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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Nel periodo della Signoria Scaligera l’area di piazza delle Erbe, l’antico Foro, vide la sua riqualificazione di centro degli affari grazie al ridisegno della piazza che venne realizzato tramite l’aggiunta di nuove costruzioni o ricostruzioni di preesistenze; fra queste anche la casa scaligera detta dei Mazzanti la cui costruzione è avvenuta in luogo dell’edificio romano che si trovava sulla medesima area e che era stato probabilmente abbandonato o distrutto dal terremoto del 1117. Il palazzo romano già di proprietà degli Scaligeri risulta essere stato ricostruito da Alberto della Scala che governò dal 1277 al 1301, così pure il pozzo posto all’inizio di volto Barbaro nell’area retrostante l’edificio stesso. Successivamente, rientrando nei programmi di abbellimento della città praticati intorno al 1476 da Zaccaria Barbaro, il pozzo, oggi conosciuto con il nome di pozzo Mazzanti, venne modificato secondo l’aspetto monumentale attuale.

Il retro dell’edificio caratterizzato da una ripida scala esterna e lo splendido puteale del pozzo, racchiuso tra due colonne collegate da un’architrave e munito di guide in ferro che permettevano di calare i secchi dalle case, rappresenta un angolo della città di particolare bellezza.

Il puteale in marmo rosso, è decorato a rilievo con grandi foglie d’acanto separate da ramoscelli con fiori terminali a formare sotto l’orlo, gli otto spigoli. Vi sono inseriti il Leone di San Marco, lo stemma della città e dei rettori Andrea Diedo e Giacomo Marcello e del camerlengo che nel 1478 fecero rifare questo pozzo.

A seguito dei lavori di restauro del 1926 una delle due colonne, quella che ancora oggi si presenta particolarmente deteriorata, è stata racchiusa nella parte superiore del fusto in una camicia di piombo, ed alcuni frammenti dell’architrave sono stati legati con graffe metalliche di piccole dimensioni.

Informazioni sullo stato della conservazione

Il manufatto si presenta in uno stato di degrado generalizzato, per il quale si rende necessario un intervento di restauro puntuale delle parti marmoree fessurate e disgregate dell’architrave, del puteale e delle colonne; alla presenza di inidonee stuccature di malta cementizia poste alla base del puteale e di altre distribuite in molteplici parti del monumento; ai depositi calcarei e di muschi e licheni; alle superfici arrugginite dei ferri del pozzo e del tirante in ferro passante sotto l’architrave; alla pulizia dal materiale dilavato presente sulla camicia di piombo della colonna fortemente deteriorata.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Il pozzo è situato in una pubblica via accessibile senza limitazioni di orario

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 25.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Si prevede di effettuare un intervento rivolto al restauro e pulizia del materiale lapideo e della struttura in ferro secondo le seguenti fasi:

 

  • Puteale, colonne ed architrave: preliminare di pulizia, consistente nella rimozione delle patine e delle ossidature per mezzo di spazzole a setole morbide ed aspiratori; successivo lavaggio leggero mediante acqua demineralizzata, rimozione finale di eventuali depositi solubilizzati con l’utilizzo di spazzole pennellesse e bisturi. Accurata pulitura delle superfici interessate da depositi resistenti mediante impacchi a base di sostanze basiche supportati da polpa di carta o seppiolite. In sede d’intervento si valuterà se alcune parti delle superfici lapidee potranno essere trattate per mezzo di microsabbiature. Stuccatura e sigillatura delle lesioni e delle macrofessurazioni mediante conglomerato costituito da malta di calce addittivata con polveri di marmo, per raggiungere una cromia analoga al materiale lapideo esistente ed eventuali resine, rimarcando l’intervento con un leggero sottolivello e, se necessario, consolidamento delle parti tramite l’utilizzo di micro perni in vetroresina; successive iniezioni di malta fluida a base di calce idrata fino a totale rifiuto del prodotto. Trattamento biocida da stendere a spruzzo o a pennello ed eventuale consolidamento con silicato d’etile. Sostituzione delle graffe particolarmente degradate e non più idonee all’uso al quale erano preposte; trattamento con convertitore di ruggine del tirante in ferro passante sotto l’architrave.
  • Stuccature preesistenti: rimozione meccanica di stuccature preesistenti ritenute non più idonee, tramite l’utilizzo di microscalpelli. Risarcimenti delle fessurazioni e ripristini da realizzare con malta a base di grassello e calce idraulica (tipo Lafarge) priva di sali solubili con l’aggiunta di polvere di marmo per raggiungere una cromia analoga all’esistente.
  • Colonna e camicia in piombo: pulitura e stesura di vernice protettiva per piombo; eventuale ulteriore rivestimento di contenimento da porre alla base della medesima colonna con l’impiego di materiale, tipo Rheinzink, soggetto limitatamente a dilatazioni termiche.
  • Sistema dei ferri del pozzo e delle guide che permettevano di calare i secchi dalle abitazioni: spazzolatura atta a rimuovere le parti arrugginite ed incoerenti da trattare poi con convertitore di ruggine e vernice protettiva per metalli.