricerca, costruito attraverso un approccio integrato che combina analisi della letteratura, ricognizione di dati e fonti secondarie ed interviste con esperti del settore. Dal report emerge un sistema con numeri incoraggianti, ma ancora fragile e frammentato: oltre 57 mila organizzazioni non profit culturali e artistiche, 3,42 miliardi di euro di entrate complessive e quasi il 44% degli enti con entrate inferiori a 5.000 euro. A fronte di questa complessità, l’Atlante ricostruisce il ruolo di strumenti diversi in una tassonomia, che include Art Bonus, 5x1000, erogazioni liberali, sponsorizzazioni, crowdfunding, membership, contributi fondazionali e partenariati - evidenziando alcuni segnali forti: l’Art Bonus ha superato 1,17 miliardi di euro di erogazioni cumulative, mentre le Fondazioni di origine bancaria hanno destinato nel 2024 oltre 256 milioni di euro ad Arte, Attività e Beni culturali. Il settore si muove dunque tra fragilità strutturali e nuove opportunità, individuando tre principali traiettorie per il prossimo futuro: digitale e dati come infrastrutture del fundraising, comunità e sostenitori come attori sempre più coinvolti, territori e reti locali come nuove geografie del dono culturale.
A seguire il dialogo con Carolina Botti, direttore di ALES e referente Art Bonus per il Ministero della cultura ha posto l’accento su come i dati e la conoscenza delle modalità di fundraising siano fondamentali anche per indirizzare gli strumenti di incentivo alla donazione: “L’Art Bonus, strumento efficace di politica culturale, grazie alla trasparenza e strutturazione dei dati che ne certificano l’utilizzo rappresenta una fonte preziosa di studio per le azioni di fundraising. Poter disporre oggi di dati e conoscenze maggiori sul sostegno dei privati alla cultura può concorrere a fare crescere non solo l'art bonus ma anche le altre forme di sostegno che contribuiscono a rendere più sostenibile la cultura.”
Nel pomeriggio i partecipanti, divisi in 4 tavoli di lavoro, sono stati chiamati a rispondere ad alcune domande guida per la discussione su alcuni specifici aspetti della ricerca, tra cui: ‘Dati, digitale e nuove infrastrutture del fundraising’; ‘Sostenitori, community ed empowerment culturale’; ‘Geografie del dono, prossimità e placemaking'; ‘Competenze, governance e modelli organizzativi’.
L’esito di questo momento di confronto sarà reso disponibile all’interno dei materiali dell’Atlante e sulla pagina ufficiale della ricerca: https://www.fondazionesantagata.it/atlante-italiano-del-fundraising-culturale/
Ecco alcuni commenti dei promotori di questa iniziativa:
Massimo Coen Cagli, direttore scientifico della Scuola di Fundraising di Roma, “Se vogliamo rendere più sostenibile il patrimonio e le attività culturale del nostro paese, dobbiamo far crescere il fundraising e la capacità di coinvolgere i privati in una logica di responsabilità verso i beni comuni. Ma non possiamo far crescere il fundraising se non aumentiamo il nostro livello di conoscenza dei mercati (individui, aziende e fondazioni), degli strumenti di raccolta e delle loro performance, delle motivazioni che spingono i privati a sostenere o a non sostenere la cultura nel nostro paese. E l’Italia purtroppo non ha a disposizione un set di dati e conoscenze adeguate ad affrontare la sfida della sostenibilità. Ecco il senso dell’Atlante: da un lato favorire l’accesso ai dati e alle conoscenze quantitative e qualitative che sono state prodotte da enti di ricerca e altri istituti e dall’altro favorire lo sviluppo della ricerca in questo campo dando vita ad un vero e proprio programma di ricerca condiviso e partecipato da tutti gli stakeholders e un osservatorio permanente a servizio sia delle organizzazioni che chiedono sostegno che dei sostenitori, per migliorare il fundraising in qualità e quantità.”
Riccardo Tovaglieri, presidente di Patrimonio Cultura, “l’Atlante italiano del fundraising culturale non vuole solamente essere un fondamentale lavoro di sistematizzazione, sintesi e messa a disposizione delle conoscenze oggi esistenti, con l’obiettivo di renderle semplicemente e gratuitamente accessibili ad un’ampia comunità di professioni, dirigenti culturali, amministratori, ricercatori, ma vuole creare una vera e propria piattaforma di lavoro aperta ad un pluralità di soggetti accademici, istituzionali, del mondo della cultura e delle associazioni. La presentazione di questo report è solo un primo passo a cui far seguire specifici approfondimenti e studi attraverso una pluralità di fonti e metodi di ricerca per provare a dipanare un contesto come quello del finanziamento alla cultura che presenta ancora molte aree grigie e possibilità di sviluppo.”
Paola Borrione, presidente di Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura: "Per Fondazione Santagata la ricerca è prima di tutto uno strumento di conoscenza che non può mai essere separato dalla possibilità di agire nella realtà.
Proprio per questo abbiamo accolto la sfida dell’Atlante che nasce da un’esigenza concreta di chi lavora nelle organizzazioni culturali e che si sviluppa nell’incontro tra chi progetta, chi dona e chi costruisce queste funzioni all’interno degli enti. L’Atlante ambisce ad essere uno strumento aperto — a miglioramenti, contributi, collaborazioni — perché il nostro obiettivo è costruire insieme un bene comune culturale, che continuerà a crescere grazie a chi lo abiterà."
Lorenza Gazzerro, Vice Direttrice Area Arte e Cultura Fondazione Cariplo: “L’Atlante può diventare uno strumento di conoscenza strategico sulle pratiche, gli attori e le risorse del fundraising culturale, utile alle istituzioni filantropiche, ai decisori pubblici, ai professionisti per effettuare scelte informate ed efficaci. Anche le organizzazioni culturali potranno fruire delle informazioni e dei dati di questo osservatorio permanente e accrescere le proprie competenze nella riflessione sulla sostenibilità economico-finanziaria delle attività. Questo progetto rappresenta un’importante opportunità di condivisione di conoscenza per il rafforzamento del settore culturale.”
Angelo Miglietta, Pro-Rettore Vicario dell'Università IULM di Milano : "Il fundraising culturale interroga oggi le istituzioni chiedendo loro di sviluppare competenze in cui si incontrano management, comunicazione, arti e responsabilità sociale: dimensioni che caratterizzano l'identità della nostra Università. Il confronto con i professionisti del settore, come quello di oggi, è per noi un'occasione preziosa per tradurre questi cambiamenti in percorsi di ricerca e alta formazione che contribuiscano a un ecosistema culturale sempre più aperto e partecipato”.