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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

La villa "Il Roseto", sede della Fondazione Giovanni Michelucci, è un edificio novecentesco con impianto planimetrico semplice e dall’aspetto sobrio della tradizione toscana. Lo straordinario paesaggio nel quale è immersa e le personalità che l’hanno abitata, le conferiscono un indiscutibile valore aggiunto dal fascino particolare. Essa infatti è stata la casa-studio di Giovanni Michelucci, uno dei più grandi protagonisti dell’architettura moderna.

La storia di Villa “Il Roseto” inizia nel 1933, quando il pittore Baccio Maria Bacci, vende a Maria e Consuelo De Jevenois, due sorelle di nazionalità belga residenti a Fiesole, l'appezzamento di terreno di forma allungata destinato alla sua realizzazione. La denominazione "Il Roseto" si deve alla rigogliosa fioritura di rose piantumate e curate dalle De Jevenois nel giardino di percorso che circonda la villa. Negli anni Cinquanta l'architetto Giovanni Michelucci e la moglie Eloisa Pacini si trasferiscono a villa "Il Roseto" per poi acquistarla, apportando poche modifiche alla casa e limitati interventi al giardino volti a personalizzare questa sottile lingua di terra con affaccio privilegiato su Firenze. Alla morte prematura nel 1974 di Eloisa, intestataria del bene, il complesso viene ceduto al Comune di Fiesole con atto testamentario registrato il 31 dicembre 1974, mantenendone l’architetto l’usufrutto. L’edificio, dove già era attivo il Centro studi "La Nuova Città", diviene nel 1982 sede della Fondazione Giovanni Michelucci, costituita in quell’anno, con Decreto Regionale dai Comuni di Fiesole e Pistoia e dalla Regione Toscana. La Fondazione, a cui ha aderito anche il Comune di Firenze, ha lo scopo di promuovere studi e ricerche nel campo dell’architettura ed urbanistica contemporanea con particolare riguardo alle strutture sociali. Con la morte di Michelucci, avvenuta il 31 dicembre 1990 alla soglia dei cento anni, la sua Fondazione, diviene erede universale di tutti i suoi beni in essa presenti: l'archivio personale e professionale, gli arredi, le collezioni di arte e mantenendo l'usufrutto della villa, pur rimanendo di proprietà del Comune di Fiesole.

Nella sede di Villa “Il Roseto” a Fiesole, tutto racconta la memoria di Michelucci: i disegni, i modelli e le foto delle sue architetture; la biblioteca; i mobili disegnati dal primo dopoguerra agli anni Settanta; le opere e gli oggetti d'arte realizzati dagli amici e dalla moglie;  ma allo stesso tempo le attività di ricerca e l’idea di lavorare insieme raccontano una storia operante e ancora in divenire.

Il giardino attualmente è caratterizzato, oltre a diverse varietà di rose antiche, da numerose specie arboree ed arbustive e di varie essenze con fioriture stagionali che si avvicendano tra melograni, ulivi e siepi di alloro.

Villa "il Roseto"e il suo giardino, insieme al suo patrimonio archivistico, librario e di arredo, dal 2015 è riconosciuta come un bene di particolare interesse ai sensi del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio.

Informazioni sullo stato della conservazione

Villa "Il Roseto" ospita i materiali della memoria di Michelucci, le attività di studio e ricerca della Fondazione e varie iniziative culturali e didattiche, e con il suo giardino lineare è parte integrante di un sistema aperto verso la valle che guarda Firenze, unico per la straordinaria posizione paesaggistica e panoramica.

L'edificio in uso alla Fondazione Michelucci e di proprietà del Comune di Fiesole, presenta soprattutto all'esterno diverse criticità dovute sostanzialmente ai limitati interventi di manutenzione straordinaria realizzati negli ultimi trent'anni, dalla morte di Michelucci.

Non si rilevano importanti criticità statiche o dissesti gravi a livello di coperture, ma nel corso del tempo sono emersi casi di infiltrazioni provocati da occasionali eventi atmosferici intensi, o dal degrado di elementi di protezione (scossaline, tegole, cimase, grondaie, impermeabilizzazioni di solai calpestabili esterni e altro) che hanno permesso l'avanzare di tali fenomeni.

Le facciate necessitano di una manutenzione ordinaria limitata sostanzialmente a semplici interventi di ritinteggiatura dato che non sono presenti distacchi di intonaci o altre forme di degrado.

Il nodo più critico è dovuto principalmente allo stato generale degli infissi: l'esposizione soprattutto verso valle delle grandi persiane centinate ha innescato processi di forte degrado sugli stessi infissi in legno - in parte in corso di ripristino - ponendo anche problemi di sicurezza per le aree sottostanti, accessibili al pubblico. Un degrado non solo a livello di protezione superficiale, ma soprattutto di dissesto statico degli elementi, che necessitano riparazioni importanti o in alcuni casi l'intera sostituzione. Col tempo anche il sistema di finestrature comincia a dare segni di degrado, insieme alle protezioni a tenda esterne.

Un adeguamento necessario, infine,  riguarda le parti impiantistiche le quali da decenni sono state soggette solo a manutenzione ordinaria e in molti casi non più adeguate alle necessità odierne, anche a livello dei sistemi di gestione.

Gli spazi interni, che ospitano gli archivi e le collezioni e dove si svolgono le attività di ricerca e di rappresentanza - da anni interessati da rari interventi di manutenzione ordinaria periodica - richiedono adeguati interventi di manutenzione straordinaria.

Il giardino è stato recentemente oggetto di un restauro generale delle essenze e dei percorsi lastricati in pietra, per un uso pubblico e didattico, ed è oggetto di diverse iniziative culturali e visite guidate. Una efficacie iniziativa di crowdfunding nel 2017 ha permesso tali interventi.

Lo stato generale di manutenzione è abbastanza buono, naturalmente con un continuo lavoro di cura, fatta eccezione della serra, attualmente in disuso e non utilizzabile.

Altri aspetti critici riguardano le recinzioni esterne della villa, realizzate in muretti a secco e rete con cespugli e rampicanti, che necessitano di interventi di manutenzione straordinaria e ripristino.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

La Fondazione Giovanni Michelucci viene costituita nel 1982 dall’architetto con la Regione Toscana ed i comuni di Pistoia e Fiesole.
Nel testamento Michelucci la nomina sua erede universale e nel 1999 aderisce alla Fondazione anche il Comune di Firenze.

Collabora con istituzioni culturali ed enti pubblici in diversi cantieri di ricerca, da cui nascono progetti e proposte che mirano ad innovare le strategie di intervento rispetto ai più scottanti problemi urbani. Oggi la Fondazione si caratterizza come punto di riferimento nella ricerca sui temi dell'habitat sociale e del rapporto fra spazio e società, operando per l'intreccio fra spazio urbano e abitativo con le tematiche chiave della società contemporanea tra cui salute e assistenza, devianza e istituzioni totali, immigrazione e convivenza.

I materiali della memoria di Giovanni Michelucci hanno richiesto e richiedono molta attenzione per la conservazione e la salvaguardia, ma archiviazioni e schedature hanno prodotto nuovi sviluppi di ricerca, in particolare sul piano della relazione con altri soggetti: dai rapporti con altri architetti della scena italiana e internazionale, alla ricomposizione di scambi epistolari con interlocutori privilegiati; dal riaprirsi di nuovi sguardi sul mondo familiare, alla raccolta di testimonianze con artisti, artigiani e collaboratori.

La Fondazione Giovanni Michelucci è aperta al pubblico per attività di studio e di ricerca dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 13:30 e su richieste specifiche motivate con orario da concordare, e al pubblico generico su richiesta.

Sono previste, inoltre, aperture pubbliche periodiche e tematiche su prenotazione:

  • visite guidate del giardino e degli ambienti interni di Villa "Il Roseto"
  • incontri di approfondimento sull'opera e il pensiero dell'architetto
  • incontri di approfondimento sulla documentazione di archivio, grafica e iconografica
  • attività espositive legate al mondo di Michelucci
  • presentazioni pubbliche delle attività editoriali
  • presentazioni pubbliche delle attività di ricerca
  • attività didattiche divulgative

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 15.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

L’intervento prevede operazioni di restauro e risistemazione degli elementi sulle facciate esterne di Villa Il Roseto, in particolare persiane, infissi e tende esterne.

La Villa, sin nel suo impianto storico, presenta sulle facciate est, sud e ovest grandi persiane in legno a forma centinata, poste su finestre e portefinestre di grandi dimensioni al piano principale e in minor misura a quello superiore (4 grandi infissi e almeno altri 4 di dimensioni minori). Si tratta di elementi realizzati ad hoc per la villa, che seguono le curvature superiori delle aperture. In particolare i grandi elementi affacciati a sud, verso il panorama di Firenze, hanno sofferto dell’intensa azione del sole, del vento e della pioggia, e nonostante qualche periodica manutenzione ordinaria si sono innescati processi di forte degrado non solo a livello di protezione superficiale, ma soprattutto di dissesto statico degli elementi. Risultano dunque necessario intervenire con riparazioni importanti e in alcuni casi la totale sostituzione. Inoltre costituiscono soprattutto un serio problema di sicurezza per le aree sottostanti nel giardino inferiore, solitamente accessibili al pubblico per visite, incontri e manifestazioni, che ne rimarca il senso di priorità nel poter ripristinare la fruizione degli spazi qui sottesi.

Un secondo intervento di manutenzione straordinaria necessario è relativo agli infissi delle finestre a tutti i livelli, anch’essi di tipo ligneo, spesso oggetto di infiltrazioni e di degrado delle verniciature, che richiedono un riassetto sistematico delle varie situazioni, con valutazioni ed interventi da programmare.

Il terzo intervento proposto è infine relativo al ripristino del sistema di tendaggi esterni della loggia. Si tratta di una recente sistemazioni del 2001 (in accordo con la Soprintendenza) in cui si è provveduto a chiudere con infissi vetrati la loggia est per farne una biblioteca e spazio di studio per ricercatori, per cui è stato installato un sistema di tendaggi esterni meccanizzati per l’ombreggiamento contro l’irraggiamento diretto del sole, essendo aperte a sud. Il sistema in generale funziona, eccetto per 2 grandi tende verticali a discesa, strappate dal vento in occasione di un evento atmosferico; per queste, in materiale speciale particolarmente resistente all’esposizione, ne è necessaria la sostituzione da parte di una ditta specializzata.

Si propone, per queste necessità, un’articolazione in più fasi di sostegno per poter provvedere ad un’articolazione di interventi progressivi in base alle risorse raccolte