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Attività principali dell'istituzione

Il castello, sfruttando le sue geometrie severe ed imponenti, domina il borgo come sentinella di pietra delle terre malatestiane e offre scorci davvero unici. Gli splendidi affreschi trecenteschi realizzati da Jacopo Avanzi presenti nella sala “dell’Imperatore”, che si ispirano all’Eneide, rendono prezioso e unico l’ambiente che vanta dimensioni davvero ragguardevoli; la bella volta, un tempo anch’essa affrescata, si trova a ben 13,70 mt da terra. L’attività di scavo ha messo in luce un insieme di strutture legate alle fasi più antiche di frequentazione del castello ed ha riportato alla luce una notevole quantità di reperti, molti dei quali ottimamente conservati. Al primo piano sono esposti vetri, bronzi, monete e stucchi architettonici che ornavano i saloni e le stanze della Rocca. Tra i reperti in vetro, numerosi sono i contenitori per acqua e vino come le bottiglie, tenute in dispensa o usate sulle tavole, i bicchieri e i calici in parte prodotti a Murano a partire dal ‘400. Fra i reperti esposti si segnala il sigillo con balestra di Pierucule De Mathei, datato alla fine del ‘300. Al secondo piano sono raccolte le ceramiche d’uso e da mensa ritrovate negli scavi. Il percorso si apre cronologicamente con la ricostruzione di una tavola del XIV secolo, con le ceramiche graffite padane, i boccali in zaffera, le maioliche arcaiche, fra cui un boccale con lo stemma dei Malatesti, si prosegue con ceramica rinascimentale di provenienza faentina, per concludere con veri e propri servizi decorati “alla porcellana” e con le ceramiche istoriate della fine del Cinquecento. Visitando la rocca di Montefiore Conca, si può percepire la sua grandezza e ritrovare lo splendore di un’antica residenza nobiliare del XIV secolo. L’antico stemma malatestiano (Malatesta Ungaro 1370) sovrasta l’ingresso che conduce al Cortile d’Onore nel quale si può ammirare il bel pozzo trecentesco. Il percorso di visita del castello ha inizio nelle stanze a piano terra che conducono a loro volta all’interno di splendidi scavi archeologici che mettono in mostra alcune strutture ritrovate nell’ultima campagna di scavo terminata negli anni duemila. Si attraversano spazi museali nei quali sono esposti reperti ritrovati nelle zone dei butti, rare maioliche trecentesche, quattrocentesche e cinquecentesche, per arrivare alla “Camera Picta” o Sala dell’Imperatore nella quale si possono ammirare gli affreschi trecenteschi realizzati da Iacopo Avanzi per volere di Malatesta IV; nella cappella ritroviamo invece copia de “La crocifissione”, (tempera su tavola) anch’essa opera dell’Avanzi. Non meno importante risulta essere la Sala del Trono, con le sue volte a crociera, dove lo stile gotico impera. La stanza di Costanza Malatesta è un’ambiente molto suggestivo. Si sale infine sulla sommità della rocca da dove si può godere di un panorama mozzafiato e assolutamente unico.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 50.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

La Rocca Malatestiana costituisce uno dei principali beni culturali e identitari di Montefiore Conca. L’attuale modello di gestione garantisce 161 giornate annue di apertura. L’Amministrazione intende compiere un ulteriore salto di qualità, aumentando progressivamente le giornate e le fasce orarie di fruizione e separando le funzioni di apertura e accoglienza dalle attività culturali specialistiche. Il progetto “Rocca Aperta” non è quindi un semplice intervento di acquisto di apparecchiature: è l’infrastruttura tecnologica che rende possibile un nuovo modello di gestione pubblica del monumento. Il Comune intende organizzare direttamente le funzioni di accoglienza, biglietteria, controllo degli accessi e presidio operativo, collocando il punto di accoglienza nel CIP minor – Centro di Interpretazione del Paesaggio posto ai piedi della Rocca – che potrà diventare il naturale “visitor hub” del complesso monumentale. Dal CIP minor l’operatore potrà accogliere i visitatori, vendere o verificare i titoli di ingresso, fornire informazioni, monitorare i flussi e supervisionare da remoto gli accessi alla Rocca e le aree coperte dai sistemi di sicurezza. L’ingresso al monumento sarà gestito attraverso titoli elettronici e QR Code, con varchi controllati e dispositivi compatibili con il carattere storico del bene. L’automazione consentirà, nelle fasce e secondo le condizioni definite dal piano di sicurezza e di gestione, di rendere più flessibile l’accesso anche senza la presenza continuativa di personale all’interno di ogni ambiente della Rocca. Il presidio organizzativo resterà comunque assicurato dal centro di accoglienza e dai sistemi di comunicazione, controllo e gestione delle emergenze. Le attività a maggiore contenuto culturale – visite guidate, percorsi tematici, attività didattiche, visite per gruppi, iniziative speciali e interpretazione del patrimonio – potranno essere affidate a soggetti qualificati, valorizzando la professionalità specialistica della Compagnia di Ricerca e di altri operatori culturali selezionati secondo le modalità previste dalla normativa. In questo modo la tecnologia non sostituisce la mediazione culturale: libera risorse e consente di riservare le competenze specialistiche alle attività che generano maggiore valore culturale per il visitatore. Le finalità consistono in ampliare progressivamente le giornate e le fasce orarie di apertura rispetto alle 161 giornate annue dell’attuale assetto, trasformare il CIP minor nel punto di accoglienza, informazione e controllo del sistema Rocca, incrementare la sicurezza e la protezione del complesso monumentale, consentire il controllo e la tracciabilità degli accessi, nel rispetto della normativa applicabile, introdurre bigliettazione elettronica, vendita online, QR Code e sistemi di verifica dei titoli, migliorare l’accessibilità organizzativa e la qualità dell’accoglienza, creare una base digitale per audioguide, contenuti multimediali e servizi di visita evoluti, rendere più efficiente e misurabile la gestione del monumento.