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Attività principali dell'istituzione

 

L'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ISCR) è un organo tecnico del MiBACT specializzato nel campo del restauro e della conservazione del patrimonio culturale. Vi si svolgono contemporaneamente la ricerca, il restauro, la formazione in un clima di interdisciplinarietà. La Scuola di Alta Formazione dell’ISCR, basata su attività tecnico-didattiche condotte direttamente su manufatti individuati come beni culturali e soggetti alle disposizioni di tutela, rappresenta un percorso d’eccellenza per chi vuole svolgere la professione di restauratore, acquisendo una preparazione riconosciuta nel mondo. 

Parallelamente alle attività sopra descritte, l'Istituto svolge costantemente  consulenza tecnica per le attività di conservazione programmata in molti settori, ed in particolare in quello museale, supportando e partecipando a progetti innovativi, in collaborazione con istituzioni statali e non, italiane ed internazionali. Partecipa ad attività di monitoraggio e mette a punto normative tecniche, verifica protocolli di controllo per l'innalzamento dei livelli di gestione ambientale e di conservazione nei  musei, ed in genere negli spazio espositivi.

 

 

 

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 200.000,00 €

 slide

DESCRIZIONE INTERVENTO

La Pietà Rondanini è la scultura marmorea alla quale Michelangelo continuò a lavorare fino alle ultime ore della sua vita. La denominazione dell’opera è legata alla proprietà dei marchesi Rondanini che, dal 1774, la conservarono a Roma fino a quando, nel 1954, venne acquistata per entrare a far parte delle Raccolte Civiche del Castello Sforzesco, dove si trova tutt’ora. Nel gruppo scultoreo si mescolano parti non finite ad altre già elaborate che testimoniano la presenza di una “duplice redazione”. La scultura mantiene i segni di una prima versione caratterizzata da perfezione formale, in un insieme riscolpito che trasferisce il  senso del grande turbamento dell’uomo. La Pietà Rondanini è, dal maggio 2015, esposta nel nuovo museo a lei dedicato, nella sala dell’ex Ospedale Spagnolo del Castello Sforzesco. La realizzazione del Nuovo Museo della Pietà Rondanini ha visto la partecipazione diretta dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro che ha svolto per le istituzioni promotrici di questo progetto di valorizzazione e conservazione, una consulenza costante nella scelta delle diverse soluzioni conservative.  La movimentazione della statua, lo studio e la scelta del nuovo basamento antisismico e anti vibrazioni ambientali, la definizione delle condizioni microclimatiche di esposizione, il controllo delle superfici della statua sono stati alcuni dei temi affrontati nel corso del progetto. L’inaugurazione del nuovo museo è stato un evento di grande successo, di critica e di pubblico. I numeri della fruizione, secondo i dati che l’amministrazione ha raccolto nei primi 18 mesi, parlano di un aumento del 250-300% dei visitatori, per un totale di 230.000 presenze nel 2016. Non si può, tuttavia, non considerare che a questo successo corrisponde un incremento dei possibili stress ambientali cui la scultura, e l’allestimento nel suo complesso, possono essere sottoposti. Per far sì che l’incremento di visitatori non influenzi nel tempo la conservazione del capolavoro di Michelangelo, si propone un progetto di monitoraggio e controllo per predisporre nuove linee guida di conservazione preventiva e, dunque di manutenzione programmata, in queste mutate condizioni di esposizione. Il progetto prevede, oltre alle attività di monitoraggio dello stato delle superfici dell’opera, il controllo dei parametri ambientali, attraverso una rete di dispositivi wireless e di sistemi innovativi di misura che saranno in funzione durante i periodi di apertura e di chiusura del museo. L’innovazione non riguarderà solo le tecnologie, perché saranno oggetto di ricerca e innovazione anche il design dei sistemi di rilevamento e i presidi per i controlli sull’opera, per un’armoniosa ed adeguata integrazione nell’ambiente espositivo. Nell’attuazione del progetto  saranno coinvolti Dipartimenti Universitari e Studi di Design che daranno il loro contributo nel ricercare soluzioni ad hoc che non interferiscano con la godibilità dell’allestimento e rendano possibili gli interventi di manutenzione, consentendo al pubblico di seguire queste attività. 


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 18.000,00 €

 slide

DESCRIZIONE INTERVENTO

Poichè alcuni studenti/studentesse dei corsi della Scuola di Alta Formazione e Studio dell'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro - in particolare quelli fuori sede - sperimentano sovente condizioni di disagio tali da rendere loro difficoltoso frequentare regolarmente le lezioni presso le sedi di Roma e/o Matera, si desidera attivare l'erogazione di borse di studio per quattro allievi/allieve particolarmente meritevoli che si trovino nelle suddette condizioni. Le borse di studio dovrebbero coprire un periodo temporale pari a un anno accademico. L'importo, di complessivi 18.000 euro, dovrebbe essere diviso a favore dei quattro beneficiari.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Lavori in corso

COSTO COMPLESSIVO 200.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

La ricerca scientifica sistematica, finalizzata alla comprensione dei fenomeni di degrado dei manufatti, allo studio dei materiali antichi e delle tecniche artistiche, alla valutazione di adeguati materiali e metodi di intervento ha costituito il fondamento dell’attività dell’Istituto sin dalla sua fondazione. Gli insegnamenti di carattere scientifico e tecnologico costituiscono una realtà molto importante nella formazione degli allievi della Scuola dell’ISCR; le materie scientifiche (chimica, fisica e biologia) costituiscono, insieme alle esercitazioni di laboratorio, più del 40% del totale degli insegnamenti impartiti nei cinque anni di corso. L’Istituto, al fine di migliorare la didattica in questo settore, ha progettato l’allestimento di un’area dedicata nella quale gli allievi potranno esercitarsi e valutare l’efficacia di alcune tecniche diagnostiche e di strumentazioni state of the art dedicate agli interventi conservativi. Le sezioni in cui si è inteso dotare l’area scientifica per gli allievi della SAF comprendono: un’area tecnologica dedicata all’apprendimento della tecnica di pulitura con luce laser, un’area analitica dedicata all’apprendimento dei test microchimici e preparazioni analitiche, un’area dedicata alla conservazione preventiva con sperimentazione di metodologie a condizioni ambientali controllate e un’area di microscopia dedicata allo studio di micro-campioni e preparati per la comprensione dei materiali costitutivi delle opere e delle loro forme di degrado