I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali il quale dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i.
L’Ente dichiara che il bene oggetto di erogazioni liberali è di interesse culturale ai sensi degli artt. 10, 12 e 13 del D.L.gs. 22 gennaio 2004, n.42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio)

Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

L’immobile è distinto al F. 98 mapp. 355 e 356 (cat. D/8 - Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un’attività commerciale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni ) – 360 (ex abitazione cat. A/3) – 370 e 371 (da accatastare all’urbano) Il più vecchio nucleo costituito dal mapp. 355 è sottoposto a tutela per il suo interesse storico artistico, anche se non è stato reperito il relativo Decreto di vincolo; lo si rileva da altro Decreto del Ministro Segretario di Stato per i Beni Culturali e Ambientali del Gennaio 1979, che detta prescrizioni di tutela indiretta per gli immobili limitrofi identificati ai mapp. 360, 356, 370 e 371. L’immobile è costituito da n. 2 piani oltre un terzo piano per i mapp. 356 e 360. La parte più antica risale al XIII° secolo, fu ampliato agli inizi del XVI° secolo e quindi radicalmente rinnovato e allargato come oggi lo vediamo agli inizi del XIX° secolo. All’interno vi sono 2 sorgenti di acqua calda intorno alle quali si aprono 2 grotte (grotta grande di sopra e grotta piccola detta grotta Paolina di sotto) saturate dal vapore delle acque e che vengono utilizzate come grotte inalatorie o come saune naturali. Le caratteristiche costruttive dell’edificio sono la muratura in pietra intonacata con parti rivestite in lastre di pietra, la copertura a padiglione con manto in cotto toscano, salvo il mapp. 356 che ha copertura piana con guaina impermeabilizzante.

E' notevole e riconosciuto il valore storico e culturale di questi bagni, in particolare il Jean Varroud è il più antico degli stabilimenti del comprensorio e la sorgente è la più calda, raggiungendo addirittura i 54°C

Informazioni sullo stato della conservazione

Attualmente l'immobile pur conservando il valore storico necessita di interventi di rimessa in pristino e manutenzione al fine di renderlo nuovamente utilizzabile e fruibile

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Attualmente non è aperto al pubblico

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 360.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Gli interventi mirano a rendere nuovamente funzionale e fruibile la porzione dello stabilimento termale più antico del Comprensorio Termale di Bagni di Lucca, esattamente nelle aree di collegamento del Palazzo Boccella con le grotte termali ed i collegamenti verticali all’interno dello Stabilimento termale “Jean Varraud”.

Il fulcro dell’intervento riguarda lo scalone ed i percorsi interni di collegamento tra gli ambienti ipogei, legati alla fruizione delle grotte e delle sorgenti e i locali superiori del complesso. L'ambiente si inserisce nel sistema distributivo storico degli stabilimenti termali di Bagni Caldi, nucleo originario del sistema termale di Bagni di Lucca, documentato sin dal Medioevo e oggetto di importanti trasformazioni tra età moderna, fase napoleonica e Ottocento.

Gli obiettivi che si intendono raggiungere attraverso il risanamento conservativo sono fondamentalmente due e sono: il primo, di risanare la struttura, eliminando lo stato di degrado e garantendo gli standard igienici e sanitari necessari al suo utilizzo; il secondo, è quello di conservare integralmente la natura e la funzione dell'edificio, evitando trasformazioni anche parziali che possano modificare la sua fisionomia originaria e la distribuzione interna della sua superficie.

Il progetto prevede il risanamento delle murature e solai interpiani, l’adeguamento igienico-sanitario degli ambienti, l’adeguamento alle normative di accessibilità agli ambienti destinati alla fruizione pubblica e il restauro conservativo degli intonaci ed elementi decorativi dello scalone.

Lo scalone presenta superfici prevalentemente intonacate e tinteggiate in colore chiaro, con carattere complessivamente sobrio e funzionale. Non sono oggi leggibili apparati decorativi estesi; risultano tuttavia presenti piccole tracce e possibili residui di finiture precedenti, che dovranno essere verificati mediante saggi stratigrafici. Le aperture lungo il percorso sono definite da cornici modanate, verosimilmente in materiale lapideo o in elementi modellati successivamente intonacati e tinteggiati. Tali elementi, pur oggi uniformati dalle ridipinture, contribuiscono alla definizione architettonica del vano scala.

La sua conservazione assume valore non solo funzionale, ma anche storico-documentario, in quanto testimonia la continuità d'uso e le trasformazioni distributive dello stabilimento.

Si da atto che le donazioni verranno veicolate esclusivamente sui lavori e che le attività non riconducibili alla finalità di tutela verranno sostenute con altre risorse/fondi pubblici.