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Raccolta realizzata a seguito della Risposta n. 20/2018 dell'Agenzia delle Entrate

Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

La Fontana del Formiello, gioiello rinascimentale nel cuore di Napoli, fu eretta nel 1573 e situata in piazza Enrico De Nicola, alle spalle del Castel Capuano. In origine era conosciuta come "Fontana reale con abbeveratoio", e deve il nome attuale a "ad formis", cioè "verso i condotti", riferimento ai canali dell'antico acquedotto della Bolla. Quest’ultimo captava l’acqua dalle falde del Monte Somma, nel territorio di Volla, e la portava in città già in epoca greco-romana, attraverso una rete di cunicoli e cisterne scavate nel tufo e raccogliendosi proprio nell’attuale zona di porta Capuana.

La struttura della fontana si articola in due ordini: in basso dove c'è la vasca, sono collocate tre maschere leonine dalla quali sgorga acqua, mentre nell'ordine superiore è posto lo stemma del viceré don Pedro Tellerz Giron duca d'Ossuna con una targa. Sono presenti anche quattro medaglioni, scolpiti a bassorilievo, con due volti maschili e due femminili, identificabili, forse, con le quattro stagioni

Informazioni sullo stato della conservazione

Lo stato di conservazione degli elementi lapidei della fontana risulta mediocre. 
Si rileva la presenza di depositi coerenti ed incoerenti e fenomeni di de-coesione dei materiali costitutivi.
Si riscontrano distacchi di parti, sconnessioni e fenomeni localizzati di “collasso” degli ancoraggi del supporto e fenomeni di ossidazione.
In corrispoondenza dei cornicioni marcapiano è presente vegetazione infestante e nelle parti limitrofe all'acqua attacco biologico.
Talune stuccature sono state eseguite con materiali non idonei;

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

La fontana è fronte strada fruibile h24

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 35.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Obiettivo. L’intervento intende restituire alla Fontana del Formiello la sua integrità materiale e la leggibilità storico-artistica, con un restauro conservativo che rispetti la materia originaria e il valore monumentale del contesto urbano.

1. Pulitura. Le superfici marmoree saranno pulite con metodi non invasivi e compatibili con i materiali originari. Si rimuoveranno il guano dei volatili, altamente corrosivo per la pietra, e la vegetazione infestante, estirpata a mano da intercapedini e giunzioni. Seguirà l’applicazione di biocidi specifici contro il ritorno di colonie biologiche e la sigillatura di fessurazioni e giunti.

2. Consolidamento e reintegrazione strutturale. Dopo la pulitura, le zone più degradate riceveranno un preconsolidamento per rinforzare la coesione della pietra. I frammenti distaccati saranno riadesi con resina epossidica bicomponente, crepe e fratture trattate con perni in acciaio inox, e gli elementi dislocati riassemblati con le stesse resine.

3. Integrazione plastica e cromatica. Le parti mancanti saranno ricostruite con malte compatibili per colore, grana e composizione (grassello di calce, calce idraulica, sabbia e polvere di marmo). Le lesioni superficiali saranno microstuccate e le giunzioni tra gli elementi stuccate, per ristabilire l’unità visiva dell’opera.

4. Lucidatura e protezione. Dove compatibile con lo stato originario del manufatto, le superfici saranno lucidate e protette con cera microcristallina, a difesa a lungo termine da agenti atmosferici e umidità.

5. Dissuasori per i volatili. Verranno installati dissuasori magnetici che disorientano i piccioni senza danneggiare animali o ambiente. La soluzione è reversibile, invisibile a distanza e compatibile con il contesto storico.

6. Illuminazione. Il progetto mira a valorizzare forme, geometrie e decorazioni della fontana senza alterarne la percezione storica né limitarne la fruizione.

Illuminazione sommersa. All’interno della vasca saranno collocati LED a basso consumo con grado di protezione IP68, in punti non visibili dall’esterno, per illuminare maschere leonine, vasca e apparati decorativi con luce diffusa dal basso. Il cablaggio, minimale, correrà in canaline in tinta con la pietra.

Qualità della luce. La temperatura di colore sarà calda (2700K–3000K), coerente con il marmo e con il carattere storico del monumento. Si eviteranno ombre portate eccessive che comprometterebbero la lettura delle sculture, puntando a un’illuminazione uniforme ma dinamica, con riflessi e giochi di luce sull’acqua, mai spettacolare.

Gestione. Un sistema programmabile con fotocellula crepuscolare e timer adatterà l’accensione alla luce naturale e ridurrà i consumi energetici.