Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto
Palazzo Milzetti è uno dei capolavori della cultura neoclassica italiana, una dimora che attraverso l’armonico connubio tra architettura, pittura e scultura ci racconta la cultura di una famiglia aristocratica in pieno periodo napoleonico.
Il palazzo, di origini quattrocentesche, divenne di proprietà della famiglia Milzetti nel 1602. A seguito dei danni causati dal terremoto del 1781, Nicola Milzetti diede inizio alla sua ristrutturazione, in seguito portata avanti dal figlio Francesco, che affidò la completa decorazione delle sale all’artista Felice Giani.
Venduto dai Milzetti nel 1808, il palazzo passo in proprietà a diverse famiglie. Tra queste vi furono i Rondinini che lo acquistarono nel 1817 e che si impegnarono in nuovi interventi edilizi realizzando, intorno alla metà dell’Ottocento, il giardino romantico all’inglese dotato di una Capanna rustica.
La Capanna rustica si inserisce all’interno di un filone di costruzioni rustiche in legno e paglia, di ispirazione normanna e fiamminga, che ebbe un grande successo nella Francia del secondo Settecento. Definiti hameau queste piccole e spesso eccentriche costruzioni venivano inserite in ambienti pittoreschi, ad evocare luoghi e culture lontane, il più celebre dei quali fu l’hameau de la Reine nel parco di Versailles.
La Capanna è situata in una zona rialzata, una sorta di piccola “collinetta”, e attorniata da un sistema di ponticelli dove già scorrevano corsi d’acqua. Si tratta di una struttura realizzata intorno alla metà dell’Ottocento con tronchi di olmo fissati nel terreno e protetti da bassi massi; il tetto, all’interno, è protetto da un tavolato coperto da canniccio duro palustre, il coperto esterno in paglia. La decorazione dell’interno, realizzata su pareti preparate con arelle rifinite a gesso e calce, è riferita ai Liverani, al padre Romolo con l’intervento del giovanissimo, ma già attivo, figlio Tancredi.
Nella parete a destra dell’ingresso, viene simulato un balconcino con staccionata, protetta da un’ampia tenda. La visuale si apre su di un paesaggio di montagna, con ponti e corsi d’acqua che incorniciano un castello. Sulla mensola che corre su tre lati, poggiano canestri, vasellame, bottiglie che, sommate ad altri strumenti riferibili al giardinaggio, suggeriscono, nobilitandolo, il rifugio di un giardiniere.
La Capanna rustica, con il suo terreno di pertinenza, venne separata dal giardino di Palazzo Milzetti nel secondo dopoguerra e solo nel 2026 è stata acquistata dal Ministero della Cultura, concretizzando la possibilità di ricongiungerla all’insieme originario. Il suo restauro, pertanto, diventa per il museo una finalità prioritaria: il suo recupero non potrà che arricchire ulteriormente la visita dello splendido Palazzo Milzetti, gioiello prezioso del neoclassicismo italiano. Restaurarlo vorrà dire restituirlo alla comunità oltre che farlo conoscere ad un pubblico sempre più ampio.
Informazioni sullo stato della conservazione
La “Capanna rustica” presenta precarie condizioni conservative e segnali di forte instabilità. Si è riscontrato il completo scollamento della struttura interna da quelli che in origine erano i punti di scarico del peso della volta. Per questo motivo, l’intonaco è diventato pericolosamente autoportante e si sono generate deformazioni e fessurazioni visibili soprattutto nella parte inferiore delle pareti nord e sud, che mettono a repentaglio la tenuta delle decorazioni pittoriche.
Il restauro della Capanna costituisce un tassello fondamentale per la ricomposizione dell’originario giardino romantico di Palazzo Milzetti e per la conservazione di un manufatto unico nel suo genere, sia per la natura dei materiali con cui è stato costruito, sia per l’eccezionale integrità con cui le decorazioni pittoriche che lo ornano sono giunte fino ai giorni nostri.
Informazioni sulla fruizione e orari di apertura
Palazzo Milzetti – Museo Nazionale dell’età neoclassica in Romagna, Via Tonducci 15, Faenza (RA)
Orari di apertura: da lunedì a sabato, ore 9-18.30; domenica ore 13.30-18.30

