DESCRIZIONE INTERVENTO
Il progetto prevede l'acquisto di due opere realizzate dagli aeropittori Tato e Bruschetti, dedicate a Francesco Baracca, attualmente ospitate in collezioni private.
Il primo omaggio, eseguito da Tato (Guglielmo Sansoni) negli anni '30, è un dipinto ad olio (misure 60x90 cm) raffigurante lo SPAD XIII di Baracca mentre sorvola il fiume Piave durante i decisivi giorni della Battaglia del Solstizio. Il secondo è un bozzetto preparatorio (misure 32x21,5 cm) per il dipinto del 1936 intitolato "Apoteosi di Francesco Baracca". Disegnato da Alessandro Bruschetti nel 1933, ritrae il volto di Francesco Baracca in combinazione con l'emblema del Cavallino Rampante e un biplano.
Francesco Baracca rappresenta perfettamente con le sue azioni e le sue gesta, con il suo mito e la sua figura, l’ideale dell’uomo futurista, un uomo nuovo infuso di audacia e coraggio, amante della modernità e della tecnologia, qualcuno capace di vedere più avanti spostando limiti e orizzonti, cambiando il mondo. A partire dalla sua morte prematura in guerra a soli trent’anni, il suo mito è andato poi crescendo vertiginosamente, cantato e omaggiato da poeti, musicisti, pittori e scultori, in guerra fino ai nostri giorni.
Così, l’acquisizione di queste due opere direttamente dedicate all’eroe e asso di cieli lughese, permette, nell’ottica degli attuali ampliamenti della casa-museo Francesco Baracca, non solo di aumentare il proprio patrimonio, ma anche e soprattutto di creare una nuova sezione futurista, da un lato dedicata a Baracca, al suo tempo e alla sua epoca (tra Belle Epoque e Grande Guerra), dall’altro a un’imporetante e nutrita anima futurista lughese che vede nel musicista Francesco Balilla Pratella e nel pittore Esodo Pratelli, i massimi esponenti che si incontrano nell’ideazioen e realizzazione (uno alle musiche e testi, l’altro a scenografie e costumi), alla prima opera teatrale futurista italiana, ossia “L’Aviatore Dro” andato in scena la prima volta a Lugo nel 1920, opera che racconta di un giovane protagonista dissoluto che trova nel volo la sua fine e redenzione.
Cenni biografici sui due artisti
Tato (Guglielmo Sansoni, 1896–1974)
Artista futurista italiano, fu tra i principali protagonisti dell’aeropittura. Pittore, fotografo, ceramista e scenografo, aderì al Futurismo nel 1918 e nel 1929 firmò il Manifesto dell’Aeropittura. Espose nelle maggiori rassegne italiane e internazionali, distinguendosi anche per le sue innovazioni nella fotografia e nella ceramica futurista.
Alessandro Bruschetti (1910–1980)
Pittore e muralista, fu uno dei maggiori esponenti del Futurismo umbro e dell’aeropittura. Entrato nel movimento grazie a Gerardo Dottori e Filippo Tommaso Marinetti, partecipò a importanti esposizioni in Italia e all’estero. Restauratore e docente, dagli anni Sessanta sviluppò una ricerca astratto-geometrica, elaborando la teoria della purilumetria e dedicandosi anche all’arte sacra.