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Attività principali dell'istituzione

Il Parco Archeologico di Ercolano, istituto della cultura di rilevante interesse nazionale dotato di autonomia speciale, è la struttura amministrativa che ha il compito di ricercare, conservare, tutelare, divulgare e valorizzare l’antica Herculaneum, luogo in cui a partire dal 1738 è cominciata l’archeologia delle città vesuviane distrutte dall’eruzione del 79 d.C. L’area archeologica di Ercolano è stata inserita, dal 1997, insieme agli Scavi di Pompei e alle ville di Oplontis, nella lista dei siti del Patrimonio Mondiale redatta dall’UNESCO.

L’unicità dell’area archeologica è data dalla peculiarità del seppellimento che ha sigillato sotto una spessa coltre di materiale piroclastico l’intera città, restituendo l’unico fronte mare di una città romana ed edifici conservati sino al terzo piano di altezza, caratterizzati da apparati decorativi di grande pregio. Ercolano è il solo sito da cui sono stati portati alla luce reperti organici in grande quantità, tra i quali legno (utilizzato sia come elemento architettonico che per la costruzione di mobili e utensili), frammenti di tessuto ed alimenti di vario genere (cereali, legumi, frutta). L’unica biblioteca del mondo antico, la famosa collezione di papiri che dà il nome alla celebre Villa, è stata trovata qui.

Le attività di studio e ricerca dello straordinario patrimonio culturale del Parco, mobile ed immobile, sono volte a migliorare la conoscenza della cultura materiale e della società romana del I sec. d.C., nonché a mettere in campo strategie di tutela e conservazione innovative ed efficaci per una fruizione sempre più ampliata, inclusiva e diversificata.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 60.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

I siti archeologici di Villa Sora e delle c.d. Terme-Ginnasio, ubicati a Torre del Greco (NA), a circa 3,6 km a Sud-Est dall’antica città di Herculaneum, rientrano dal 2023 nell’ambito di competenza del Parco Archeologico di Ercolano.  

Posta al centro del Golfo di Napoli, Villa Sora è una prestigiosa e scenografica dimora di epoca romana affacciata sul mare, eretta intorno alla metà del I sec. a.C., con un’originaria estensione di circa 150 metri di lunghezza lungo la costa. I rilevanti ruderi di Contrada Sora, noti fin dal XVII secolo, furono oggetto di esplorazioni per cunicoli e teatro di eccezionali rinvenimenti scultorei, ma fu Francesco IV, tra il 1797 e il 1798, a intraprendere scavi sistematici nella villa portandone in luce il nucleo centrale che si sviluppava intorno a un grande salone absidato.

A poca distanza da Villa Sora, fra il 1881 e il 1883, furono scoperti imponenti resti di epoca romana direttamente sulla spiaggia, ascrivibili ad un altro impianto residenziale, indicato con il nome di Terme-Ginnasio. I ruderi, profondamente erosi dal mare e dai venti, intaccati da un bunker della Seconda Guerra Mondiale, tagliati e sovrastati dalla moderna ferrovia, compongono un imponente complesso disposto su terrazze, scandito da nicchie sul livello inferiore cui si sovrappone un secondo livello delimitato da una balaustra. L’identificazione erronea con un complesso termale è dovuta alla scoperta, più a monte rispetto alla struttura, di un calidarium e di tracce di un acquedotto già violato da cunicoli.

Il progetto di protezione, manutenzione e restauro prevede per Villa Sora il restauro degli apparati decorativi parietali, effettuando operazioni di consolidamento localizzato della pellicola pittorica, pulitura delle superfici, integrazione materica e integrazione pittorica. Si procederà altresì alla ricollocazione, nella sua sede originaria, di un dipinto murale distaccatosi, previo consolidamento dei frammenti, ricerca degli attacchi, assemblaggio e collocazione su pannello idoneo.

Contestualmente saranno eseguite attività di manutenzione straordinaria agli intonaci degradati o distaccati delle c.d. Terme-Ginnasio, di recente liberate da un fitto canneto che ne impediva la visione da lungo tempo.

Le strutture murarie e le superfici decorate di questi monumenti rientrano in un programma di monitoraggio costante e di manutenzione e restauro, per garantirne la conservazione e il decoro, contrastando il degrado dovuto alla vetustà e ai fattori naturali (agenti atmosferici, proliferare di microflora e vegetazione infestante) particolarmente impattanti considerata la prossimità del mare.

Il sostegno ArtBonus è finalizzato a rendere chiunque partecipe di questa straordinaria impresa, in base alle proprie disponibilità, con lo spirito di contribuire in modo sostanziale a tramandare questo patrimonio dell’umanità alle future generazioni. Chiediamo il Vostro aiuto per portare avanti l'impegno quotidiano e costante del Parco Archeologico di Ercolano.


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO Non definito (Sostegno generico)

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Il Parco Archeologico di Ercolano è uno dei luoghi culturali più significativi e affascinanti dell'Italia, situato ai piedi del Vesuvio. Il sito è iscritto nella lista UNESCO del patrimonio dell’Umanità. Come noto, sono oggi visitabili i resti dell'antica città romana di Ercolano, sepolta dalla stessa eruzione che distrusse Pompei nel 79 d.C. A differenza di Pompei, Ercolano è stata conservata in modo eccezionale grazie alla sua sepoltura sotto un’immane coltre di flussi piroclastici che ha protetto edifici, affreschi e, grazie alla creazione di un ambiente anaerobico, anche di tantissimi materiali organici dal legno agli alimenti, dalle stoffe agli oggetti in fibra vegetale.  

Il Parco si distingue per la sua eccezionale conservazione e per i dettagli unici che offre sulla vita quotidiana dell’antica Roma. I visitatori possono ammirare case private, terme, negozi, luoghi di culto adornati da pitture e mosaici che raccontano la raffinatezza della vita in una città romana, ma anche godere degli eccezionali reperti archeologici esposti nell’Antiquarium e nel Padiglione della barca tra i quali si distinguono i gioielli ritrovati con le vittime dell’eruzione recuperate sull’antica spiaggia e il mobilio di legno che rappresenta un unicum in tutto il mondo antico.

Ma il Parco è anche un eccezionale caso di partenariato pubblico privato con l’ente filantropico senza scopo di lucro Packard Humanities Insitute (PHI) che ci affianca, da oltre un ventennio,  per la migliore gestione del sito dal 2001 elaborando insieme a noi strategie innovative e multidisciplinari tanto per la conservazione quanto per la valorizzazione del patrimonio culturale.

Sulla scia del lungimirante esempio del PHI, il sostegno ArtBonus è finalizzato a rendere chiunque partecipe di questa straordinaria impresa, in base alle proprie disponibilità ma sempre con la stessa convinzione di contribuire in modo sostanziale a tramandare questo patrimonio dell’umanità alle future generazioni. Nelle aree archeologiche sia le strutture murarie che le superfici decorate dei monumenti (pavimenti a mosaico, superfici dipinte o a stucco, rivestimenti in opus sectile) sono oggetto di monitoraggio costante e di manutenzione programmata e restauro, per garantirne la conservazione e il decoro, contrastando il degrado dovuto alla vetustà, ai fattori naturali (agenti atmosferici, proliferare di microflora e vegetazione infestante) e antropici. 

La cura e la manutenzione dei percorsi di visita, ivi compresi i servizi all’accoglienza, sia nelle aree archeologiche che nelle sedi museali, consente di garantire l’apertura al pubblico sette giorni su sette, assicurando il mantenimento della sicurezza e del decoro.

Chiediamo il Vostro aiuto per portare avanti l'impegno quotidiano e costante del Parco archeologico di Ercolano.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Lavori in corso

IMPORTO 180.047,66 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Nel 1961 durante gli scavi a cielo aperto dell’antica Herculaneum, in un ambiente del Collegio degli Augustali, una vittima dell’eruzione del 79 d.C., un uomo di circa 20 anni, probabilmente il custode dell’edificio, fu trovato disteso su un letto di legno, sepolto dal fango vulcanico. Lo scavo del letto rimase volontariamente incompiuto per consentire al pubblico una prospettiva di visita immersiva lasciando la porzione più superficiale del letto e i resti scheletrici a vista, protetti da una teca in vetro.

Negli anni successivi alla musealizzazione della stanza, la protezione in vetro è andata perduta e i resti scheletrici sono stati soggetti a ripetuti furti e danneggiamenti da agenti esterni, mentre i margini del letto in legno carbonizzato hanno perso l’adesione originaria al blocco di materiale piroclastico sottostante, presentando segni di fratture e sgretolamento.

Negli anni più recenti, è stata avvertita la necessità di recuperare questo straordinario contesto archeologico, sia per preservare i dati concernenti il ritrovamento di una vittima dell’eruzione in condizioni di seppellimento molto peculiari, sia per garantire la conservazione del letto, che rientra nel novero di una collezione di mobili, di oggetti di uso comune nonché di elementi strutturali in legno carbonizzato unica al mondo.

Per quanto riguarda lo scheletro, in corrispondenza del cranio della vittima, è recentissima la scoperta di resti cerebrali vetrificati il cui risultato più significativo è stata l'identificazione di diverse proteine presenti nei tessuti cerebrali umani, attribuibili al cervello della vittima e ai suoi capelli, consentendo altresì l’individuazione di un intero sistema nervoso centrale.

Nell’ambito del progetto è pertanto prioritario procedere ad un’accurata rimozione dei resti scheletrici per preservarne l’eccezionale valore scientifico e garantire la prosecuzione di indagini interdisciplinari; nel contempo, la rimozione del banco tufaceo dell’eruzione, non ancora scavato, consentirebbe di recuperare i nessi strutturali verticali e orizzontali del letto e la possibilità di completarne il consolidamento e il restauro.

Il progetto prevede altresì la manutenzione straordinaria degli elementi strutturali e degli apparati decorativi della stanza, con particolare riguardo alla parete in opus craticium, che  ancora conserva tracce del graticcio in legno carbonizzato e la finestra originale, agli intonaci affrescati e al pavimento in cocciopesto.