I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali il quale dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i.
L’Ente dichiara che il bene oggetto di erogazioni liberali è di interesse culturale ai sensi degli artt. 10, 12 e 13 del D.L.gs. 22 gennaio 2004, n.42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio)

Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

All’inizio del Trecento era presente, sulla riva sinistra del Fiume Tanaro, una struttura di proprietà dei Padri Minori di San Francesco dove, a spese della comunità, si garantivano attività di ricovero in favore degli infermi, che venne poi distrutta dall’inondazione del 1331.  Nelle prime decadi del XV secolo le due confraternite presenti a Ceva, quella di  Santa Caterina e quella di Santa Maria trasferiscono i loro ospedali sulla sponda destra del torrente Cevetta,  ossia nel sito attuale.

Nel 1584 una rovinosa alluvione distrugge le chiese delle due confraternite e si decide pertanto di ampliare e riadattare l’ospedale di Santa Maria, unico ospedale rimasto, rendendolo più rispondente ai fabbisogni sanitari della popolazione.

La chiesa del convento viene rifabbricata all’inizio del 1700 su “un disegno moderno”, ma con la successiva soppressione degli Ordini religiosi, tanto la chiesa quanto il convento vengono adattati prima a collegio poi ospedale sotto il nome di Santa Maria e Santa Caterina. In particolare a partire dal 1836-42, viene redatto un grandioso progetto dell’Ing. Gioachino Reyneri che prevede una decisa ristrutturazione del convento la cui vasta superficie viene utilizzata per camere di degenza ed esercizi accessori. Si mantiene integro solamente il portale d’ingresso con la sovrastante lunetta affrescata pregevole opera dell’inizio quattrocento (discoperto nel 1949) attribuito a Rufino di Alessandria. Sette anni dopo, nel 1849, si costruisce l’Ospedale dei Poveri Infermi ed annesso Monte di Pietà con apposito Regolamento.

Negli anni Settanta del Novecento vengono condotti lavori di aggiornamento impiantistico, di inserimento di nuovi servizi igienici, ascensore e scala antincendio, serramenti e pavimenti per una capienza che supera i cento posti letto.

Nel 1999 viene nuovamente ristrutturato e trasformato in centro diurno e comunità protetta di psichiatria.

Informazioni sullo stato della conservazione

Lo stato attuale dell’edificio rivela un processo di continui adattamenti e di persistenti integrazioni derivate da diversi utilizzi della struttura.

Il fronte Sud-Ovest della manica D, parallelo al torrente Cevetta, presenta caratteristiche di equilibrata simmetria delle aperture, di forma rettangolare al piano terra e con sovrastante arco al piano primo, scandite da tre piccoli balconi e sormontate da mensole aggettanti al di sotto del cornicione; inoltre, una linea marcapiano accentua la divisione in due fasce dell’attuale facciata. La porzione rivolta a Nord, anch’essa per lo più simmetrica, propone al piano terra una serie cornici aggettanti che simulano lesene e che inquadrano le aperture.

Per quanto concerne il corpo E lato Est, si rileva che non sempre c’è corrispondenza tra le aperture del piano terra e del piano primo e che la facciata risulta scandita in due tramite un finto bugnato al piano terra. Spariscono le mensole soprastanti le aperture del primo livello mentre si trova, anche in questo caso, il cornicione che percorre anche la facciata Sud.

Il lato interno cortile invece appare più semplice: aperture allineate, nessun elemento decorativo e l’aggiunta di un corpo aggettante al piano terra verso Nord. Il cornicione è interrotto sul lato corto della manica E, in direzione Nord.

Il lato verso Ovest del complesso si presenta con la manica corta del corpo D, ex facciata principale della Chiesa di San Francesco: al piano terra si trovano il vecchio ingresso all’edificio religioso e l’attuale entrata, in posizione avanzata rispetto al filo del fronte del piano superiore, delimitati, ai lati del prospetto, da due lesene; al primo livello si ripresentano invece le aperture del lato sud, con mensole e cornicione decorato.

Infine, per quanto concerno il corpo C, esso è contraddistinto, sia verso il cortile che sulla Piazza, da una grande semplicità compositiva: aperture quasi sempre allineate ed aggetto della copertura poco pronunciato. Per terminare, si precisa che in corrispondenza del sottotetto sono presenti una serie di oblò lato cortile ed una serie di finestrature molto ampie lato piazzale.

Le murature dei tre corpi sono portanti in mattoni e pietra di fiume, intonacate verso l’esterno, di spessore variabile da 1.00-1.20 m ai piani terra e primo e 0.50-0.60 m al piano sottotetto.

All’interno dell’edificio si trovano spazi voltati ed intonacati o controsoffittati. Nel corpo D, in corrispondenza dell’ex convento di San Francesco, si trovano una serie di volte in legno sfondate e non accessibili. Anche nel corpo E, verso il cortile, è presente una fascia non ispezionabile: per tale porzione di fabbricato si verificheranno le condizioni in fase di esecuzione di lavori.

I serramenti, di diverse tipologie, sono in legno bianco mentre le persiane, sempre in legno, risultano di colore verde: tutti gli infissi sono in posizione leggermente arretrata rispetto al filo facciata per preservare le profondità della stessa.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Il fabbricato ospita uffici ed ambulatori dell'ASL CN1

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 488.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

L'intervento in progetto prevede il rifacimento delle facciate esterne, attualmente in precarie condizioni manutentive a causa di umidità di risalita e azione perpetuata dal contatto diretto e indiretto degli agenti atmosferici che comportano localizzati e diffusi distaccamenti di porzione di intonaci e relative tinteggiature. Il progetto esecutivo, così come le autorizzazioni necessarie alla realizzazoine dell'intervento, quali pareri della soprintendenza e permessi edilizi, sono in fase di predisposizione, verranno resi a disposizione non appena espletati ed ottenuti.