Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto
L’area di San Nicolò è il luogo di una sedimentazione di secoli di storia, fondato su insediamenti paleocristiani (secondo la tradizione vi fu martirizzato San Longino) e cristiani con la chiesa di San Nicolò e il convento di Sant’Ambrogio ad Nemus, entrambi demoliti. Il sito vede la presenza di un cimitero ebraico voluto dal marchese Gianfrancesco Gonzaga nel 1442, dove è stato sepolto Immanuel da Fano, rabbino, talmudista considerato il più eminente cabalista d’Italia. All’inizio del XVIII secolo, il ruolo di fortezza, attribuito alla città di Mantova già all’indomani della sua annessione all’impero, determinò un’incondizionata requisizione di molte proprietà e la loro conseguente conversione ad usi militari. Nel 1739, infatti, il demanio militare acquistò dai massari della comunità ebraica una piccola casa con appezzamento di terreno attigua al cimitero, in corrispondenza del luogo dove in parte si era già costruito il nuovo magazzino delle polveri, detto di San Nicolò, poi completato e oggi ancora perfettamente conservato all’interno dell’ampia area di San Nicolò. nel 1852, a causa delle crescenti necessità della fortezza, la comunità ebraica fu costretta a vendere al demanio militare l’intera area dell’antico cimitero del Gradaro. Nell’atto di cessione, nel rispetto delle regole della tradizione ebraica, fu però concordato il mantenimento del terreno a prato, la conservazione delle lapidi e il diritto per i membri della comunità di accedere all’area per rendere omaggio ai defunti. Quest’area divenuta di pertinenza della caserma del Gradaro vide la costruzione dei capannoni di San Nicolò che ospitarono gli artiglieri del 4° Reggimento contraerei e i relativi armamenti Nel 1943 una parte dell’area divenne un campo di concentramento chiamato “Stalag 337”; da qui furono prelevati i soldati italiani poi fucilati alla Valletta dell’Aldriga.
Informazioni sullo stato della conservazione
Nell'area dismessa dal Demanio militare e trasmessa al Comune di Mantova con obbligo di valorizzazione, sono presenti cinque capannoni abbandonati, un’ex polveriera e un piccolo edificio minore che ospitava la guardiania; il sito di San Nicolò perse la sua funzione originaria, finendo in uno stato di abbandono e degrado pluridecennale. La svolta storica è avvenuta il 10 aprile 2017, quando l'Agenzia del Demanio ha formalmente trasferito a titolo gratuito la proprietà dell'ex area militare al Comune di Mantova.
Informazioni sulla fruizione e orari di apertura
I lavori sono ancora in corso.

