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Attività principali dell'istituzione

Il Ravenna Festival, fondato nel 1990, Festival multidisciplinare di musica classica, sinfonica, d'opera, danza. E' da allora riuscito ad imporsi nel novero delle più affermate e prestigiose manifestazioni europee ospitando le più alte espressioni della vita artistica del nostro tempo. Una manifestazione con una forte connotazione multidisciplinare, che coinvolge tutte le forme dello spettacolo antico, classico e contemporaneo, quali opera lirica, danza, teatro e cinema, oltre naturalmente tutti i linguaggi musicali, classica in primis ma con grande spazio dedicato al jazz, etnica, canzone d'autore e rock. Una rassegna unica ed originale, particolarmente articolata e rivolta ad ogni tipo di pubblico. Il Ravenna Festival esprime anche un legame inscindibile con la città ed il suo straordinario patrimonio monumentale: non solo i teatri, ma anche le millenarie basiliche bizantine, i chiostri, le piazze si trasformano in altrettanti palcoscenici dove il connubio tra beni ed attività culturali viene esaltato al massimo delle proprie potenzialità.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO Non definito (Sostegno generico)

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DESCRIZIONE INTERVENTO

I have a dream Io ho un sogno è il titolo del discorso tenuto da Martin Luther King il 28 agosto 1963 simbolo della lotta contro il razzismo in tutto il mondo.

We Have a Dream - A j ò fat un sogn prosegue il percorso iniziato dal Festival nel 2014, dedicata alla scoppio della Grande Guerra, con il quale si esplorano eventi cruciali e icone del secolo scorso nell’intento di comprendere meglio chi siamo e perché siamo diventati così. Grandi uomini come M.L. King possono rappresentare guide e punti di riferimento, per non dimenticare errori e orrori passati, né lo spirito dell’Utopia, la forza del Sogno condiviso capace di sottrarci a visioni apocalittiche e distopiche.

Le vie dell’amicizia raggiunge quest’anno Kiev: Riccardo Muti sarà sul podio dell’Orchestra del Teatro dell’Opera Nazionale d’Ucraina e dell’Orchestra Cherubini per il doppio concerto che unirà Ravenna a una delle più antiche città dell’Est Europa. Un viaggio già illuminato dall’oro dei mosaici: simbolo di Kiev è infatti ancora oggi la Cattedrale di Santa Sofia, modellata sull’Hagia Sophia di Costantinopoli le cui suggestioni si ritrovano anche nella ravennate San Vitale.

Inoltrre Riccardo Muti dirigerà nella “sua” Ravenna, a 50 anni dal proprio debutto fiorentino, l’Orchestra del Maggio Musicale e un prestigioso cast vocale (L. Salsi, V. Yeo, F. Meli, R. Zanellato) nel Macbeth di Verdi in forma di concerto. Il programma sinfonico si completerà con grandi orchestre e direttori: alla guida dell’Orchestra Cherubini si alterneranno W. Marshall, D.R. Davies e D. Fray; V. Gergiev e J. Conlon guideranno rispettivamente l’Orchestra del Teatro Marinskij e l’Orchestra Sinfonica Nazionale Rai; a L’arte della fuga di J. S. Bach sarà invece dedicato il concerto di Accademia Bizantina diretta da O. Dantone. Per la danza, tornano al Festival Bill T. Jones ed Emio Greco con il nuovo lavoro Apparizione, incentrato sui Kindertotenlieder di Gustav Mahler. A chiudere la XXIX edizione una vera e propria festa della danza, guidata dall’étoile Roberto Bolle: l’acclamatissimo “Bolle & Friends”. Eventi quotidiani saranno Giovani artisti per Dante, che celebrano il Poeta nei Chiostri accanto alla sua Tomba, e Vespri a San Vitale.

Nelle vene dell’America Kiss Me, Kate, composta da Cole Porter e portata sulle scene a Broadway 70 anni, sarà splendidamente celebrato dalla produzione dell’inglese Opera North. Il centenario della nascita di Leonard Bernstein, sarà ricordato con l’esecuzione, tra le altre cose, della Seconda Sinfonia, The Age of Anxiety. Tra echi del minimalismo - altra invenzione totalmente americana - nelle musiche seminali dei tre padri fondatori (T. Riley, P.Glass, S. Reich), figure di enorme influenza quali Keith Jarrett, di cui sarà eseguita per la prima volta in Italia la composizione Ritual del 1977, e il raffinato e poliedrico rocker d’avanguardia David Byrne, fondatore dei Talking Heads, non manca un omaggio alla chitarra elettrica, strumento principe e icona della popular music.