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Attività principali dell'istituzione

Il Museo Etrusco di Chiusi fu inaugurato, per la prima volta, il 28 ottobre del 1871 presso due sale in via Mecenate, che in passato avevano ospitato la Collezione Bonci Casuccini. Nel 1901 viene trasferito all'interno dell'edificio di gusto neoclassico di via Porsenna, dove si trova ancora oggi. Il Museo, passato allo Stato nel 1963, espone eccezionali reperti archeologici di epoca etrusca, romana e longobarda, rinvenuti in prossimità della città e nel suo territorio.

Il museo svolge continuativamente attività di studio, ricerca e valorizzazione del patrimonio archeologico in consegna. Numerose le attività didattiche svolte dai Servizi educativi del museo e organizzati in progetti di Alternanza scuola-lavoro, per famiglie nell'ottica di un'accessibilità ampliata. Nel prestigioso laboratorio di restauro del museo oltre all'attività consueta di pronto intervento e restauro si svolgono anche attività formative.

Al Museo Nazionale Etrusco afferisce la Necropoli di Poggio Renzo aperta al pubblico nelle sue tombe monumentali, la Tomba della Scimmia, del Leone, della Pellegrina.

Dal museo è possibile prenotare la visita anche alla Tomba del Colle con pareti dipinte del V secolo a.C.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 20.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Il progetto ha l’obiettivo di creare percorsi di visita nei musei e nelle aree archeologiche di riferimento utilizzando le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione, con una particolare attenzione a un pubblico ipovedente o non vedente e in età scolare. Tale percorso intende rispondere all’esigenza di approfondimento dei visitatori con un approccio innovativo. La App sarà sviluppata per smartphone e tablet e sarà eventualmente distribuita senza alcun costo per l'utente finale attraverso gli store ufficiali. Un testo letto e non scritto, o messo a disposizione anche attraverso audioguide, sarà pensato per un pubblico con disabilità visiva per il quale potranno essere predisposti idonei itinerari di visita. Un testo semplificato e reso accattivante per immagini e grafica sarà pensato appositamente per il pubblico in età scolare e reso disponibile anche attraverso una Guida Kids cartacea.

L’APP sarà progettata nei suoi contenuti scientifici, divulgativi e didattici dal Personale MiBAC in servizio presso i Musei e le aree archeologiche di riferimento, con il coinvolgimento e il supporto di soggetti esterni in relazione a specifiche competenze (progettazione artistica; sviluppo software, hardware e interfaccia grafica). Il Personale sarà formato ad hoc per la divulgazione e uso dell’App.

Particolarmente sviluppata l’interattività con il Visitatore: è prevista, infatti, la possibilità di esplorazione con diverse modalità e itinerari scelti dall’utente. Selezionando gli oggetti contrassegnati con un sistema alfanumerico e/o con QR-code, il visitatore potrà creare un percorso personalizzato o potrà lasciarsi guidare alla scoperta della vita quotidiana, dei riti funebri e religiosi dell'antichità, attraverso la civiltà etrusca, romana e longobarda.

Attualmente quasi nessuno dei Musei e delle aree di progetto è dotato di catalogo/guida on line: attraverso il seguente progetto sarà possibile visitare virtualmente il luogo di cultura via internet o avere in loco audioguide o APP-guide messe a disposizione dei visitatori.

Potrà essere prevista una valorizzazione integrata volta a creare  finestre informative sui musei civici e sul territorio, non escluso un collegamento con la pagina facebook del Museo o dell'area archeologica e con le pagine Web ministeriali. Un eventuale collegamento WIFI consentirà l’orientamento del visitatore, la fruizione di contenuti WEB in occasione di conferenze e lezioni e a supporto delle mostre temporanee e del percorso di visita permanente.

L’App diventerà la guida virtuale del Museo e dell'area archeologica, così come ora si presenta, ma potrà essere aggiornata alle nuove esigenze espositive.

L’apporto diretto degli utenti potrebbe potenziare il taglio editoriale ‘userfriendly’ e l’approccio narrativo del progetto, così come il collegamento della sezione Giochi ai social network, in un sistema strutturato di classifica a punti potrebbe potenziare l’aspetto partecipativo di fasce di utenza.


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 15.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

L’area di Poggio Renzo, posta a circa 1,5 Km a nordovest dal moderno abitato di Chiusi, rappresenta una delle più importante necropoli chiusine, afferenti al Polo Museale della Toscana – Museo Nazionale Etrusco di Chiusi, utilizzata senza soluzione di continuità dal IX al II sec. a.C., con tombe a pozzetto, ziro, a fossa e a camera tra le quali la celeberrima tomba dipinta della Scimmia, la tomba dell’Iscrizione o la tomba ellenistica della Pellegrina.

Nella edizione del 1848 della sua celebre guida The Cities and Cemeteries of Etruria, George Dennis menziona la c.d. Tomba dell'Iscrizione, negli anni attorno alla metà dell'800 la necropoli venne intensamente esplorata da Alessandro François, cui si deve il rinvenimento di alcuni ipogei dipinti di età tardo arcaica, tra cui la Tomba della Scimmia, scoperta il 14 febbraio del 1846. La Società Colombaria e la Soprintendenza tra fine ottocento e metà del 900 hanno condotto a Poggio Renzo numerose ricerche che hanno portato al rinvenimento di un numero elevate di sepolture a camera, a ziro e a pozzetto, i cui corredi sono oggi esposti presso il Museo Nazionale Etrusco di Chiusi.

La segnalazione, nel febbraio 2016, del Gruppo Archeologico Città di Chiusi, di una cavità aperta nei pressi della Tomba del Leone ha portato all’indagine di 5 nuove sepolture a camera e a fossa databili tra la seconda metà del VII sec. a.C. e la metà del V sec. a.C. che hanno consentito di documentare una variegata casistica di situazioni riconducibili a una pluralità di rituali ed interventi umani antichi.

L’indagine archeologica è stata diretta dalla allora Soprintendenza Archeologia della Toscana, in stretta collaborazione con il Comune della Città di Chiusi e il locale Gruppo Archeologico, ed effettuata sul campo dalla Coop Clanis.

Le tombe rinvenute nel 2016, seppure temporaneamente sottratte alle intemperie, necessitano oggi di lavori di protezione anche ai fini della pubblica fruizione, interventi che saranno effettuati in stretta sinergia e collaborazione tra Polo Museale della Toscana, SABAP – Si, Comune della Città di Chiusi, Gruppo Archeologico “Città di Chiusi”.

I risultati della indagine, le sepolture e i materiali di corredo, già restaurati presso il Laboratorio di Restauro del Museo Nazionale Etrusco di Chiusi, potranno essere presentati al pubblico attraverso conferenze, visite guidate, convegni, comunicati stampa pubblicazioni e/o esposizioni.