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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Intitolata a Maria Vergine Annunziata, la cappella fu fatta costruire da Enrico Scrovegni, ricchissimo usuraio padovano, che agli inizi del Trecento aveva acquistato da un nobile decaduto, Manfredo Dalesmanini, l'area dell'antica arena romana di Padova. Qui provvide ad edificare un sontuoso palazzo, di cui la cappella era oratorio privato e futuro mausoleo familiare. Chiamò ad affrescare la cappella il fiorentino Giotto, il quale, dopo aver lavorato con i francescani di Assisi e di Rimini, era a Padova chiamato dai frati Minori conventuali ad affrescare la sala del Capitolo, la cappella delle benedizioni e forse altri spazi nella Basilica di Sant'Antonio. Infondata la notizia secondo cui Enrico Scrovegni fece costruire questo edificio sacro in espiazione del peccato di usura commesso dal padre Reginaldo (a Reginaldo Scrovegni allude Dante Alighieri in Inferno - Canto XVII.

Menzioni antiche trecentesche certificano la presenza di Giotto al cantiere. La datazione degli affreschi è deducibile con buona approssimazione da una serie di notizie: l'acquisto del terreno avvenne nel febbraio dell'anno 1300, il Vescovo di Padova ottobono dei Razzi autorizzò la costruzione prima del 1302; la prima consacrazione si ebbe nella ricorrenza della Festa dell'Annunciazione, il 25 marzo 1303; il primo marzo 1304 papa benedetto XI concesse lindulgenza a chi avesse visitato la cappella e un anno dopo, sempre nella ricorrenza del 25 marzo (1305), la cappella veniva consacrata. Nell'arco di tempo tra il 25 marzo 1303 e il 25 marzo 1305 si colloca dunque il lavoro di Giotto.

Giotto dipinse l'intera superficie interna dell'oratorio con un progetto iconografico e decorativo unitario, ispirato da un teologo agostiniano di raffinata competenza, sebbene Bellinati (1989) individuasse la figura nell'allora Arciprete della Cattedrale Altigrado Cattaneo esponente di spicco della cultura padovana dell'epoca, e già importante esponente della curia romana. Tra le fonti utilizzate vi sono molti testi agostiniani, i Vangeli apocrifi dello pseudo-Matteo e di Nicodemo, la Legenda Aurea di Jacopo da Varazze e, per piccoli dettagli iconografici, le Meditazioni sulla vita di Gesù dello pseudo-Bonaventura, oltre a testi della tradizione medievale cristiana, tra cui Il Fisiologo.

 

Informazioni sullo stato della conservazione

Le recenti ispezioni nei sottotetti della Cappella degli Scrovegni hanno permesso di verificare l’attuale efficienza del manto di copertura e la totale assenza di fenomeni di infiltrazione. 

I controlli hanno tuttavia evidenziato l’innesco di alcune fessurazioni localizzate di elementi posti a supporto della guaina impermeabilizzante (essenzialmente tavelloni in laterizio) e del soprastante manto di copertura in coppi. Ulteriori indagini hanno permesso di rilevare l’assenza di una cappa di ripartizione posta al di sopra del tavellonato. L’evoluzione di questi fenomeni potrebbe causare cedimenti dello strato di appoggio della guaina e pregiudicarne quindi l’efficienza. 

E’ inoltre da notare che la guaina, posta in opera attorno agli anni Sessanta, per effetto delle dilatazioni e contrazioni dovute agli effetti termici giornalieri e stagionali, potrebbe sicuramente aver subito dei fenomeni di invecchiamento naturale che possono ridurre la capacità della membrana di garantire la protezione dalle infiltrazioni in presenza di deformazioni. 

Nell’ambito della generale revisione del manto di copertura della Cappella degli Scrovegni, oltre ad interventi mirati a garantire una sicura protezione dagli agenti atmosferici, si sfrutta la presenza delle coperture provvisorie ed il temporaneo smontaggio del manto di copertura per realizzare interventi di rinforzo locale che migliorino la risposta della struttura in caso di sisma.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

  • Tutto l'anno dalle 9.00 alle 19.00

Prenotazione sul sito www.cappelladegliscrovegni.it o tramite call center 049 2010020. 

La Cappella degli Scrovegni osserva durante l'anno i seguenti GIORNI DI CHIUSURA:

  • NATALE
  • S.STEFANO
  • CAPODANNO

 

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 565.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Smontaggio del manto di copertura e la sostituzione della guaina e del tavellonato esistenti con un nuovo doppio tavolato incrociato realizzato con pannelli in compensato marino, ad alta durabilità, con trattamento ignifugo ed idoneo per l’utilizzo in ambienti umidi ed esterni.

Si prevede la conservazione in opera degli elementi metallici esistenti, per i quali dovrà essere svolto un attento controllo dello stato di conservazione, con particolare attenzione ai nodi di collegamento, ed eventualmente uno specifico trattamento con idoneo prodotto passivante, oltre alla verniciatura protettiva ed il trattamento di protezione al fuoco in grado di garantire resistenza non inferiore a R60.

Il doppio tavolato di nuova realizzazione consente inoltre di controventare le strutture di copertura, con il duplice obiettivo di incrementare l’efficienza delle capriate metalliche esistenti (riducendo la lunghezza di libera inflessione di puntoni) e di migliorare il comportamento sismico locale della copertura e delle pareti e permetterà la realizzazione di una cerchiatura perimetrale in sommità, mediante l’applicazione lungo tutto il perimetro di un nastro in fibra di carbonio di larghezza 20 cm.

Copertura del coro: smontaggio del manto di copertura e la sostituzione della guaina del tavellonato esistenti con un nuovo doppio tavolato incrociato realizzato con pannelli in compensato marino, ad alta durabilità, con trattamento ignifugo ed idoneo per l’utilizzo in ambienti umidi ed esterni.

Relativamente a questa copertura, si prevede inoltre lo smontaggio della struttura portante al fine di eliminare gli elementi spingenti, sostituendo le travi prefabbricate in c.a. con nuove capriate leggere metalliche su cui fissare direttamente (mediante interposizione di tavolone ligneo) il doppio tavolato.

Il doppio tavolato viene sfruttato per la realizzazione di una cerchiatura perimetrale in sommità, mediante l’applicazione lungo tutto il perimetro di un nastro in fibra di carbonio di larghezza 20 cm.

Per la copertura della torretta dell’abside si prevede il rifacimento della guaina e del manto di copertura, mentre non si prevedono interventi sulle strutture portanti.

Relativamente all’impalcato ligneo esistente all'interno della torretta , considerata la sua posizione, si ritiene utile sfruttarne la presenza per la realizzazione di un vincolo intermedio per le murature dell’abside, migliorandone il comportamento locale in caso di sisma, mediante l’integrazione del tavolato esistente con un secondo tavolato disposto incrociato, opportunamente collegato alla muratura perimetrale mediante piatti in acciaio e