Sostegno a istituti e luoghi della cultura pubblici, fondazioni lirico sinfoniche, teatri di tradizione ed altri Enti dello Spettacolo (come previsto dalla norma)
Archivio di Stato di Reggio Calabria
Reggio di Calabria
LOCALIZZAZIONE DEL BENE/DELL'ISTITUZIONE
Via/Piazza via lia casalotto snc
Comune, Cap Reggio di Calabria, 89122
Provincia Reggio di Calabria
Regione Calabria
PROPRIETÀ DEL BENE
Denominazione archivio di stato di reggio calabria
I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali il quale dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i.
L’Ente dichiara che il Luogo della cultura destinatario delle erogazioni liberali rientra tra gli Istituti e Luoghi della cultura di appartenenza pubblica, ai sensi dei commi 1, 2 e 3 dell' Art. 101 del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio).
Attività principali dell'istituzione
L'Archivio di Stato di Reggio Calabria venne istituito come Archivio provinciale di Calabria Ultra Prima con la legge organica sugli archivi del 12 dicembre 1818, n. 1379. Le notizie dei primi decenni di vita dell'Istituto sono vaghe, anche se sappiamo con certezza che venne ufficialmente inaugurato nel 1852, come riportato nella prolusione pronunciata in quella occasione dal direttore Achille Grimaldi. Nel 1866 passò alle dipendenze dell'Amministrazione provinciale la cui Deputazione, nel 1882, chiamò a dirigerlo un emerito archivista, Salvatore Blasco, che vi rimase fino al 1929. Nel 1932 l'Istituto, in seguito al regio decreto n. 1391, assunse la denominazione di Archivio provinciale di Stato e, successivamente, divenne Sezione di Archivio di Stato con la legge 22 dicembre 1939, n. 2006; infine, conseguì l'attuale denominazione di Archivio di Stato in esecuzione al D.P.R. 30 settembre 1963, n. 1409.
Nel 1852 la prima sede dell'Archivio fu posta in un'ala del Palazzo d'Intendenza, che sorgeva nell'allora corso Borbonico, oggi corso Garibaldi. Dopo il terremoto del 28 dicembre 1908 fu collocato provvisoriamente in una baracca. Successivamente, con la ricostruzione degli edifici pubblici, l'Istituto ebbe una dignitosa sede nel Palazzo della Provincia. Nel 1976 fu trasferito presso il Palazzo Zoccali in via Argine destro Annunziata. Dal 1999 ha sede in via Lia Casalotto.
L'Istituto conserva gli archivi prodotti dalle antiche magistrature, dalle istituzioni amministrative e giudiziarie degli Stati preunitari e dello Stato italiano, gli archivi notarili delle diverse piazze del distretto di Reggio e gli archivi di enti pubblici. Conserva, inoltre, archivi acquisiti a titolo di deposito, acquisto o donazione, come quelli di famiglie illustri (Ajossa, Nesci, Plutino, ecc.) e di personaggi importanti del territorio reggino (Vittorio Visalli, Saverio Vollaro, Pietro e Giuseppe De Nava ecc.), per un totale di oltre 18 chilometri lineari di documentazione.
Dall’Archivio di Stato di Reggio Calabria dipendono le due Sezioni di Archivio di Stato di Locri, con sede in via G. Matteotti, e di Palmi, con sede in via F. Carbone.
Nell’ambito dell’attività di promozione e valorizzazione del proprio patrimonio documentario, vengono organizzate mostre e conferenze in collaborazione con istituzioni, associazioni culturali e storici del territorio, e svolta attività didattica sia in sede, sia presso gli istituti scolastici della città. La ricerca storica è inoltre supportata da una biblioteca specialistica che conserva testi di storia e giuridici, con particolare attenzione al Meridione ed alla Calabria. La ricerca bibliografica è arricchita anche dai testi presenti nelle biblioteche ricevute in dono (Foti, Trombetta e Calarco, ecc.), per un totale di oltre 17.000 opere.
Il restauro del prezioso registro del 1737, rogato dal notaio Carmine Fantone e conservato presso il Fondo Notarile del Distretto di Palmi, rappresenta un intervento di fondamentale importanza per la tutela del patrimonio storico calabrese. Il documento racchiude la più antica testimonianza documentale finora nota relativa alla Varia di Palmi e ai festeggiamenti in onore della Sacra Lettera.
All'interno del manoscritto, i testimoni Bruno Ficalli e Francesco Chirico attestarono che, durante l'ultima domenica di agosto del 1736, «nel mentre si stava preparando per uscire la processione col trionfo della bara della Sagra Lettera […] venne una pubblica rissa […] a segno che vi furono molte bastonate ed anche ad effusione di sangue». Tale testimonianza costituisce un'evidenza storiografica di primario rilievo, poiché dimostra come nel 1736 la festività mariana, e la relativa processione, fosse già profondamente radicata, ampiamente partecipata e dotata di un solido seguito popolare.
Il volume presenta un quadro conservativo critico che compromette sia l'integrità strutturale del manufatto sia la leggibilità del testo. La coperta, in supporto pergamenaceo, è in cattivo stato di conservazione, caratterizzato da diffuse gore e macchie causate dall'umidità. La struttura della legatura originaria risulta parzialmente compromessa e in parte distaccata (saltata). L'inchiostro manifesta evidenti fenomeni di degrado chimico-fisico, quali il fenomeno di corrosione acida del supporto cartaceo da parte dei componenti dell'inchiostro stesso e il dilavamento parziale dissolvimento ed estensione del tracciato grafico, con conseguente minaccia alla leggibilità e alla stabilità del testo scritto.
Il recupero di questo faldone non è solo un'operazione tecnica, ma un atto di restituzione antropologica. Il testo notarile certifica che già nella prima metà del Settecento la complessa macchina scenografica della "Bara" (evoluzione dell'antica struttura importata da Messina alla fine del XVI secolo come ex-voto per la fine di una pestilenza) muoveva passioni e tensioni collettive tali da richiedere la pubblica fede di un notaio. Quella che nel 1737 veniva descritta nelle sue fasi preparatorie si è trasformata nel tempo nella Varia di Palmi moderna: una gigantesca e spettacolare macchina a spalla alta 16 metri e pesante 20 tonnellate, che simboleggia l'Assunzione della Vergine. Sulla sua cima siede l'Animella, una bambina che personifica la Madonna, trasportata in trionfo dai valorosi 'Mbuttaturi lungo le vie cittadine. Questo straordinario rito, perfetto legame tra fede e devozione popolare, ha ottenuto il 4 dicembre 2013 il prestigioso riconoscimento UNESCO. È stato infatti inserito nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità all'interno della Rete delle Grandi Macchine a Spalla Italiane. Salvare il registro del notaio Fantone significa preservare la radice scritta e autentica di un patrimonio che unisce la Calabria al mondo.
Donare alla storia – Un totem per gli Archivi. Attività di conservazione e valorizzazione del patrimonio archivistico
catalogazione e inventariazione;
sostegno attività espositive;
sostegno attività valorizzazione e patrimonio documentale;
L'Istituto conserva gli archivi prodotti dalle antiche magistrature, dalle istituzioni amministrative e giudiziarie degli Stati preunitari e dello Stato italiano, gli archivi notarili delle diverse piazze del distretto di Reggio e gli archivi di enti pubblici. Conserva, inoltre, archivi acquisiti a titolo di deposito, acquisto o donazione, come quelli di famiglie illustri (Ajossa, Nesci, Plutino, ecc.) e di personaggi importanti del territorio reggino (Vittorio Visalli, Saverio Vollaro, Pietro e Giuseppe De Nava ecc.), per un totale di oltre 18 chilometri lineari di documentazione.
Restauro di un volume del Fondo notarile del Distretto di Palmi (1737)
PREVISTI
2.000,00 €
RICEVUTI
+5,00 €
SPESI
-0,00 €
Raccolta aperta
RACCOLTA FONDI
Raccolta aperta
FASE ATTUATIVA
Raccolta fondi
PREVISIONE COSTO TOTALE DELL’INTERVENTO
2.000,00 €
EROGAZIONI LIBERALI
Giovanni Albanese
5,00 €
REPORT UTILIZZO MENSILE DELLE EROGAZIONI
TOTALE
2.000,00 €
5,00 €
0,00 €
05.12.2024
Donare alla storia. Un totem per gli archivi
PREVISTI
Non definito
RICEVUTI
+0,00 €
SPESI
-0,00 €
Raccolta aperta
RACCOLTA FONDI
Raccolta aperta
FASE ATTUATIVA
Raccolta fondi
PREVISIONE COSTO TOTALE DELL’INTERVENTO
Non definito
EROGAZIONI LIBERALI
REPORT UTILIZZO MENSILE DELLE EROGAZIONI
TOTALE
Non definito
0,00 €
0,00 €
TOTALE
PREVISTI
2.000,00 €
RICEVUTI
+5,00 €
SPESI
-0,00 €
INFORMAZIONI SU COME EFFETTUARE L'EROGAZIONE LIBERALE
BENEFICIARIO Archivio di Stato di Reggio Calabria
IBAN
IT71L0100003245BE00000001MJ
(Capo XXIX, Cap. 2584, Articolo 16 del Bilancio dello Stato, Intestato a Ministero della Cultura)
CAUSALE
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