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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Situata nell’area dell’antica Vaita Filittèria, il quartiere bizantino della Spoleto medievale, la chiesa venne consacrata nel 1174, come ricorda un’iscrizione interna, divenendo una delle chiese parrocchiali della città. E’ intitolata ai Santi Giovanni e Paolo, due fratelli vissuti nella Roma del IV secolo d.C., martirizzati sotto l’imperatore Giuliano l’Apostata. Per la sua costruzione furono utilizzate pietre conce e materiale di spoglio di epoca romana. L’esterno, di linee molto semplici, è impreziosito nel muro sinistro da un grande affresco raffigurante la Madonna e quattro Santi datato al XIII-XIV secolo, purtroppo assai rovinato; l’interno è ad aula unica con presbiterio rialzato e cripta, oggi non più accessibile. L’essenzialità della struttura è arricchita dall’eccezionale decorazione pittorica, databile tra il XII e il XVI secolo. I numerosi affreschi che ornano le pareti non appartengono ad un unico ciclo decorativo, ma rappresentano vari soggetti realizzati in momenti differenti. Molti di essi hanno carattere votivo, e sono stati realizzati in segno di riconoscenza per una grazia ricevuta o per celebrare figure religiose a cui il committente era particolarmente legato. Particolarmente degno di nota è un affresco ubicato nel muro sinistro che rappresenta il Martirio di Thomas Becket da Canterbury, databile al primo quarto del XIII secolo. Esso è uno dei più antichi esempi raffiguranti la scena dell’assassinio del vescovo inglese e si riferisce alla controversia tra quest’ultimo e il Cancelliere del regno d’Inghilterra Enrico II. La vicenda, tuttavia, può essere collegata ad un fatto di storia locale: la lotta tra Papato ed impero per il possesso del Ducato di Spoleto.  

Informazioni sullo stato della conservazione

L'edificio è attualmente oggetto di una serie di interventi che riguardano il restauro di alcuni affreschi delle pareti laterali interne e della controfacciata, grazie ad un finanziamento della competente Soprintendenza e dopo il sisma del 2016 verrà effettuato il risanamento strutturale dell’abside, attualmente inagibile. Da questa serie di interventi rimarrebbe però escluso il restauro dell’edicola esterna dell’edificio, decorata da un affresco risalente presumibilmente alla fine del XIII secolo, purtroppo mai restaurato e pertanto in uno stato di conservazione molto precario.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

La chiesa è aperta al pubblico tutte le domeniche dalle ore 9:30 alle ore 13:00 ed è inserita nel circuito museale cittadino, visitabile anche grazie l'acquisto della Spoletocard con la quale è possibile accedere a ben 7 sette siti museali cittadini. 

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 18.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

La grande immagine affrescata che sovrasta l'ingresso laterale dell'antica chiesa dei SS. Giovanni e Paolo, nel centro storico di Spoleto, rappresenta una Madonna in trono col Bambino fra i santi Giovanni Battista, i martiri Giovanni e Paolo e san Giovanni Evangelista.

Nonostante il precario stato di conservazione si intravede ancora nella decorazione dell'edicola un notevole livello di qualità che per una serie di particolari stilistici potrebbe essere riferita all'ambito della cultura pittorica spoletina del tardo Duecento e del primo Trecento, in particolare a quella del cosiddetto Maestro delle Palazze e della sua bottega.

L’intervento prevede il restauro conservativo dell’affresco mediante una serie di operazioni finalizzate al recupero della leggibilità dell’opera e alla stabilizzazione dei materiali costitutivi.

I lavori comprenderanno l’allestimento delle opere provvisionali necessarie, la rimozione dei depositi superficiali e delle sostanze sovrammesse alla pellicola pittorica, l’estrazione dei sali solubili e il consolidamento dell’intonaco e della pellicola pittorica nelle zone interessate da fenomeni di distacco, disgregazione e perdita di adesione.

Dovranno essere inoltre previste la stuccatura delle fessurazioni, fratturazioni e cadute degli strati d’intonaco, la reintegrazione cromatica delle lacune e delle abrasioni mediante velature ad acquarello, la revisione dei precedenti interventi di reintegrazione e, a conclusione delle operazioni, l’applicazione di una protezione superficiale idonea.

Le erogazioni liberali saranno pertanto destinate a sostenere le spese necessarie alla realizzazione delle suddette opere di restauro e conservazione dell’affresco.