I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali il quale dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i.
L’Ente dichiara che il bene oggetto di erogazioni liberali è di interesse culturale ai sensi degli artt. 10, 12 e 13 del D.L.gs. 22 gennaio 2004, n.42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio)
Raccolta realizzata a seguito della Risposta n. 20/2018 dell'Agenzia delle Entrate

Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

La chiesa fu fondata dalla principessa Costanza D’Oria del Carretto che, nel 1587, donò l’area dove sarebbe poi sorta la chiesa all’Ordine dei Chierici Regolari Teatini. La posa della prima pietra si ebbe nell’anno 1600 ed i lavori si protrassero almeno fino al 1610. Il progetto architettonico fu affidato al padre teatino Francesco Grimaldi, che realizzò il grandioso invaso a croce latina. Fulcro visivo del luminoso interno è l’alta cupola in cui è raffigurata l’Incoronazione della Vergine nella Gloria del Paradiso, scena conclusiva del ciclo di affreschi dedicato alla Vita della Vergine che fu dipinto negli scomparti della volta a botte della navata centrale da Giovan Battista Beinaschi tra il 1668 e il 1675. Gli affreschi di Beinaschi (in controfacciata sono raffigurati: il Sogno di S. Giuseppe e la Fuga in Egitto; nella volta, a partire dall’ingresso: l’Immacolata, la Natività della Vergine, l’Annunciazione) costituiscono una significativa testimonianza della decorazione monumentale barocca a Napoli. Sono poi da ricordare le tele poste nel transetto e nell'abside: uniche opere napoletane del frate teatino laico Francesco Maria Caselli, il quale ambienta gli episodi sacri in monumentali scenografie. Notevoli anche i dipinti di Luca Giordano nella cappella del Monte dei Morti, le tele e gli affreschi di Giovanni Bernardino Azzolino nella cappella dedicata a S. Carlo Borromeo e i sepolcri di Tito Angelini nella cappella della famiglia Serra di Gerace.

Informazioni sullo stato della conservazione

La Basilica di Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone, situata nel cuore dell’antico quartiere di Monte di Dio a Napoli, è uno dei gioielli del patrimonio religioso e artistico della città, profondamente radicata nella storia urbana e spirituale, rappresentando per la popolazione locale un punto di riferimento identitario, religioso e culturale.

All'interno della basilica si trovano numerose opere d’arte di grande valore, realizzate da importanti artisti del barocco napoletano. Tra queste:

  • Affreschi e stucchi di scuola giordanesca, con figure angeliche e decorazioni ispirate alla tradizione cristiana.

  • Altari marmorei, pale d'altare, sculture lignee e pitture che decorano le cappelle laterali e la navata centrale.

  • La stessa architettura della chiesa, con la sua pianta a croce latina e la cupola elegantemente affrescata, è un'opera d'arte in sé, testimone della scuola barocca napoletana.

Negli ultimi anni, le vibrazioni dovute ai terremoti e ai lavori che hanno coinvolto le sottostanti la collina di Pizzofalcone, sommate all’usura del tempo, hanno causato alcune lesioni superficiali a stucchi e affreschi della basilica.

Va tuttavia sottolineato che tali danni non hanno compromesso la stabilità dell’edificio, che rimane sicuro e accessibile.

Queste problematiche hanno però acceso l’attenzione del parroco loca, delle istituzioni e della cittadinanza sulla necessità di interventi di restauro, al fine di preservare un patrimonio che non è solo artistico, ma anche spirituale e identitario.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Stato: Aperto

Orari di ingresso: Lunedi-Sabato 07:15-11:00 / 16:30-19:30, Domenica 07:15-13:30

Modalità d' ingresso: libero

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Lavori in corso

IMPORTO 90.000,00 €

 slide
 slide
 slide
 slide
 slide
 slide
 slide
 slide
DESCRIZIONE INTERVENTO

L’intervento di restauro ha interessato le prime due cappelle a sinistra entrando nella chiesa, denominate rispettivamente Cappella dell’Angelo e Cappella dell’Immacolata Concezione. I lavori, eseguiti da restauratori abilitati sotto l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza, hanno avuto come obiettivo il recupero e la conservazione degli apparati architettonici e decorativi, degli elementi marmorei e in stucco e delle superfici pittoriche. Tutte le fasi dell’intervento sono state accompagnate da un’attenta documentazione fotografica, finalizzata a registrare le condizioni iniziali, le operazioni eseguite e i risultati conseguiti.

Sui marmi e sugli stucchi si è proceduto alla pulitura delle superfici, con la rimozione dei depositi di sporco, delle macchie di ossidazione e delle incrostazioni più tenaci, mediante tecniche e prodotti specifici compatibili con i materiali originali. Le operazioni di consolidamento hanno consentito di ristabilire la coesione delle superfici indebolite e di riaderire i frammenti distaccati. Le fratture e le lesioni sono state trattate con interventi mirati, mentre le lacune e le discontinuità sono state integrate con malte appositamente formulate per garantire la compatibilità materica e cromatica con gli elementi esistenti. L’intervento si è concluso con la rifinitura delle superfici e l’applicazione di un trattamento protettivo, ove previsto.

Per quanto riguarda gli affreschi, il restauro ha interessato sia gli intonaci di supporto sia la pellicola pittorica. Nelle aree caratterizzate da distacchi o perdita di coesione sono stati eseguiti interventi localizzati di consolidamento, mediante microiniezioni di leganti a base di calce naturale e pozzolana, per ristabilire l’adesione tra gli strati e colmare i vuoti presenti. Le porzioni di colore sollevate o fragilizzate sono state messe in sicurezza e riaderite attraverso tecniche specifiche, adottando, ove necessario, protezioni temporanee in carta giapponese. La pulitura delle superfici dipinte è stata condotta con particolare cautela, nel rispetto delle caratteristiche dei materiali e della loro sensibilità.

Nel complesso, l’intervento ha permesso di recuperare la stabilità e la leggibilità degli apparati decorativi delle due cappelle, contribuendo alla conservazione del loro valore storico-artistico e alla restituzione della qualità estetica degli ambienti.