Attività principali dell'istituzione
Biblioo, la nuova biblioteca comunale di Veggiano, si propone come dinamico crocevia dei linguaggi del passato e della contemporaneità, entrambi proiettati verso i linguaggi del futuro.
È il luogo delle possibilità espressive che originano dalla lettura e, attraverso la narrazione, pervengono alla scrittura, alle arti visive, alla musica, alla danza, alla cinematografia.
È il luogo degli incontri, che apre le porte a scrittori, giornalisti, filosofi, umanisti, antropologi, scienziati dell’anima, poeti e a chiunque abbia un percorso da raccontare, un pezzo di vita da ricordare, un’intuizione da trasmettere, una ricerca da diffondere, un’idea in cui credere.
È il luogo dei rendez-vous, dove darsi appuntamento per condividere un libro, un’idea, un istante di vita, un caffè, una fuga nel passato e una nel futuro.
È il luogo degli eventi, delle manifestazioni, degli episodi da ricordare, della vita che scorre tra una conversazione, una narrazione e un momento di studio.
È il luogo che raccoglie e accoglie i luoghi della conoscenza: dal nido, all’Università, con l’idea che, davvero, un altro mondo è possibile.
E' il luogo di iniziative, opportunità, manifestazioni, progettazioni, a volte… piccole follie.
Ma soprattutto è il luogo della co-costruzione, nel quale i cittadini, la comunità, la politica, l’etica e la morale costruiranno assieme, grazie al sapere una società democratica, libera, aperta, inclusiva.
Non una semplice biblioteca, non un tempio del sapere austero e respingente, bensì uno spazio confuso nel verde e con esso fuso. Un edificio dove legno e vetrate si armonizzano, armonizzandosi anche con il contesto. Dalle vetrate entrano ondate di luce, consentendo allo sguardo di intercettare lo skyline dei colli; entrarvi è come accedere a quella casa sull’albero che tutti i bambini sognano di possedere. Ogni sua parte è stata costruita nel rispetto dell’ambiente e ciò con un maggiore esborso economico poiché le scelte ecologiste spesso sono ancora un lusso.
La biblioteca è un’oasi rinfrescante nel deserto di una società della produzione e dello scarto che sembra opporsi alla cultura e al sapere, che sembra preferire una nazione anestetizzata dalle leve del consumo indotto e piegata al dispotismo della rete piuttosto che una comunità attiva, impegnata, coinvolta.

