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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

La Basilica dei Santi Trifone e Agostino è un luogo di culto cattolico che si trova a Roma, nel rione Sant’Eustachio, nella piazza omonima. Le origini dell’edificio sacro risalgono al XIV secolo, quando gli agostiniani, che già officiavano la chiesa di San Trifone in Posterula, decisero di costruire una nuova struttura per il loro convento e di dedicarla a sant’Agostino. La chiesa venne edificata tra la fine del XIV secolo e gli inizi del XV secolo e ultimata intorno al 1420. La Chiesa di S. Agostino in Campo Marzio nell’attuale configurazione fu ampliata fra il 1479 e il 1483 per volere del cardinale Guillaume d’Estouteville e per opera di Giacomo da Pietrasanta e Sebastiano Fiorentino.

L'interno della basilica è a tre navate, suddivise da pilastri, con dieci cappelle laterali, con transetto e abside, affiancati da altre quattro cappelle. Custodisce, tra gli altri tesori, la Madonna di Loreto, detta anche Madonna del Pellegrini, uno dei più noti capolavori del Caravaggio che donò l'opera alla chiesa come ringraziamento per l'asilo concesso. Oltre a questa celebre tela, la chiesa ospita un lavoro del Guercino con i Santi Agostino, Giovanni Battista e Paolo l'Eremita, il famoso affresco del Profeta Isaia di Raffaello, la statua della Madonna col Bambino di Andrea Sansovino e, in controfacciata, quella della Madonna del parto di Jacopo Sansovino che, secondo la tradizione popolare, sarebbe miracolosa. Il tabernacolo marmoreo dell'altare maggiore in stile tipicamente barocco è stato disegnato da Orazio Torriani.

La cupola e gli arconi della parte centrale del transetto sono invece gli elementi architettonici che insieme al campanile sono stati oggetto della ricostruzione settecentesca dell’architetto Carlo Murena, parte di un più ampio e ambizioso progetto dell’architetto Luigi Vanvitelli, rimasto incompiuto.

Informazioni sullo stato della conservazione

Nel 2004 il distacco improvviso di un concio dell’arco trionfale ha evidenziato una situazione di dissesto piuttosto grave estesa all’intera area del transetto, alla navata maggiore e alla navata laterale a destra dell’ingresso principale, che ha riproposto a distanza di più di due secoli la questione della stabilità della cupola, ricostruita nel sec. XVIII, che è da ricollegarsi alle vicende costruttive della fondazione della fabbrica sistina, alle trasformazioni successive dell’intero isolato e da ricondursi in parte anche alla particolare geomorfologia del sito.

Lo stato di dissesto della Chiesa ha comportato la necessità dell’installazione di una rete di sicurezza lungo tutta la navata centrale, al di sotto dell’imposta della volta, a salvaguardia della pubblica incolumità fino alla esecuzione di puntuali opere di consolidamento murario e restauro delle superfici architettoniche decorate della navata per le parti gravemente fessurate.

Si evidenzia che le volte della navata centrale sono una parte architettonicamente significativa, e la presenza della rete metallica penalizza in parte la fruizione dell’edificio e lo svolgimento di alcune funzioni liturgiche.

 

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Orari di apertura Basilica:

Tutti i giorni

7.00-12.00/ 16.00-19.30

 

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Lavori in corso

COSTO COMPLESSIVO 100.000,00 €

STAZIONE APPALTANTE ssabap

L'intervento è a totale carico di una Fondazione bancaria ai sensi della Risoluzione n. 87/E del 15/10/2015 dell'Agenzia dell'Entrate.

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Lo scopo principale è quello di supportare il programma generale di restauro programmato dalla SsABAP di Roma per attuare un primo lotto, limitato in questa fase alla prima campata della navata maggiore per la realizzazione delle opere di restauro e di consolidamento delle superfici architettoniche decorate, con la rimozione parziale  della rete attualmente esistente, in modo tale da restituire alla Basilica la piena fruizione in un futuro prossimo da parte della comunità cattolica romana sia ai fini liturgici che per le attività di una parrocchia particolarmente operosa nel tessuto sociale del rione e del centro storico di Roma, sia per il pieno godimento pubblico della comunità internazionale con i suoi visitatori attratti a diverso titolo dalla preziosità del suo patrimonio, di cui l’Ordine Provinciale dei Padri Agostiniani è secolare custode.