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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Lo stendardo delle Operaie della Sala di Lavoro presso la Congregazione di Carità in Brescia entrò nelle collezioni civiche dopo il trasferimento, nel 1978, dall’Ente Comunale di Assistenza di Brescia (E.C.A., noto in precedenza come Congregazione di Carità).

Il manufatto, in seta dipinta e ricamata, è caratterizzato da un lato dalla presenza di una macchina da cucire dipinta che ricorda un antico modello Howe, mentre dall’altro lato è ricamata la scritta “OPERAJE della Sala di Lavoro PRESSO LA Congregazione di Carità IN BRESCIA”. Lo Stendardo preserva la memoria di un’esperienza fondamentale per la storia assistenziale e lavorativa della città di Brescia a cavallo tra Otto e Novecento. È, infatti, storicamente legato all'esperienza della sala di lavoro con macchine da cucire, promossa dalla Congregazione di Carità di Brescia a partire dal 1875. La sala, accessibile alle operaie povere che avessero presentato la domanda, nel corso di una decina d’anni registrò un accesso di quasi quattrocento lavoratrici. La sala di lavoro rimase operativa sicuramente fino al 1907 e l’esperienza si concluse probabilmente entro il 1937.

Nel 1978, con il trasferimento dei beni dell’E.C.A. al Comune, lo Stendardo venne identificato come uno dei reperti di “notevole interesse” per i quali si suggeriva l’affidamento ai musei cittadini.

Informazioni sullo stato della conservazione

L’opera si trova in cattivo stato conservativo. Le cromie brillanti, amplificate dalla lucentezza della seta, che un tempo dovevano contraddistinguere questo stendardo sono in parte attenuate e inscurite dall’accumulo di polvere e pulviscoli che si sono depositati su ed entro l’intreccio. Aloni di umidità e macchie di varia natura costellano entrambe le facce. Dal punto di vista strutturale, l’opera presenta numerosi strappi, lacerazioni e lacune di grave entità generalmente su tutta la superficie, determinate da una probabile concausa di fattori interni ed esterni (sfregamento e utilizzo nel passato, naturale invecchiamento delle fibre, azione della luce, peso dei ricami e delle frange metalliche, tipologia di pittura impiegata per dipingere). Nella faccia chiara, qualcuno ha maldestramente cercato di riparare gli strappi con della colla, facendo aderire la seta al supporto sottostante e provocando delle macchie irreversibili. Lo stendardo è orlato su tre lati da una passamaneria frangiata in filato metallico, la quale appare inscurita per effetto dello sporco e dell’ossidazione. Il bordo superiore è inserito tra due semi-cilindri lignei che, inchiodati insieme, vanno a costituire l’asta di sospensione. Uno dei due terminali di quest’ultima risulta mancante.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Al termine del restauro, lo Stendardo verrà esposto alla mostra “Tesori. Il grande romanzo dei musei bresciani. 1826 | 2026”, che si terrà al Museo di Santa Giulia (Brescia) dal 04 novembre 2026 al 22 agosto 2027 negli ordinari orari di apertura del Museo.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Fine Lavori

IMPORTO 3.140,00 €

 slide
DESCRIZIONE INTERVENTO

L’intervento di restauro prevede le seguenti fasi:

 

- Smontaggio:

Per facilitare le operazioni, sarebbe ottimale separare le due facce dello stendardo. Si potrebbe riscontrare una criticità dovuta al fatto che il bordo superiore è inserito tra i due semicilindri lignei che costituiscono l’asta di sospensione. Questi devono essere separati rimuovendo il terminale rimasto.

La rimozione dell’asta sarebbe auspicabile sia per ragioni estetiche (per la mancanza di un terminale) che per ragioni conservative (per restaurare in modo consono il bordo superiore del tessuto).

La passamaneria perimetrale verrà scucita per permettere la separazione delle due facce l’una dall’altra.

 

- Pulitura generale ad aria:

Pulitura sull’intera superficie dell’opera utilizzando una macchina aspirante a potenza regolabile. L’operazione verrà eseguita interponendo una rete termosaldata per impedire che la forza aspirante possa creare ulteriori danni all’opera.

 

- Umidificazione:

Date le condizioni generali dell’opera, un lavaggio per immersione è impraticabile. Pertanto, verrà utilizzato un vaporizzatore per ripristinare la corretta ortogonalità del tessuto, eliminare le varie pieghe e goffrature e soprattutto reidratare e ammorbidire le fibre. L’operazione sarà eseguita verificando mediante il tatto che il tessuto risulti appena umido e non bagnato.

 

- Pulitura filati metallici:

Tutti i filati metallici di passamaneria, frange e nappa verranno sottoposti a pulitura mediante una soluzione detergente che verrà determinata in base a prove eseguite preliminarmente (solitamente si impiega una soluzione di alcol denaturato al 50 % o di saponina al 50 %). L’operazione andrà a rimuovere solamente lo sporco, non l’eventuale patina nerastra dovuta all’ossidazione. Contestualmente si cercherà di “pettinare” le frange, che ora risultano piegate in posizione innaturale a causa di un arrotolamento non consono dell’opera.

 

- Intervento di restauro – resinatura:

L’estrema fragilità della seta rende impossibile un intervento ad ago. Entrambe le facce dello stendardo, quindi, saranno supportate totalmente sul retro con un velo di Lione resinato con una soluzione di etilevinilacetato, adesivo comunemente utilizzato nell’ambito del restauro tessile anche per opere museali.

 

- Confezione:

Lo stendardo sarà poi riassemblato. Vista la presenza dei due taffetas, la tela di cotone originale che fungeva da supporto tra le due facce, molto sporca e macchiata, verrà rimossa per non appesantire ulteriormente l’opera. La passamaneria sarà ricollocata lungo il perimetro. L’asta e il terminale conservato saranno a loro volta trattati; si provvederà all’integrazione di un nuovo terminale, di forma e finitura analoga a quello esistente, ma riconoscibile attraverso l’uso del tratteggio a rigatino.