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Raccolta realizzata a seguito della Risoluzione n. 136/2017 dell'Agenzia delle Entrate

Attività principali dell'istituzione

Il Museo dell'Accademia Ligustica

Dal 1751, anno di fondazione della scuola, grazie a lasciti, donazioni, depositi da edifici demoliti e più raramente in seguito ad acquisti, si è costituito un cospicuo ed eterogeneo patrimonio che comprende attualmente quasi trecento dipinti, circa duemila disegni, oltre quattromila stampe, numerose matrici calcografiche, calchi in gesso, sculture in bronzo e in marmo, elementi architettonici in pietra, bozzetti in gesso e terracotta, ceramiche, un fondo di fotografie e di lastre fotografiche, volumi d’arte, medaglie, nonché un consistente nucleo di arredi e di objets d’art.

Gipsoteca

La costituzione di una Gipsoteca si rese necessaria poiché i calchi in gesso e le incisioni di riproduzione costituivano modelli e repertori indispensabili per una didattica improntata allo studio del “bello antico” e al confronto con le opere dei grandi maestri attraverso la pratica della copia.

Oggi, ad eccezione di un piccolo nucleo di opere inserite nel percorso espositivo, il patrimonio della gipsoteca è conservato nei depositi del museo, visibile su richiesta, in attesa di un necessario intervento di restauro che ne renda possibile l’esposizione al pubblico.

Galleria raccolta di quadri

La collezione dei dipinti dell’Accademia rappresenta, come scrisse Giovanni Testori nel 1980, “della pittura ligure un sunto pressoché completo”. Oltre ad un importante nucleo di opere del XIII e XV secolo (tra le quali i dipinti su tavola di Francesco d’Oberto, Nicolò da Voltri, Donato de Bardi, Nicolò Corso, Manfredino Bosilio, Antonio Semino, conservati in una sala dotata di impianto di climatizzazione), la pinacoteca ospita importanti dipinti di Perin del Vaga e di Luca Cambiaso.

Raccolta di sculture

Dopo i bombardamenti del novembre 1942, il patrimonio scultoreo dell’Accademia Ligustica ha subito pesanti perdite; resta tuttavia un corpus significativo di opere pervenute soprattutto nel corso del XIX secolo: sculture in marmo e bronzo, elementi architettonici in pietra, modelli in gesso o bozzetti in terracotta di diversa provenienza.

Gabinetto disegni e stampe

La cospicua raccolta dei disegni (circa 2300 fogli) comprende opere la cui datazione va dal primo Seicento al primo Novecento, con una prevalenza di opere settecentesche e soprattutto ottocentesche. Il fondo antico comprende disegni di artisti genovesi, o legati alla città, databili tra XVII e XVIII secolo e documenta quella che era considerata dai fondatori e promotori dell’Istituzione la grande stagione artistica genovese.

Il fondo stampe, costituita da circa 4.000 fogli comprendenti xilografie, incisioni a bulino e all’acquaforte, tecniche miste e litografie databili dal XVI al XX secolo, si è formata a partire dal 1751, anno di fondazione dell’Istituto, attraverso acquisti e donazioni.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Lavori in corso

COSTO COMPLESSIVO 2.928,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Opere oggetto di intervento

Intervento completo di restauro delle seguenti opere:

- Busto dell'Imperatore Marco Aurelio, calco in gessto, M.A.L. inv. n. 77, cm 58,5 x 28 x 28;

- Busto di Solone (o sovrano ellenistico), calco in gessto, M.A.L. inv. n. 29, cm 65 x 32 x 31;

- Busto di Pompeo, calco in gessto, M.A.L. inv. n. 34, cm 59 x 26 x 31;

- Busto di Demostene, calco in gessto, M.A.L. inv. n. 36, cm 71 x 55 x 35;

- Erma di Dioniso, calco in gessto, M.A.L. inv. n. 63, cm 72 x 36 x 39.

 

Stato di conservazione

I calchi esaminati sono, in attesa di intervento, in stato di conservazione mediocre: presentano depositi polverosi sedimentati e incrostati, in alcuni casi macchie di colore sparse, graffi, abrasioni superficiali. In alcuni esemplari sono presenti piccole fratture nel punto di collegamento tra busto e basamento, che rendono poco stabile il calco; in due esemplari (nn. 34 e 77) vi sono lesioni nel basamento che rendono precaria la stabilità del busto stesso.

 

Intervento di restauro previsto

Spolveratura, rimozione dei depositi sedimentati a secco con pennello e bisturi. Pulitura con solventi organici e tensioattivi. Consolidamento delle fatture e delle parti instabili con successivo intervento per risarcire con gesso le lacune. Ritocco delle integrazioni, sempre nell'ottica di scelte reversibili, e patinatura finale.