I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali il quale dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i.
L’Ente dichiara che il bene oggetto di erogazioni liberali è di interesse culturale ai sensi degli artt. 10, 12 e 13 del D.L.gs. 22 gennaio 2004, n.42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio)

Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

La chiesa di San Fidenzio, situata all'ingresso del cimitero di Bassano in Teverina, al bivio tra Via dei Santi Fidenzio e Terenzio e Via Bassano Mugnano, presenta una pianta semplice a navata unica. Un grande arco, lungo la parete sinistra, dà accesso alla sagrestia.
L'unico elemento decorativo si concentra nell'area del presbiterio, dove sono visibili l'affresco sulla parete di fondo dietro l'altare raffigurante Madonna in trono con Bambino benedicente sormontati da una schiera angelica tra i Santi Terenzio e Fidenzio. Sulla volta, sempre ad affresco, è realizzato uno sfondamento prospettico decorato da un elegante motivo a racemi, che si apre sul cielo stellato in cui si fa largo il Padre Eterno in gloria.
Completa la decorazione superiore, l'intradosso dell'arco trionfale, decorato a finti marmi affrescati.
Sulle pareti laterali, entro nicchie prospettiche, sono raffigurati sulla parete sinistra San Biagio e su quella destra il Cardinal Federigo Borromeo talvolta identificato anche con il Vescovo Ippolito Fabrani.
Sull'arcone trionfale, un cartiglio affrescato riporta l'impegno della Confraternita dei Santi Fidenzio e Terenzio nella realizzazione di lavori di sistemazione della chiesa.
L'apparato decorativo ad affresco è presumibilmente successivo ai lavori di rifacimento della zona absidale, interessata da un parziale cedimento nel 1611, come registrato dalla visita del Vescovo Fabriani. In base alle differenze stilistiche è possibile ipotizzare due autori differenti. La figura del
Padre Eterno e dei due santi nelle edicole laterali, ad una mano che dimostra una padronanza maggiore dei dettami della pittura barocca. Mentre la resa prospettica incerta, le proporzioni e la scelta cromatica suggerirebbero un autore differente, da collocare in ambito Settecentesco.

Informazioni sullo stato della conservazione

Lo stato di conservazione degli affreschi appare sufficientemente buono, seppure in alcune porzioni siano da evidenziare alcune criticità.
In più punti sono evidenti danni dovuti ad infiltrazioni di umidità, con totale distacco di alcune porzioni di affresco. Sulla parete di fondo, permane la tamponatura risalente ai lavori di rifacimento completo dell'altare datati al 1791. Nella volta, oltre al degrado dello strato di colore, sono anche ben visibili alcune fessurazioni strutturali.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

La fruizione della Chiesa è libera durante gli orari di apertura del cimitero comunale 

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 84.000,00 €

 slide
 slide
 slide
 slide
 slide
DESCRIZIONE INTERVENTO

I dipinti murali sono posizionati in un coro quadrangolare dietro l’altare maggiore. La scena principale, è incorniciato da una finta architettura che simula un’abside. Vi è raffigura la Madonna in trono col Bambino, affiancata da due angeli, oltre ai due Santi genuflessi, Fidenzio e Terenzio e a un ulteriore personaggio con cavallo. Sulle pareti di destra e sinistra San Biagio e San Carlo Borromeo, il tutto come detto è inserito in una finta architettura chiusa da una volta a botte raffigurante una calotta celeste con al centro una nuvola, all’interno della quale vi è raffigurato il Padre Eterno.

La raffigurazione parietale in oggetto appare ad un primo sguardo conservata nella propria interezza figurativa, cosa che non è del tutto vera. Difatti la scena principale mostra una sua integrità, che però va perdendosi nella parte bassa. Abbassando lo sguardo, troviamo centralmente una grande lacuna, in parte dovuta all’altare rimosso dal muro e in parte a sezioni di affresco perdute. Inoltre alla sua destra e sinistra, scendendo ulteriormente con lo sguardo, al posto di parte dell’architettura troviamo altre lacune.

L'intervento prevede: 

-Rimozione di depositi superficiali incoerenti (quali terriccio, polvere, etc.) a secco con pennellesse in situazioni di cattiva adesione e coesione della pellicola pittorica.

-Ristabilimento parziale della adesione e della coesione (preconsolidamento) delle parti pericolanti o disgregate propedeutico alle operazioni di consolidamento e pulitura.

-Consolidamento delle superfici mediante l’utilizzo di malte idrauliche premiscelate da iniezione.

-Trattamento biocida localizzato dove necessario.

-Consolidamento con idrossido di bario nelle zone disgregate e in presenza di Sali.

-Pulitura delle superfici al fine di rimuovere tutta la materia sovrammessa quale protettivi, sporco e ridipinture.

-Rimozione delle vecchie stuccature ammalorate e inidonee.

-Stuccatura delle lacune della pellicola pittorica con una malta idonea e stuccatura delle grandi lacune mediante una malta neutra da formulare e valutare al momento dell’intervento.

-Reintegrazione pittorica delle lacune, a scomparsa per quelle di piccola dimenzione a rigatino per le parti ricostruibili di dimensioni maggiore e a tono neutro per le parti non ricostruibili, tutto comunque da valutare durante l’intervento e con l’Alta Sorveglianza.