I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali il quale dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i.
L’Ente dichiara che il bene oggetto di erogazioni liberali è di interesse culturale ai sensi dell’art. 10 del D.Lgs. 22 gennaio 2004 N.42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio).

Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Forte Bramafam è uno dei pochi esempi superstiti di fortificazione a struttura lapidea adattata alle esigenze tecnologiche di fine Ottocento. Costruito sul colle che domina la conca di Bardonecchia il Forte Bramafam venne concepito per proteggere lo sbocco della Galleria del Fréjus da eventuali azioni francesi e per controllare le valli che convergono sulla conca.

Sul sito dove si ergeva il medievale Chateau de Bramafam furono realizzate prima delle batterie in barbetta poi il forte, un’opera di transizione che accomunava l’utilizzo della pietra e della calce nelle strutture verticali, con un getto di calcestruzzo su un letto di putrelle in quelle orizzontali. Ancor oggi il contrasto è notevole: nelle parti verticale vi è ancora la ricercatezza del bello tramite le modanature, le riquadrature, i canali di gronda e i doccioni aggettanti in pietra lavorata alla martellina. La sensazione che si coglie è una continuità con il barocchetto militare. Di contro al di sopra ci troviamo di fronte ad un nuovo modo di costruire, a masse di calcestruzzo compatte, con l’estradosso curvilineo che s’innesta con un salto secolare nella pietra.

Dotato di un armamento di prim'ordine, due torri corazzate della Gruson per pezzi da 120/21, quattro cannoni a tiro rapido da 57 mm in torrette a scomparsa, sei pezzi da 87 B.R. ret. e due da 149 G. Nel I892 una relazione del Deuxième Bureau, il servizio di spionaggio francese, segnalava il forte come completato. La guarnigione era assicurata da truppe del 6° reggimento Artiglieria da Fortezza, il presidio di guerra comprendeva 200 uomini. mentre nei capaci alloggiamenti potevano trovare ricovero, su giacigli paglia a terra, alti 280 soldati. A fine Ottocento era la più importante fortificazione delle Alpi Cozie, erede di Fenestrelle ed Exilles, e predecessore dello Chaberton.

Informazioni sullo stato della conservazione

Nel dopoguerra Forte Bramafam subì una completa devastazione e un sistematico saccheggio che ridussero la struttura a un rudere. Nel 1994 per non rimanere inattivi davanti allo sfascio del patrimonio fortificato italiano nell’Associazione per gli Studi di Storia e Architettura Militare, fondata nel 1990 da un gruppo di ricercatori storici, si fece strada l’idea di “sporcarsi le mani” in prima persona, cercando di salvare almeno una fortificazione. La scelta cadde su Forte Bramafam, il 18 maggio 1995, dopo una lunga trafila burocratica, l’Associazione lo ottenne in affidamento dal Mistero delle Finanze.

In questi anni, grazie ai contribuiti di diversi enti pubblici e privati, oltre a quanto reinvestito dalla nostra Associazione, e con l'impegno di oltre 70.000 ore di volontariato, che ha consentito di dar corso ad interventi che in altro modo non si sarebbero potuti realizzare, il progetto di recupero di Forte Bramafam ha avuto una notevole evoluzione. Dal recupero strutturale si è passati agli allestimenti ambientali, con acquisizione di una notevole quantità di materiale storico che ci ha permesso di dare vita ad una struttura museale per certi aspetti unica nel suo genere in Italia.

In questo momento, oltre ad un anello di visita alle strutture del forte, si è creata nell'interno del blocco delle caserme un'area espositiva di 3.500 metri quadri dove, attraverso una serie di diorami con attente ricostruzioni ambientali, completate da 180 manichini che indossano uniformi originali, 32 pezzi d'artiglieria ed oltre 2.000 reperti storici, si può effettuare un inedito viaggio a ritroso nel tempo

Dei 64.000 metri quadri che si compone il compendio del Bramafam si sono recuperati i corpi di fabbrica che si affacciano sulla Piazza d’armi, eccezion fatta di parte del Magazzino artiglieria. Rimangono da restaurare lo sviluppo della cinta esterna con il basso forte, nonché le installazioni di artiglieria, che si ipotizza di ricostruire.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Il Museo Forte Bramafam è aperto da giugno a ottobre tutti i fine settimana nonché in occasione della festa della Repubblica. In agosto il forte è aperto con continuità per tutto il mese. Orario dalle 10,00 alle 17,00. Ultimo ingresso alle 17,00, tempo medio di visita 2-3 ore.

Visite guidate su prenotazione; vi è la possibilità di visita in altre date per gruppi sempre su prenotazione.

Per informazioni: info@fortebramafam.it - 333 6020192   339 2227228

Per ogni altro si rimanda al sito dell’Associazione www.fortebramafam.it

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Lavori in corso

IMPORTO 280.000,00 €

 slide
 slide
 slide
 slide
 slide
 slide
 slide
 slide
 slide
 slide
 slide
 slide
 slide
 slide
DESCRIZIONE INTERVENTO

La parte più elevata in quota di Forte Bramafam si sviluppava alla sommità del versante meridionale dell’altura, il Fronte di gola, percorso in tutto il suo sviluppo da una galleria, raggiunta da una scala coperta che si diramava dall’androne del forte. Alla sommità della scala coperta si raggiungeva una galleria di comunicazione caratterizzata dal susseguirsi di trenta vani, scanditi da infilate di feritoie per fucilieri, dando accesso all’osservatorio del comando di tiro e alle maggiori installazioni d’artiglieria di tutto il forte, elementi che rivestono un notevole interesse storico.

Se l’interno della galleria di gola pur essendo in degrado dopo esser stato messo in sicurezza è stato inserito nell’itinerario di visita, ben diverse sono le condizioni dell’esterno che si presenta strutturalmente in cattive condizioni, con mancanze e rilassamenti che minacciano direttamente la loro stabilità. Tali cedimenti sono derivati in parte dalle asportazioni di tutto il materiale lapideo in pietra da taglio che incorniciava le feritoie. A questo bisogna aggiungere le acque meteoriche che hanno dilavato le malte a base di calce, dalla successiva azione del gelo e del disgelo, che ha provocato disgregazione delle murature.

Il progetto si svilupperà su due anni, il primo cantiere che si intende aprire nel 2024 riguarderà il settore centrale del fronte, dal Terrazzo della batteria mortai sino al secondo tratto della galleria di gola, avendo al centro l’installazione d’artiglieria Gruson per cannone da 120, con il pozzo dell’installazione, scala d’accesso, comando di tiro, locale caricamento, camerate e magazzini.

Gli interventi programmati possono essere così raggruppati:

  1. interventi strutturali di recupero sulle strutture esterne e interne;
  2. realizzazioni di un sistema di canalizzazioni per collegamenti impianti elettrici, video controllo e sicurezza su tutta la parte museale;
  3. punto di forza del progetto, oltre alla costituzione di una nuova area museale, sarà la ricostruzione delle installazioni di artiglieria, che risulteranno elementi unici nel loro genere.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Fine Lavori

IMPORTO 340.000,00 €

 slide
 slide
 slide
 slide
DESCRIZIONE INTERVENTO

Il Magazzino d’artiglieria, realizzato nel 1891, era un robusto fabbricato al centro della Piazza d’armi destinato a ospitare i magazzini del forte. Lo caratterizzavano le riquadrate dei portoni e delle finestre in pietra da taglio, il cornicione in mattoni a vista che sulle testate si trasformava in un timpano. Il fronte nord presentava e presenta tuttora delle feritoie che gli conferivano anche una funzione difensiva. Tra le due guerre mondiali la costruzione fu adattata per ospitare il presidio della 516 Batteria G.a.F. Nel dopoguerra per un certo periodo fu utilizzato dai Salesiani come colonia estiva, ma cessato questo uso alla fine degli anni sessanta iniziò il suo declino: fu pesantemente saccheggiato con rimozione della copertura e asportazione di tutte le parti in pietra da taglio sino a ridurlo ai soli muri perimetrali. Di tutti i corpi di fabbrica che si affacciano sulla Piazza d’armi di Forte Bramafam l’unico che si presenti ancora da recuperare. Nel 2002 iniziammo i lavori per il recupero delle prime tre campate, poi nel 2004 fu avviato e completato il recupero della terza. Con l’intervento di recupero la quarta e quinta campata costituiranno un’area di circa 400 mq destinata a ospitare i pezzi d’artiglieria presenti nel forte. La sesta campata sarà in parte utilizzata come sala di introduzione alla visita al forte. Poiché Bardonecchia si trova in una zona dove vige la normativa antisismica il progetto di recupero dovrà attenersi ad essa. La struttura della copertura sarà formata da capriate in putrelle che appoggeranno al suolo direttamente su colonne di putrelle, le murature originarie serviranno solo da tamponamento. Esternamente si riporterà la struttura alle condizioni originali: si ricostruiranno tutte le parti in pietra da taglio asportate così come il cornicione in mattoni. Tutto questo nella politica di salvaguardia della memoria storica che ci ha sempre contraddistinto.


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Fine Lavori

IMPORTO 119.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Si tratta di interventi con carattere di urgenza da attuarsi sulle strutture di copertura delle caserme Truppa e Ufficiali, interventi mirati ad impedire infiltrazioni che danneggerebbero i manufatti già recuperati e di rimando le raccolte museali. Nelle caserme Ufficiali e Truppa, la struttura è infatti soggetta a problemi di umidità muraria di risalita proveniente dal sottosuolo e dalle pareti laterali contro terra e contro roccia. A riguardo di tale situazione già nell’ambito degli “Standard di qualità nei musei piemontesi” l’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte ha concesso un contributo per superare le criticità legate alla mancanza di monitoraggio e controllo generale delle condizioni ambientali. L’intervento prevede l’installazione su tutti gli ambienti dell’area museale di una serie di Datalogger per monitorare costantemente la situazione interna e rilevare i dati di temperatura ed umidità. Verrà in particolare installato un impianto in grado di migliorare le condizioni igrometriche interne, che provvederà ad asportare l’umidità presente nell’aria senza alterare la temperatura in ambiente.


NOTE Intervento archiviato