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Attività principali dell'istituzione

Il Comune di Verona gestisce un sistema museale unitario articolato in istituzioni dotate di proprie collezioni specifiche: il Museo di Storia Naturale, il Museo Lapidario Maffeiano, il Museo Archeologico al Teatro Romano, il Museo di Castelvecchio, il Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle alla Tomba di Giulietta, la Galleria d'Arte Moderna Achille Forti, il Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri.

Fanno inoltre parte del sistema un'importante casa museo, la Casa di Giulietta, e alcuni monumenti visitabili, oltre a quelli già citati quali sedi museali (Teatro Romano e Tomba di Giulietta): tra essi spicca l'Arena, mentre le Arche Scaligere sono aperte solo nel periodo estivo e la Chiesa di San Giorgetto è in restauro.

Il sistema è completato da un importante nucleo documentario composto da raccolte archivistiche, sia testuali che iconografiche, bibliografiche e numismatiche.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 15.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Il Museo Lapidario Maffeiano di Verona è uno dei più antichi musei pubblici d’Europa.

Venne fondato nel 1745 dallo studioso e collezionista Scipione Maffei, con l’intento di raccogliere, conservare e rendere accessibili al pubblico iscrizioni antiche, reperti lapidei e testimonianze della civiltà classica, secondo un progetto illuminista di divulgazione del sapere.

Il Maffei, in 30 anni di grande impegno personale, riuscì a costituire una collezione di oltre 600 reperti, riferimento per tutta Europa e per la nascita stessa della moderna epigrafia come disciplina scientifica.

La prima collezione originaria si trasformò nel vero e proprio Museum Veronense e, grazie alla collaborazione con l’architetto e pittore veronese Alessandro Pompei, Maffei curò la giusta collocazione per ogni singola opera, affinché ogni pezzo potesse essere disposto secondo le teorie scientifiche illuministe e studiato per classi: “..cioè, le spettanti a Deità, ai giochi, a Dignità, le Imperatorie, le Consolari, le Sepolcrali, etc”.

Il museo restò per oltre cent’anni uno dei punti di riferimento per i viaggiatori stranieri del Grand Tour che, provenendo da Nord scendevano in Italia per immergersi nella cultura e nell’arte classica; tra loro, nel settembre 1786, anche J.W. Goethe.

Con l’allestimento museale di Arrigo Rudi del 1982, il Museo Lapidario Maffeiano è stato dotato di nuovi spazi, oltre a quelli del cortile -accesso all’Accademia Filarmonica-, del porticato e del pronao; in due grandi sale espositive ai piani superiori sono esposte diverse centinaia di epigrafi greche, etrusche, latine ma non solo. Le iscrizioni (funerarie, votive, celebrative, pietre miliari, …), spesso impreziosite da rilievi figurati, provengono da tutto il Mediterraneo e permettono di ricostruire importanti aspetti della vita quotidiana, delle istituzioni e delle credenze religiose.

Il Museo Lapidario Maffeiano non fu, soltanto, il primo museo veronese, bensì uno dei primi musei pubblici europei, una vera e propria istituzione pubblica, aperta a tutti, poiché “ciò che vi è di utile al pubblico deve essere reso di dominio pubblico”.

Visitare il Museo Lapidario Maffeiano significa compiere un viaggio nel tempo attraverso la scrittura incisa nella pietra, testimonianza duratura della memoria e dell’identità delle civiltà del Mediterraneo.

Le principali cure di cui necessita il museo sono la manutenzione delle iscrizioni e gli strumenti di comunicazione con i visitatori; rendere oggi le epigrafi “parlanti” richiede una narrazione specialistica ma al contempo diretta, favorita dell’utilizzo di tecnologie integrate che posso facilitare l’inclusione e l’accessibilità. I Musei Civici di Verona promuovono queste attività affinché il Museo Lapidario Maffeiano continui ad essere un punto di riferimento per ascoltare le voci del passato e conoscere la storia di chi ci ha preceduto.


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO Non definito (Sostegno generico)

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DESCRIZIONE INTERVENTO

La Casa di Giulietta è costituita come complesso monumentale atto a trasmettere l’eco immateriale del mito legato alla vicenda di Giulietta e Romeo, rievocando, mediante l’aura che promana dal luogo, il medioevo ideale in cui è ambientata la storia dei due innamorati e la memoria storica dei pellegrinaggi romantici che, dai viaggiatori del Grand Tour tra Sette e Ottocento, prosegue nel turismo odierno.

Il museo accoglie una piccola collezione di dipinti, sculture, armi, terrecotte, ceramiche, incisioni, costumi e arredi d’epoca, atti a evocare l’epoca di ambientazione della vicenda di Romeo e Giulietta e a tradurre visivamente gli snodi principali della storia, come tramandata dalla tragedia di William Shakespeare. Particolare pregio rivestono alcuni nuclei di opere volte a valorizzare diversi snodi della vicenda e la sua fortuna: testimonianze veronesi di epoca medievale, come la scultura trecentesca con la Madonna con Bambino e donatori; importanti dipinti ottocenteschi, come la grande tela del veneziano Cosroe Dusi, Giulietta e Romeo, del 1838, precoce e raro esempio di iconografia legata al mito di due innamorati, e l’ovale a pastello di Pietro Roi, Giulietta, del 1882 circa; tele di primo Novecento del veronese Angelo Dall’Oca Bianca a soggetto amoroso; i costumi di scena e il letto usati nel celebre film Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli del 1968. Vicino al balcone, nell’intimità del piccolo loggiato trova la sua ideale collocazione la statua originale di Nereo Costantini, Giulietta, del 1969, sostituita nel cortile, per ragioni conservative, da una copia.

La Casa di Giulietta, ogni anno meta di centinaia di migliaia di visitatori di provenienza nazionale e internazionale, offre visite guidate e attività formative su prenotazione. La sua collezione è oggetto di studio e di attività di restauro in collaborazione con enti di ricerca e di conservazione del territorio. All’interno del sito, si svolgono mostre temporanee a rotazione, in un apposito spazio espositivo al quarto piano, con lo scopo di valorizzare la storia del mito edella fortuna popolare di Romeo e Giulietta attraverso i secoli.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Fine Lavori

IMPORTO 440.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Organizzata per gli 80 anni dalla Liberazione dal Nazifascismo dal Comune di Verona, Assessorato alla Cultura e Assessorato alla Memoria Storica, i Musei Civici, in collaborazione con l’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, la mostra, curata da Andrea Martini, Federico Melotto, Marta Nezzo e Francesca Rossi, ripercorre la storia politica, socio-culturale e artistica di Verona tra il 1943 e il 1945.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, la città fu teatro di due avvenimenti nodali per la situazione nazionale: il Congresso di Verona (14-15 novembre 1943) e il processo ai gerarchi firmatari del celebre ordine del giorno Grandi (8-10 e 11 gennaio 1944). Fu anche sede di numerosi comandi militari e uffici politico-amministrativi sia della RSI che dei nazisti e snodo ferroviario rilevante per le pratiche di deportazione. Tutto ciò, insieme alla sua posizione strategica, la espose a pesanti bombardamenti da parte delle forze alleate e alla distruzione dei collegamenti fra le due sponde dell’Adige, perpetrata dai nazisti.

La mostra, frutto di un progetto corale curato da storici e storici dell’arte, con il supporto di un comitato scientifico internazionale, si tiene a Castelvecchio, teatro del congresso del partito fascista repubblicano, proprio in quella sala dove si svolse il processo ai gerarchi fascisti “traditori” del Gran Consiglio, un episodio che sottolinea il drammatico passaggio dalla dittatura alla rinascita democratica.

Attraverso fotografie, molte delle quali inedite, documenti – tra cui, in originale il verbale della celebre seduta del Gran Consiglio del fascismo del 24-25 luglio 1943 – dipinti, sculture e disegni, filmati d’epoca dell’Archivio Luce Cinecittà e un allestimento multimediale e interattivo, l’esposizione racconta questa parte di storia centrale del nostro Paese e invita a riflettere sul valore della memoria storica e sulla resilienza di Verona durante e dopo la Seconda guerra mondiale.

Gli spazi della Sala Boggian, originariamente utilizzata per i grandi concerti e poi bombardata nel 1945 e ricostruita nel dopoguerra, ospitano per la prima volta un focus sulla mostra dedicata all’arte salvata che si tenne nel 1947 in queste stesse sale e curata da Antonio Avena, allora direttore dei Musei e Gallerie d’Arte di Verona. Una mostra simbolo della ricostruzione di Verona in cui vennero esposte le opere messe in salvo durante gli anni della guerra e poi recuperate dal territorio; un vero risarcimento alla popolazione ferita dal conflitto, realizzato grazie al coraggio dei cittadini e delle istituzioni per preservare e proteggere il patrimonio artistico della città.

Con il patrocinio di Ministero della Cultura, Istituto Nazionale Ferruccio Parri, Fondazione Fioroni, Dipartimento Culture e Civiltà dell’Università di Verona, Università di Padova, Centro per la storia dell’Università di Padova e Centro per i Musei Università degli Studi di Padova e con il sostegno degli Amici dei Civici Musei.


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Fine Lavori

IMPORTO 24.431,20 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

In occasione delle celebrazioni mozartiane per l’anniversario dalla presenza di Wolfgang Amadeus Mozart a Verona, i Musei Civici di Verona avviano un progetto di valorizzazione che prevede l’esposizione, all’interno del Museo di Castelvecchio, dell’opera attribuita a Giambettino Cignaroli, Ritratto di Wolfgang Amadeus Mozart all’età di 13 anni (1770). Il dipinto ritrae il giovane Mozart nel periodo in cui, insieme al padre, giunse a Verona il 27 dicembre 1769, nel primo dei tre viaggi in Italia. I due entrarono in contatto con l’élite culturale della città scaligera e la visita culminò il 5 gennaio 1770 con un’esibizione musicale nella prestigiosa Sala Maffeiana ospite dell’Accademia Filarmonica.

Per un periodo di sei mesi, il dipinto proveniente da una collezione privata estera verrà ospitato all’interno del percorso museale della Galleria delle Sculture, posto in diretta relazione con la scultura raffigurante Santa Cecilia, protettrice dei musicisti, opera trecentesca attribuita al Maestro di Santa Anastasia.

I Musei Civici di Verona cureranno l’allestimento e il disallestimento dell’opera, predisponendo un percorso espositivo ed educativo inclusivo del contesto storico-artistico e dei criteri di fruibilità del ritratto.


NOTE Intervento archiviato