Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto
I dipinti oggetto dell’intervento sono i seguenti:
- Francesco Lupicini, Santa Maria Maddalena e l’angelo, 1630 circa (DI227)
- Ambito di Alessandro Magnasco detto Lissandrino, San Bruno e un certosino in preghiera, 1720 circa (DI197)
La tela raffigurante Santa Maria Maddalena e l’angelo è stata ricondotta in tempi recenti alla mano del raffinato pittore fiorentino Francesco Lupicini. Entrata nelle collezioni bresciane tramite il legato di Paolo Tosio, inizialmente l’opera era riferita ad Annibale Carracci ed è rappresentativa degli interessi di gusto classicista del conte Tosio.
L’opera con San Bruno e un certosino in preghiera entra nelle collezioni della Pinacoteca Tosio Martinengo nel 1914 tramite il legato di Teodoro Filippini. La tela è stata ricondotta all’ambito del genovese Alessandro Magnasco, detto Lissandrino, grazie a due elementi: quello dell’iconografia, vista la predilezione del pittore per la raffigurazione di frati in preghiera, e quello dello stile, caratterizzato da una condotta rapida e corposa, che si sfaccetta nei punti in luce.
Informazioni sullo stato della conservazione
Il dipinto di Lupicini, eseguito ad olio, presentava la pellicola pittorica segnata in modo diffuso da una craquelure da invecchiamento che non invalidava però lo stato di conservazione. Erano, però, presenti diffuse riprese pittoriche, eseguite in almeno due interventi di restauro realizzati in passato, ben visibili ai raggi ultravioletti. In particolare, in corrispondenza del cielo e del panneggio della Maddalena erano visibili ritocchi particolarmente virati che disturbavano notevolmente la lettura dell’opera.
Un protettivo marcatamente ossidato ed ingiallito offuscava, imbruniva e toglieva brillantezza
ai film pittorici.
La cornice dorata, su bolo rosso, si presentava offuscata e ricoperta da un protettivo alterato e da un notevole strato di polvere e sostanze grasse, in particolare nella parte bassa. Si notava qualche caduta di piccola entità diffusa sulla superficie.
Inoltre, in passato, in corrispondenza dell’asta superiore, era stata rifatta in modo molto grossolano la decorazione di un toro che è stato necessario rimuovere e sostituire completamente.
Il dipinto dell’ambito di Magnasco, realizzato ad olio, presentava evidenti ritocchi alterati in corrispondenza della campitura del cielo, che disturbavano notevolmente la lettura dell’opera.
Il protettivo superficiale si presentava ingiallito, contribuendo ad alterare la brillantezza dei colori (in particolare la campitura del cielo ed i panneggi dei personaggi).
La cornice, probabilmente inserita nell’ultimo restauro, è dorata a porporina che con il tempo si è ossidata ed imbrunita e con un intervento di laccatura è potuta tornare ad impreziosire, valorizzare e completare il dipinto.
Informazioni sulla fruizione e orari di apertura
Al termine del restauro, i due dipinti sono stati esposti alla mostra “Tesori. Il grande romanzo dei musei bresciani. 1826 | 2026”, in tenuta al Museo di Santa Giulia (Brescia) dal 04 novembre 2026 al 22 agosto 2027 negli ordinari orari di apertura del Museo. Al termine dell'esposizione, le opere saranno collocate in deposito, a disposizione per studiosi e richieste di prestito.

