Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto
L’erbario di Francesco Minà Palumbo è il nucleo più importante delle collezioni del Museo Naturalistico di Castelbuono, che ha sede nell’ex convento di San Francesco, con il suo chiostro cinquecentesco. Minà Palumbo (Castelbuono, 1814-1899), medico, naturalista e illustratore scientifico, considerato «il Leonardo delle Madonie», dedicò oltre sessant’anni all’esplorazione sistematica di uno dei territori a più alta biodiversità del Mediterraneo, unendo la ricerca sul campo, la raccolta dei campioni e la loro rappresentazione grafica.
La parte storica dell’erbario fu realizzata personalmente da Minà Palumbo tra il 1829 e il 1874; a essa si affianca una parte moderna. Nel complesso la collezione conta circa 8.000 exsiccata, suddivisi in 110 carpette e appartenenti a oltre 1.300 taxa. Ogni foglio è insieme un reperto scientifico e un documento storico: il campione essiccato, le annotazioni e i cartellini restituiscono il metodo di lavoro di un naturalista dell’Ottocento e lo stato della flora madonita di quasi due secoli fa.
La collezione ebbe fin dall’origine un rilievo che supera l’ambito locale. Minà Palumbo fu in corrispondenza con i maggiori botanici del suo tempo: inviò oltre mille campioni a Filippo Parlatore, fondatore dell’Erbario Centrale di Firenze, e dialogò con Giovanni Gussone e con la scuola dell’Orto Botanico di Palermo. Sul suo erbario il botanico austriaco Gabriel Strobl basò la «Flora der Nebroden», opera di riferimento per la conoscenza della flora delle Madonie. L’erbario ha così contribuito a fondare il sapere botanico su quest’area e, nel lungo periodo, a costruire le basi scientifiche dell’attuale Parco delle Madonie.
Il valore storico-artistico del bene è inseparabile dall’opera del suo autore. Accanto alle raccolte, Minà Palumbo produsse anche un vasto corpus di tavole naturalistiche, oggi note come «Iconografia della storia naturale delle Madonie», in cui l’osservazione scientifica si traduce in immagine con grande qualità di disegno e di colore. Erbario e iconografia sono due facce dello stesso progetto conoscitivo, in cui scienza e arte procedono insieme, secondo una tradizione che lega la cultura naturalistica europea dell’Ottocento all’illustrazione botanica.
Oggi l’erbario è una testimonianza unica della storia della scienza in Sicilia, un archivio della biodiversità del territorio e una fonte ancora consultata da studiosi e università. Tutelarlo significa preservare un patrimonio insieme scientifico, storico e culturale, di rilievo nazionale e internazionale.
Informazioni sullo stato della conservazione
L’erbario, composto da circa 8.000 exsiccata suddivisi in 110 carpette, è oggi custodito in un locale del Museo all’interno di armadi non idonei alla conservazione di materiale organico e cartaceo di pregio. Gli arredi attuali non garantiscono una chiusura a tenuta né un controllo dei parametri ambientali: temperatura e umidità relativa all’interno degli armadi seguono le variazioni stagionali del locale, senza alcun sistema di monitoraggio, regolazione o protezione dalla polvere.
Per un erbario storico queste condizioni rappresentano un fattore di rischio rilevante. I campioni vegetali essiccati e i supporti cartacei su cui sono montati, insieme ai cartellini e alle annotazioni manoscritte ottocentesche, sono materiali fragili e igroscopici, sensibili agli sbalzi termoigrometrici. L’umidità elevata o instabile favorisce la proliferazione di muffe, le contaminazioni microbiologiche e l’attacco degli insetti infestanti tipici delle collezioni botaniche. Le escursioni termiche e l’umidità troppo bassa accelerano invece l’infragilimento dei campioni, l’ingiallimento e l’indebolimento della carta. La polvere e la manipolazione in ambienti non adeguati aumentano il rischio di danni meccanici, distacchi e perdita di frammenti.
Proprio per limitare questi rischi, e in particolare il pericolo di deterioramento e di contaminazione batterica, il Museo ha scelto di chiudere al pubblico il locale che ospita l’erbario. È una misura di tutela necessaria ma non risolutiva: protegge la collezione dalla frequentazione, ma non ne migliora le condizioni conservative e al tempo stesso la sottrae alla fruizione e allo studio.
L’intervento proposto risponde direttamente a queste criticità. Il nuovo sistema di archiviazione a conservazione controllata, con sigillature parapolvere e un dispositivo di gestione dotato di sensori di temperatura e umidità relativa, consentirà di mantenere nel tempo condizioni microclimatiche stabili e di abbattere i valori di umidità e temperatura rispetto a quelli del locale. La vetrina espositiva, con illuminazione LED a resa cromatica neutra e umidità relativa mantenuta tra il 30% e il 55%, permetterà di esporre i fogli di maggior pregio senza comprometterne l’integrità. Il trasferimento al piano superiore, all’interno del percorso museale, garantirà inoltre una sorveglianza costante e una gestione più ordinata della collezione, ponendo le basi per future campagne di verifica, schedatura e, ove necessario, restauro dei singoli esemplari.
Informazioni sulla fruizione e orari di apertura
Il Museo Naturalistico Francesco Minà Palumbo ha sede nel centro storico di Castelbuono, nell’ex convento di San Francesco, ed è aperto al pubblico tutto l’anno. Accoglie oltre 4.000 visitatori l’anno, un dato in costante crescita, grazie anche al recente rinnovamento degli spazi e dell’offerta culturale.
Orari di apertura: dal martedì alla domenica, dalle ore 09:00-13:00 / 15:00-19:00. Biglietto: intero 5 €, ridotto 2,5 €, gratuità previste]. Visite guidate e attività per gruppi e scuole su prenotazione.
Il percorso museale comprende le sezioni dedicate alla storia naturale delle Madonie e all’opera di Minà Palumbo, con collezioni naturalistiche, documenti e materiali iconografici. Il Museo svolge una costante attività di didattica rivolta alle scuole del territorio, di divulgazione scientifica e di programmazione culturale (presentazioni, incontri, spettacoli, laboratori), anche nel chiostro, in collaborazione con enti, università e associazioni.
Allo stato attuale l’erbario storico non è fruibile: il locale che lo ospita è chiuso al pubblico per proteggere la collezione dal rischio di deterioramento e contaminazione, e la consultazione è limitata a casi eccezionali. L’intervento cambierà in modo sostanziale questa condizione:
- l’erbario sarà trasferito al piano superiore, all’interno del percorso di visita, e una selezione dei fogli di maggior pregio sarà esposta in una vetrina a microclima controllato, rendendo per la prima volta visibile ai visitatori la collezione più importante del Museo;
- la conservazione in armadi idonei e ordinati consentirà una consultazione sicura da parte di studiosi, università e istituti di ricerca, su richiesta;
- il locale liberato diventerà l’Herbarium Lab, uno spazio aperto alla comunità per laboratori didattici, attività con le scuole, incontri, mostre temporanee e consultazione, con arredi modulari adattabili alle diverse funzioni;
- le funzioni definitive dell’Herbarium Lab saranno stabilite attraverso un percorso di co-progettazione con il territorio, coinvolgendo cittadini, scuole, associazioni e istituzioni scientifiche.
Alle attività si affiancherà la valorizzazione digitale dei materiali del Museo, a partire dall’epistolario di Francesco Minà Palumbo, per ampliare l’accesso anche a distanza. L’intervento restituisce così alla collettività sia la collezione sia uno spazio oggi inaccessibile, rafforzando il ruolo del Museo come presidio culturale e scientifico delle Madonie.

