I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali il quale dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i.

Attività principali dell'istituzione

La Fondazione Paolo Grassi è ente partecipato dalla Regione Puglia sorta nel 1994 con l’adesione della Provincia di Taranto, del Comune di Martina Franca, del Centro Artistico Musicale “Paolo Grassi” e del Comune di Cisternino. S’ispira e prende il nome da Paolo Grassi, illustre cittadino di origini martinesi che si è distinto come uno tra i maggiori esponenti della cultura italiana del XX secolo.

Sede della Fondazione è l’ex Convento di San Domenico, immobile d’inestimabile valore storico-artistico, integralmente recuperato e attrezzato, in cui vi è anche la preziosa Bibliomediateca Paolo Grassi specializzata in musica, teatro e spettacolo, sorta attorno al patrimonio bibliografico personale di Paolo Grassi, a cui si sono aggiunte nel tempo ulteriori acquisizioni di importanti fondi archivistici, bibliografici e multimediali.

Ispirandosi alla lezione di Paolo Grassi, la Fondazione di Martina Franca opera per favorire la massima diffusione della cultura teatrale e musicale e per sostenere la ricerca nel campo delle arti dello spettacolo, promuovendo un approccio di costante dialogo tra innovazione e tradizione. Tra le priorità della Fondazione vi è l’impegno a sostenere l’organizzazione annuale del Festival della Valle d’Itria. Dal 2017 la Fondazione Paolo Grassi è inoltre ente di formazione accreditato dalla Regione Puglia, abilitato all’organizzazione di corsi di formazione professionale nel settore spettacolo e pone un’attenzione specifica per corsi di alto perfezionamento destinati a giovani cantanti lirici e maestri collaboratori. Dal 2010 all’interno della Fondazione è stata istituita l’Accademia del Belcanto Rodolfo Celletti”, sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali attraverso il FUS e riconosciuta “Scuola di eccellenza nazionale operante nell’ambito dell’altissima formazione musicale” dalla Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali del MIBAC.

Sempre in direzione dell’alto perfezionamento musicale la Fondazione organizza una masterclass internazionale dedicata a Gioconda De Vito per studenti ad arco e musica da camera e corsi intensivi per musicisti strumentisti interessati all'approfondimento tecnico e interpretativo del repertorio di musica antica.

Per i più piccoli vengono invece organizzati corsi di strumento, propedeutica musicale e canto corale all’interno della scuola di musica della Fondazione Paolo Grassi. Per quanto riguarda invece la formazione del pubblico e le strategie di audience development, la Fondazione ha creato dal 2008 l'"Accademia dello Spettatore"

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 10.000,00 €

 slide
DESCRIZIONE INTERVENTO

XLVII FESTIVAL DELLA VALLE D’ITRIA

Martina Franca, 17 luglio – 5 agosto 2021

 Fiat Lux…!

 Se la neve mi vola in faccia,/la scuoto via./

Se il cuore mi parla nel petto,/canto con voce chiara e allegra./

Non ascolto quel che mi dice,/non sento;/non avverto i suoi lamenti,/

lamentarsi è da stolti./Su con gioia per il mondo,/contro vento e intemperie!/

Se non c'è nessun Dio sulla terra,/noi stessi siamo dei!

(XXII Lied, “Coraggio”, da Die Winterreise)

La 47a edizione del Festival della Valle d’Itria si svolgerà a Martina Franca – e in altri luoghi della Valle d’Itria e non solo, tutti di grande fascino architettonico e naturalistico - dal 17 luglio al 5 agosto 2021. Anche quest’anno il cartellone ospita nomi di fama mondiale, confermandosi vetrina internazionale per alcuni tra i più acclamati artisti di oggi e per alcuni giovani, che stanno rapidamente affermandosi come i protagonisti delle nuove generazioni.

In prima istanza il cartellone delinea un leggibilissimo percorso storico e culturale che prende le mosse dal barocco napoletano di Alessandro Scarlatti e Nicola Porpora – fenomeno di portata europea anche grazie al divismo vocale di Farinelli e dei suoi rivali - per arrivare al Classicismo viennese di Haydn e quindi fino a Schubert. La catena, come si può immediatamente vedere, si svolge per relazioni dirette di scuole, maestri e allievi, e testimonia un fatto incontrovertibile, ma spesso sottaciuto: di quanto il Classicismo viennese e la grande scuola mitteleuropea allo zenith del suo splendore, siano riconducibili alla monumentale fioritura di rizomi (musicali, vocali e culturali in genere) del barocco napoletano.

A un secondo livello di lettura, che si attiva sul versante per così dire poietico del cartellone, è possibile riconnettersi a un archetipo culturale che ci apre prospettive di riflessione di valore assai più generale; un mito che origina nella dimensione biblica, che ha sollecitato adattamenti e riflessioni di carattere intermediale, caratteristici della cultura mitica occidentale e prepotentemente riscoperti dalla contemporaneità, sulla scorta del pensiero di filosofi, letterati, poeti, da Kierkegaard a Leopardi, da Jung a Roland Barthes fino a Joseph Roth.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 50.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Un festival straordinario in un anno straordinario: diciotto programmi intorno al mito d’Arianna

Mentre la comunità dei festival estivi di tutta Europa vive settimane di ansia e speranza e i più hanno già comunicato l’annullamento delle attività previste per il 2020, il Festival della Valle d’Itria reagisce alla situazione che il mondo intero sta vivendo (e che quello della musica e del teatro sta subendo in misura preoccupante, tra panico, confusione, rassegnazione e velleitarietà…) e ripensa completamente il proprio cartellone, nella convinzione di dover – e poter costruire – una valida alternativa al silenzio.

 D’accordo con il direttore musicale Fabio Luisi, si propone quindi una programmazione totalmente alternativa, che tiene conto delle stringenti limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria e che al tempo stesso scommette sulle potenzialità della musica, del teatro e della bellezza e non rinuncia a esprimere contenuti di innegabile valore artistico e culturale. Un messaggio di vitalità e coraggio, che si esprime in un programma di proposte inedite e grandi artisti di fama internazionale, in molti casi al loro debutto a Martina Franca; un cartellone che punta – ancora con più decisione che in passato – sul connubio stretto con i valori del territorio, architettonici e paesaggistici, perché il conforto della bellezza possa arrivare al pubblico – fisicamente presente, anche se in numero limitato o anche solo collegato in streaming – con ancora maggiore evidenza.


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 250.000,00 €

 slide
DESCRIZIONE INTERVENTO

45º Festival della Valle d'Itria

Albori e bagliori, Napoli e l'Europa: il secolo d'oro

Da Leonardo Vinci a Nicola Manfroce, passando per Porpora e Cimarosa: la 45ma edizione del Festival della Valle d’Itria attraversa il secolo d’oro della scuola napoletana, da sempre terreno privilegiato dei percorsi di ricerca e riscoperta del festival di Martina Franca. Ma anche Saverio Mercadante e Jacques Offenbach, nel bicentenario della nascita; il tutto nel segno di Paolo Grassi, illustre tra i padri fondatori del Festival, a un secolo dalla nascita.

Si racconta che a chi gli chiedeva quale fosse il segreto della sua musica, così espressiva e coinvolgente, Domenico Cimarosa, uno dei numi dell’opera napoletana dell’ultimo quarto del diciottesimo secolo, indicandosi platealmente con una mano il cuore, rispondesse in napoletano verace: «È ’nnicessario chistu’ ’ccà!». Parafrasando l'episodio colorito e significativo, Paolo Isotta riassunse in una efficace sintesi il carattere distintivo delle composizioni della grande scuola napoletana: "una straripante invenzione melodica". Non a caso citiamo l'illustre studioso, che utilizzò tale espressione riferendosi a uno dei grandi capolavori del patrimonio musicale che di quella scuola ha segnato una pietra miliare e al tempo stesso troppo poco nota: l'Ecuba di Nicola Manfroce, lavoro che in piena bufera napoleonica guarda alla tragédie lyrique d’oltralpe come può farlo l’imprevedibile fioritura di una lussureggiante serra mediterranea: con la sfacciata genialità di un ventiduenne, folgorante fenomeno di mutazione genetica all’interno della secolare tradizione musicale napoletana.

Cimarosa e Manfroce sono i compositori cui la 45ma edizione del Festival della Valle d'Itria dedica le due principali produzioni di Palazzo Ducale. 

Dopo i quattro anni trascorsi a San Pietroburgo presso la corte di Caterina II, di ritorno verso Napoli, Domenico Cimarosa fece tappa a Vienna, dove andò in scena al Burgtheater, il 7 febbraio 1792, Il matrimonio segreto, cogliendo subito il successo che da allora gli ha ininterrottamente garantito un posto privilegiato nella storia dell'opera, più che nel repertorio regolarmente frequentato dai teatri di oggi, come peraltro meriterebbe ampiamente.

Il calabrese di Palmi Nicola Manfroce è un compositore poco conosciuto, anche tra gli appassionati di opera, ma la sua importanza nella storia dell’opera e i valori espressi dalla sua musica sono ben superiori alla fama. Rossini stesso ebbe a riconoscere che se Manfroce, scomparso a soli ventidue anni, avesse avuto il tempo per esprimersi compiutamente e di comporre seguendo i bagliori della sua