I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali il quale dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i.
L’Ente dichiara che il Luogo della cultura destinatario delle erogazioni liberali rientra tra gli Istituti e Luoghi della cultura di appartenenza pubblica, ai sensi dei commi 1, 2 e 3 dell' Art. 101 del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio).

Attività principali dell'istituzione

Il Museo dell’Antica Grancia e dell’Olio di Serre di Rapolano documenta la storia delle antiche fattorie fortificate (le grance), appartenenti fin dal XIV secolo all’Ospedale senese di Santa Maria della Scala. Le grance furono costruite per amministrare i numerosi terreni che i fedeli lasciavano in eredità all’ospedale e per conservare il raccolto agricolo prima di trasportarlo a Siena, dove era poi usato a fini caritatevoli.

La necessità di stoccaggio di grandi quantità di prodotti spiega la complessità della struttura architettonica di questi edifici che avevano al proprio interno granai, tinai, cantine, frantoi e una serie di spazi necessari per la trasformazione e la conservazione di grano, vino e olio.

La Grancia di Serre, risalente al Duecento, era un centro di produzione agraria locale capace di assicurare parte dei beni alimentari per l’ospedale senese. Questa molteplicità di funzioni si rispecchia nel percorso articolato del museo.

All'interno del  museo sono stati collocati alcuni macchinari ed attrezzature utilizzati per la coltivazione dell’olivo e la produzione dell’olio, compreso un antico frantoio.

Nel Museo dell’Antica Grancia e dell’Olio di Serre di Rapolano il Comune di Rapolano Terme organizza periodicamente mostre temporanee ed eventi culturali. 

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 50.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Il Comune di Rapolano Terme, in collaborazione con Fondazione Musei Senesi, Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Vernice Progetti, promuove una mostra, a cura di Daniela Ferrari, funzionario del Mart (Museo di Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto), dedicata a uno dei maggiori  intellettuali che hanno segnato la vita culturale del Novecento italiano: Pier Paolo Pasolini.

Artista poliedrico e figura di straordinaria complessità, Pasolini fu poeta, narratore, regista, saggista e drammaturgo, ma anche pittore, passione che accompagnò silenziosamente l’intero arco della sua vita.

La mostra intende gettare nuova luce su questo aspetto meno noto della sua produzione, offrendo una prospettiva inedita sulla sua ricerca artistica attraverso il linguaggio pittorico.

L’esposizione, dedicata al “cantore delle borgate”, che fu allievo di Roberto Longhi, si configura come una mostra antologica, volta a restituire una visione d’insieme sull’opera del Pasolini pittore.

Il progetto attinge al ricco corpus di dipinti e disegni conservati nel Fondo Pasolini presso l’Archivio Contemporaneo “A. Bonsanti” del Gabinetto Vieusseux e al Centro Studi Pier Paolo Pasolini (Casarsa della Delizia).

Il percorso espositivo comprende circa quaranta opere e si articola in due sezioni principali. La prima, dedicata agli anni Quaranta, presenta i lavori realizzati da Pasolini durante il suo soggiorno in Friuli, un periodo articolarmente fecondo contraddistinto da opere di piccolo formato, intime e sperimentali.

La seconda sezione raccoglie invece i dipinti e i disegni eseguiti in occasioni diverse, tra gli anni Sessanta e i primi Settanta, quando la sua riflessione visiva si arricchisce di nuove suggestioni legate al cinema e alla letteratura.

La mostra sarà inaugurata a Giugno 2026 presso il Museo dell’Antica Grancia e dell’Olio a Serre di Rapolano.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Fine Lavori

IMPORTO 50.000,00 €

 slide
DESCRIZIONE INTERVENTO

La mostra è organizzata dal Comune di Rapolano Terme, con la cura di d.ssa Anna Maria Guiducci.

Nella mostra  sono raccolti alcuni dei pittori più significativi, attivi nel corso del Novecento, quali Dario Neri, Otello Chiti, Carlo Semplici, Aldo Marzi, Antonio Salvetti, Enzo Cesarini, Emilio Montagnani, Roberto Corsini, Vittorio Zani. Da sottolineare  la presenza di due bassorilievi di Alberto Sani scultore “naif”, scoperto da Dario Neri,  cui  Bernard Berenson dedicò  una monografia nel 1950. A questi si aggiungono due preziose testimonianze della pittura italiana del Novecento,  i paesaggi dipinti nel 1938 da Renato Guttuso per l’amico Cesare Brandi nella sua villa di Vignano, oggi conservati nei depositi della Pinacoteca Nazionale di Siena.  Una sezione apposita accoglie  le opere  recenti di artisti contemporanei che hanno tratto ispirazione dalle Crete per la loro personalissima interpretazione: da Carlo Pizzichini a Franca Marini, a Luca Bellaccini, gli ultimi due già protagonisti di mostre presentate negli anni scorsi  nel Museo della Grancia.

Accanto alle testimonianze figurative  si è scelto di affiancare una lettura contemporanea di quel paesaggio e del significato che da sempre ha assunto per coloro ch quella terra la abitarono, e la abitano, e la lavorarono, e la lavorano per renderla fonte di sostegno economico. Di qui il titolo che evoca non solo l’Incanto ma anche, in misura  analoga, la fatica  dell’uomo . Documenti filmici, brani documentari, divenuti ormai storia, riprese video  appositamente girate, compongono la variegata narrazione di questo percorso logico che intende condurre il visitatore nella conoscenza di quel territorio unico, non limitandosi alla pura sensazione estetica ma coinvolgendolo in una lettura più approfondita mediante la complessità delle immagini in movimento, dei suoni,  che le Crete possono oggi evocare con  la stessa intensità emozionale delle campitura di colore che compongono i dipinti. Una selezione di fotografie realizzate dai grandi interpreti contemporanei accompagnerà il visitatore alla scoperta del paesaggio delle Crete privilegiando uno  sguardo sempre acuto e spesso inconsueto nella interpretazione del territorio.