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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

L'edificio è una delle prime costruzioni che iniziano a sorgere fuori dalla cinta muraria milanese ai primi dell'Ottocento.

La zona dell’ingresso del Naviglio Martesana in città fu potenziata nel 1840 con la costruzione della stazione di Porta Nuova, prima stazione ferroviaria Milanese sulla tratta Milano-Monza. L’edificio prospiciente al Naviglio e nelle prossimità del Ponte delle Gabelle fu adibito a funzioni commerciali, ristorative e ricettive.

Lo stabile, di proprietà privata, nel 1931 fu lasciato in eredità all'Ospedale Maggiore.

Nell'agosto del 1943 l’area fu sottoposta a pensati bombardamenti aerei.

Nel 1954 ospitava magazzini e laboratori mentre i piani superiori erano occupati dall'Albergo Isolabella. Nel 1956 la proprietà passò in permuta al Comune di Milano.

L'edificio, come le Ex Cucine economiche a fianco, hanno sempre avuto una destinazione sociale. L'Albergo Isolabella dava ospitalità alle fasce più povere della popolazione. Le “Opera Pia Cucine Economiche”, inaugurate nel 1883, offrivano invece un pasto a basso costo al sottoproletariato della zona e nelle immediate vicinanze erano presenti anche i bagni pubblici.

Determinante nei primi anni ‘60 fu la copertura del Naviglio Martesana, motivato da ragioni di bonifica e riqualificazione della città. L'Albergo Isolabella restò in funzione, in condizioni sempre più precarie, fino al 2001. Da allora l'edifico è abbandonato.

L’edificio nell’area di Porta Nuova, recentemente riqualificata, è sottoposto a vincolo da parte della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Milano.

Informazioni sullo stato della conservazione

Il fabbricato risalente ai primi decenni dell’800, dal 1956 di proprietà comunale, è da anni completamente abbandonato e in condizioni di grave degrado.

 Il progetto di recupero ha una “doppia dimensione” con due contenuti preminenti.

Il primo riguarda la conservazione, il ripristino e il restauro dell'esistente nel rispetto del suo valore storico.

Il secondo è legato all’innovazione anche grazie all’adeguamento tecnologico e antisismico e all’introduzione di alcuni elementi assolutamente nuovi.

Queste due “dimensioni” si intersecano a formare una sintesi tecnica e insieme architettonica complessiva.

La prima è indirizzata alle facciate esterne, al piano interrato esistente (muri e volte), a parte del piano terreno (conservazione di alcuni solai, scala, porticato), al cortile, e agli elementi decorativi ed è illustrato nel progetto presentato e approvato dalla Soprintendenza.

La seconda dimensione riguarda la nuova copertura per l’insediamento di un piano aggiuntivo, il nuovo corpo scala esterno, il corpo di collegamento con le ex Cucine comunali, e una profonda revisione funzionale, impiantistica ed energetica.

La prima parte che ammonta a circa 2.500.000 euro è finanziata da Ciessevi, di cui euro 1.000.000 già coperti da un contributo di Fondazione Cariplo.

La seconda che ammonta a circa 1.400.000 euro è coperta dalla compartecipazione del partner Turismo sostenibile società benefit e da un contributo di regione Lombardia.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

VOCE – Volontari al centro è il nuovo hub del volontariato a Milano. Il luogo dove il mondo del volontariato e quello della cittadinanza attiva possono incontrarsi e fare rete.

È anche un luogo di produzione culturale e spazi per eventi che ha tra i suoi obiettivi quello di contribuire a “ricucire” le relazioni sociali nel quartiere dando vita a una comunità unita e solidale.

Per questo VOCE vuole essere fruibile a tutti in una fascia orari più ampia possibile.

Questo è inoltre facilitato dalla presenza dell'Ostello e del bar-ristoro.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Lavori in corso

COSTO COMPLESSIVO 2.500.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Il progetto di recupero ha una “doppia dimensione” con due contenuti preminenti.

Il primo riguarda la conservazione, il ripristino e il restauro dell'esistente nel rispetto del suo valore storico.

Il secondo (Extra Art Bonus) è legato all’innovazione anche grazie all’adeguamento tecnologico e antisismico e all’introduzione di alcuni elementi assolutamente nuovi.

Queste due “dimensioni” si intersecano a formare una sintesi tecnica e insieme architettonica complessiva.

La prima è indirizzata alle facciate esterne, al piano interrato esistente (muri e volte), a parte del piano terreno (conservazione di alcuni solai, scala, porticato), al cortile, e agli elementi decorativi ed è illustrato nel progetto presentato e approvato dalla Soprintendenza.

La prima parte che ammonta a circa 2.500.000 euro, di cui euro 1.000.000 già coperti da un contributo di Fondazione Cariplo.