Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto
Il relitto della nave punica di Marsala, recuperato nel 1971-1974 da una missione archeologica subacquea diretta da Honor Frost, ha restituito reperti metallici di strordinario interesse che documentano le tecniche di carpenteria navale antica. Si tratta di centinaia di chiodi, afferenti a diverse tipologie:
- chiodi a fusto lungo che servivano per assicurare le ordinate al fasciame
- chiodi più corti infissi nello spessore delle tavole per rinforzare la giunzione ad incastro
- chiodini che servivano per fissare le lamine plumbee al fasciame nella parte immersa dello scafo
- capocchie degli stessi chiodini, di cui non si sono conservati i fusti
I chiodi sono stati sottoposti ad analisi archeometriche dal Dipartimento STEBICEF dell'Università di Palermo, dirette e coordinate dalla prof. Maria Luisa Saladino, al cui esito si è appurato che tali manufatti sono in rame e non in bronzo come riteneva H. Frost. L'interessante ricerca è stata presentata nell'ambito di congressi internazionali e pubblicata in contributi scientifici (da ultimo: Armetta, R. C. Ponterio, I. Pibiri, M.L. Saladino, New Insight on Archaeological Metal Finds, Nails and Lead Sheathings of the Punic Ship from Battle of the Egadi Islands, Molecules2023, 28(4), 1968; https://doi.org/10.3390/molecules28041968)
Informazioni sullo stato della conservazione
I numerosi elementi (chiodi, chiodini e capocchie) in lega di rame si presentano in gran parte interessati da fenomeni di corrosione diffusa, con formazione di prodotti di alterazione di colore verde-azzurro, bianco e giallo, dovute anche al contatto con altri materiali in fase di giacitura.
In molti casi le superfici sono mascherate da incrostazioni superficiali e, infatti, sono evidenti aggregazioni e concrezioni che inglobano più elementi tra loro, verosimilmente dovute al lungo periodo di giacitura in ambiente subacqueo. In diversi esemplari si osservano fratture, lacune e discontinuità del corpo metallico.
L'intervento conservativo è reso urgente dalle progressive condizioni di degrado.
Informazioni sulla fruizione e orari di apertura
I beni sono esposti presso il Museo Lilibeo, sede del Parco omonimo.
Il Museo è aperto al pubblico nei seguenti orari:
- Dal 1° ottobre al 31 marzo da martedì a domenica dalle ore 9.00 alle 19.30 (ultimo accesso 18.30)
- Dal 1° aprile al 31 maggio da lunedì a domenica dalle ore 9.00 alle 19.30 (ultimo accesso 18.30)
- Dal 1° giugno al 30 settembre da lunedì a domenica dalle ore 9.00 alle 24.00 (ultimo accesso 23.00)

