Attività principali dell'istituzione
Villa Mirabello deve il proprio nome alla collina su cui venne edificata nel XVIII secolo, da cui si poteva ammirare uno splendido panorama sul Lago di Varese e sulle Alpi. Ristrutturata a metà Ottocento nello stile gotico inglese che ancora la caratterizza, la villa dal 1948 è di proprietà del Comune di Varese, assieme al parco di alberi ultracentenari e monumentali, tra cui un maestoso cedro del Libano alto oltre 28 metri, che si unisce ai lussurreggianti Giardini Estensi.
Dal 1949 è sede del Museo Civico Archeologico, il cui primo nucleo risale al 1871 con la fondazione del "Museo Patrio" per volontà di studiosi ed appassionati locali.
Nel tempo, la collezione archeologica si è arricchita di diverse altre raccolte, che conducono il visitatore in un affascinante viaggio dal Neolitico alla contemporaneità. Nel 1887 il Museo ha ricevuto in donazione l'eccezionale selezione di lepidotteri del tenore Francesco Tamagno; dal 2012 ospita una Sezione Risorgimentale con armi, uniformi, testimonianze d'epoca e lo spettacolare dipinto animato e parlante di Eleuterio Pagliano dello Sbarco dei Cacciatori delle Alpi a Sesto Calende, l'evento preliminare alla battaglia di Varese del 26 maggio 1859, principio della Seconda Guerra d’Indipendenza; dal 2014, una sala accoglie le sezioni archivistiche e librarie del Fondo Piero Chiara e del Fondo Liala.
Al piano terra, si succedono mostre dalla buona fortuna critica e di pubblico – grande successo ha avuto nel 2019 quella dedicata al pittore Renato Guttuso – e sono esposti un lapidario con iscrizioni d'epoca romana; rocchi di colonne dai ricchi decori vegetali e protomi di gorgoni e leoni; un mirabile corredo di una tomba a camera d'età augustea.
Con la sua offerta, il Museo Archeologico costituisce un punto di riferimento per gli studiosi di preistoria italiani e stranieri, come per il pubblico generico e scolastico, con decine di migliaia di visitatori all'anno, grazie anche all'affascinante sede distaccata dell'Isolino Virginia. Da questo sito e da quello di Bodio Centrale, entrambi inclusi nel patrimonio UNESCO, provengono le raccolte dell'epoca preistorica e pre-romana. Meritano menzione il cosidetto "Ripostiglio della Malpensa" (XII secolo a.C.); alcuni fra i più antichi esempi di scrittura del territorio; l’eccezionale corredo della Seconda Tomba di Guerriero di Sesto Calende (VI sec. a.C.).
Il patrimonio di epoca romana ripercorre l'assimilazione delle popolazioni celtiche al costume e all’organizzazione politico-amministrativa del mondo romano. Si ammirano la Diatreta Cagnola, uno tra i più preziosi e raffinati vetri tardoromani e la cosiddetta “ara votiva alle Matrone”.
Nella sezione altomedievale l'importante presenza dei Longobardi è documentata da oggetti di corredo funerario, come armi e recipienti decorati.
L’esposizione segue un criterio cronologico e affianca ai reperti una ricca pannellistica che li contestualizza ricostruendo ritmi e gesti della vita quotidiana del tempo.