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Descrizione relativa all’oggetto

Nel 15 maggio 1841, dopo una serie di progetti elaborati da professionisti locali, viene incaricato del progetto per la realizzazione del Nuovo Teatro di Rimini l’architetto Luigi Poletti di Modena (1792-1869), illustre esponente della professione legato alla scuola neoclassica purista romana, che avendo studiato nella città eterna, elabora un proprio linguaggio di superamento dello stile purista. Il Teatro Comunale di Rimini, la cui costruzione inizia nel 1843, viene inaugurato il 16 agosto 1857 con l’"Aroldo" di Giuseppe Verdi. Il Teatro si chiamava inizialmente Teatro Nuovo e dal 1859 Teatro Vittorio Emanuele II.  Solo più tardi, nel 1947, è stato intitolato al compositore Amintore Galli (1845-1919).

Poletti progetta un Teatro all’italiana, ma con alcune significative varianti: la sala della musica ha quattro ordini e 23 palchi ciascuno, che lo porta a essere uno dei teatri più grandi d’Italia; il primo ordine di palchi è eccezionalmente a doppia altezza e supporta una soluzione a colonne giganti corinzie che sostengono direttamente la balaustra del loggione; il Teatro non ha il palco reale. Le istanze illuministe sono rappresentate dalle ampie scale circolari del Foyer, studiate secondo le esigenze di sicurezza e di comodità della società del tempo.

Il Teatro nel suo insieme è riconosciuto come il suo capolavoro, sullo stesso piano della Basilica di San Paolo a Roma ed uno degli esempi più significativi del superamento del neoclassico della prima metà dell’ottocento.

L’ultima stagione del Teatro risale al periodo di carnevale del 1943, poichè le bombe durante la seconda guerra mondiale distrussero gran parte della struttura. L'abside e la copertura crollarono e circa il 90 per cento della sala e del palcoscenico andarono distrutti. L'unica parte che rimase pressoché integra è il foyer.

La sala teatrale con i palchi e i loggioni conteneva oltre mille posti a sedere.Luigi Poletti concepì il Teatro Comunale di Rimini come tempio della musica ispirandosi alla solennità e alla sontuosità dei templi romani, proponendo una variante del teatro all’italiana, con un’impronta architettonica classica (greco-romana) e monumentale, distinguendosi così dalla tipologia del teatro a palchi in uso in Europa fino a quel momento.

 

Informazioni sullo stato dell'oggetto

Il 28 dicembre 1943, nel corso di un bombardamento aereo, il Teatro è centrato dalle bombe che provocano il crollo del tetto della sala, ma non distruggono completamente la sala della musica.  Nell'immediato dopo guerra il Teatro viene occupato dai militari e poi, dai riminesi stessi, saccheggiato di arredamenti, mobilio, lampadari al fine di utilizzare i materiali per ricostruire le abitazioni distrutte dalla guerra.

Nel 1975, viene realizzato il primo restauro dell'avancorpo del Teatro. E’ rinnovata la pavimentazione degli atri e delle sale laterali, consolidati con travi in ferro il piano e il soffitto della sala Ressi, restaurate le decorazioni e le pitture, impermeabilizzato l'esterno dell'edificio. Negli anni a seguire il Foyer viene utilizzato per lo svolgimento del Consiglio Comunale. Nel 1997, grazie a un finanziamento del Ministero dei Beni Culturali la Soprintendenza per i Beni Architettonici di Ravenna si provvede al  restauro delle facciate esterne, delle superfici decorate nella Sala delle Colonne e nella Sala Ressi e al rifacimento di alcune pavimentazioni.

Nel 2010, dopo un lungo dibattito culturale sulle modalità di ricostruzione del Teatro Galli, viene approvato il progetto che prevede la  ricostruzione della Sala e del Palcoscenico, che viene così a sostituire il progetto di un teatro completamente nuovo che aveva vinto il concorso bandito dal Comune e firmato dall’architetto Adolfo Nicolini, della scuola fiorentina. Inizia l'iter per l’intervento di restauro, solo parzialmente eseguito negli anni tra il 1997 e il 2001, ed è stata presentata la ricostruzione integrale del teatro. Il progetto di restauro e restituzione integrale, filologica e tipologica della Soprintendenza Regionale per i Beni e le Attività Culturali dell'Emilia Romagna è stato più volte integrato e modificato per recepire le esigenze del Comune di Rimini, e oggi i lavori di ricostruzione, iniziati nel 2014, sono in fase di completamento prevedendo il termine dei lavori dell’intera opera nell'autunno 2018. 

 

 

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 570.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Sta per arrivare il tempo di un nuovo inizio, attraverso il quale vorremmo provare a regalare a un pubblico non solo riminese una emozione simile a quella che Verdi in persona aveva riconosciuto alla città, con una programmazione di grande levatura e con l'avvio di un percorso virtuoso che consenta al nuovo Teatro Galli di porre la propria candidatura al rango di Teatro di Tradizione.

Per questo, oltre a quanto già previsto e finanziato, non solo la programmazione ma anche ciò che può essere migliorato,- come la ricchezza di dotazioni funzionali, l'incremento delle potenzialità tecniche della macchina teatrale, gli arredi, le finiture del restauro, l'adeguatezza degli spazi destinati all'accoglienza del pubblico e degli artisti nei camerini - tutto ciò contribuisce alla dotazione delle credenziali utili a perseguire l'obiettivo di ingresso, dopo un periodo di attività, nella fascia della “Tradizione”. 

Tali interventi, per i quali si propone il finanziamento attraverso l'Art Bonus, riguardano:

- il completamento delle finiture e la riqualificazione funzionale degli spazi destinati all'accoglienza nell'area del Foyer e il miglioramento estetico funzionale dell'ingresso principale del teatro (146.400,00)

- le dotazioni funzionali del loggiato e l'allestimento degli spazi destinati all'accoglienza per gli artisti (191.359,44)

- l'adeguamento e il potenziamento delle funzionalità dell'apparato scenico del palcoscenico e della torre scenica (231.800,00)