I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali il quale dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i.
L’Ente dichiara che il bene oggetto di erogazioni liberali è di interesse culturale ai sensi dell’art. 10 del D.Lgs. 22 gennaio 2004 N.42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio).

Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Il Palazzo Comunale di Venzone si trova in centro storico, nella piazza principale denominata appunto piazza Municipio. E’ un gioiello di architettura gotica, costruito tra il 1390 ed il 1410. Le facciate esterne sono ingentilite al primo piano da cinque bifore in stile gotico-fiorito veneziano e sono decorate da una serie di stemmi delle più antiche famiglie nobili di Venzone. Si notano l’Aquila del Patriarcato Aquileiese ed il ponte merlato stemma di Venzone. Il piano terra è costituito da un ampio loggiato con soffitto in legno architravato, decorato da tavolette dipinte. La torre d’angolo dell’orologio ha due quadranti, uno dei quali segna ventiquattro ore. Inoltre, dentro una nicchia, reca il leone di San Marco, segno della dominazione veneziana. La porzione ovest del Palazzo ha subito un incendio nella seconda metà del 1500 ed è stata ricostruita. Si individua infatti rispetto all’altra porzione per il diverso stile architettonico. Al primo piano presenta due aperture rettangolari coronate da timpano. Il Palazzo ha avuto varie vicissitudini nel corso del tempo. E’ stato distrutto da un bombardamento durante la seconda guerra mondiale e ricostruito nel corso degli anni ’50. Gravemente danneggiato col terremoto del 1976, è stato smontato pietra su pietra e ricostruito fra il 1979 ed il 1984.

Informazioni sullo stato della conservazione

Il fabbricato è stato ricostruito interamente dopo il sisma del 06.05.1976 ed ultimato nel 1984. Lo stato di conservazione nel complesso è accettabile, ma evidenzia alcune criticità. Le pareti perimetrali, in particolare dei lati nord e ovest, presentano in caso di pioggia infiltrazioni d’acqua, che a lungo andare provocano concrezioni calcaree, formazioni di muffe e distacchi di pitture ed intonaci. In condizioni precarie si trova l’affresco della parete ovest del loggiato. L’affresco, attribuito a Pomponio Amalteo, in origine occupava l’intera parete ed era stato restaurato dopo il 1976, ma ora è quasi illeggibile. Le cinque bifore, che versavano in cattivo stato di conservazione, sono state restaurate nel 2018, con un consistente contributo della Fondazione Friuli.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Il piano superiore del Palazzo non è aperto al pubblico. E’ visitabile solo su puntuale richiesta.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Fine Lavori

IMPORTO 16.375,00 €

 slide
 slide
DESCRIZIONE INTERVENTO

Le cinque bifore lapidee presenti nel Palazzo Comunale si presentavano in un preoccupante stato conservativo. I fattori di degrado che stanno alla base del collasso strutturale in atto sono provocati da una combinazione di concause: il calcare tenero originariamente utilizzato, le modalità tecniche ed i materiali utilizzati durante la ricostruzione post-terremoto. Il calcare utilizzato è una pietra estremamente porosa; posta in esterno risente dell’azione degli agenti atmosferici manifestando fenomeni di decoesione e scagliatura. Nell’ambito della ricostruzione dell’edificio, l’assemblaggio dei diversi elementi delle finestre è stato realizzato utilizzando perni in ferro e malte cementizie, che con le variazioni dimensionali dovute all’ossidazione dei perni hanno provocato la fratturazione degli elementi lapidei. Sono stati realizzati interventi conservativi mirati per ogni singola bifora: pulitura, lavaggio, stuccatura; rimozione stuccature; distacco e rincollaggio parti pericolanti; rimozione e sostituzione dei perni ferro ossidati con perni in vetroresina; dove necessario sono state effettuate iniezioni di resina epossidica ed imperniatura; impregnazione con silicato d’etile; sigillatura linee di fessurazione e fratture; tassellatura in pietra delle mancanze; equilibratura cromatica delle stuccature e protezione dell’intera superficie lapidea con dispersione di prodotto polisilossanico. I risultati ottenuti con gli interventi conservativi si apprezzano sia ad un accurato esame di ogni singola bifora effettuato sul posto, sia alla distanza dell’osservatore che transita sulla piazza o lungo la via G. di Mels. Gli elementi architettonici sono stati consolidati e ripristinati di modo che l’intero edificio si presenta in un insieme armonico quale era alla fine del processo di ricostruzione post-sisma, confermando la sua valenza storica e di prestigio architettonico nel contesto della piazza principale e del centro storico di Venzone.