I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali il quale dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i.
L’Ente dichiara che il bene oggetto di erogazioni liberali è di interesse culturale ai sensi dell’art. 10 del D.Lgs. 22 gennaio 2004 N.42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio).
Raccolta realizzata a seguito della Risposta n. 20/2018 dell'Agenzia delle Entrate

Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

La cascina è già presente nella mappa manoscritta del catasto “teresiano” del 1722 col nome di Cassina Torchio detta Preganella (“pertiche 1,20, valor capitale 30 scudi”). Apparteneva ai Reverendi Padri Fatebenefratelli che utilizzavano i terreni di pertinenza per coltivare le erbe officinali da impiegare come medicinali nell’Ospedale Maggiore.
La pianta iniziale ad “L” si arricchisce successivamente di altri corpi fino a raggiungere l’attuale struttura ad “E” visibile nella carta dei sobborghi di Milano del 1838. Questa configurazione aperta, suggerisce un utilizzo a fini misti, abitativo e insieme produttivo, come conferma la presenza di un torchio (da cui essa prendeva nome) azionato da una roggia (attualmente coperta). Attorno agli anni Venti del Novecento, la Cascina Torchio eredita il nome di Cuccagna da un’altra Cascina contigua, abbattuta per lasciare spazio alla nuova circonvallazione della città che cresce. 

La Cascina Cuccagna è la più centrale delle cascine di proprietà del Comune di Milano e la prima che è stata oggetto di un progetto di rigenerazione urbana partecipata, grazie al quale è stata recuperata l'antica struttura. Oggi Cascina Cuccagna è riconosciuta come un luogo della città pubblica e della parteipazione attiva, uno spazio aperto al territorio che intende promuovere un diverso e più sostenibile stile di vita.

 

Informazioni sullo stato della conservazione

Il corpo edilizio della Cascina Cuccagna, edificata in fasi successive, è stato oggetto di un restauro conservativo negli anni 2009-2012. La progettazione e direzione lavori furono affidate al Prof. Ing. Arch. Marco Dezzi Bardeschi, le cui scelte conservative hanno lasciato inalterate le tracce del passato, rispettando le fasi storiche, occupazionali e di trasformazione che avevano caratterizzato la cascina.

Il progetto realizzato si è concentrato sul risanamento delle partiture murarie più danneggiate, sul recupero degli intonaci, sulla demolizione delle porzioni incoerenti con la partitura storica, sulla rimessa in funzione dell’intero complesso, con il ripristino degli impianti e con la creazione dei servizi di base. Tuttavia il progetto conservativo ha interessato solo limitatamente gli orizzontamenti lignei, in quanto giudicati complessivamente in buone condizioni statiche. Alcune fragilità intrinseche erano tuttavia state interessate da interventi parziali.

Il progetto di restauro e miglioramento sismico che oggi viene proposto entra in continuità con quanto realizzato nella campagna conservativa 2009-2012 ma è finalizzato a rimuovere i fattori di vulnerabilità, in modo da garantire un corretto comportamento scatolare del complesso e dei diversi macroelementi architettonici.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Uffici di ACCC da lunedì a venerdì dalle 09:00 alle 18:00. Chiusura Cancelli alle 00:00.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 90.000,00 €

 slide
 slide
 slide
 slide
 slide
 slide
DESCRIZIONE INTERVENTO

Il Progetto di restauro del 2009-2012 non ha previsto modifiche sostanziali dei solai lignei esistenti, persistono quindi alcune fragilità. Dopo una preliminare campagna di indagini diagnostiche e analisi di vulnerabilità, è emersa la necessità di interventi su alcuni solai in modo da aumentare il livello di sicurezza di parti dell’edificio, agendo per gradi e priorità.

Si tratta di un intervento di miglioramento attuato in modo progressivo, rispettoso delle stratificazioni storiche e con ridotto disagio per chi opera e visita la Cascina, la quale potrà tornare a fruire di tutti gli spazi posti al piano terra e primo piano.

Il piano di consolidamento interessa in particolare un ambiente caratterizzato da un controsoffitto decorato, in quanto il solaio ligneo è purtroppo degradato e imbarcato: l’intervento è mirato sia a garantire la portanza necessaria per il suo utilizzo e a migliorare il suo comportamento in caso di sisma.

Il progetto interviene anche su altri cinque solai lignei, ai soli fini di rinforzo statico, sempre per garantire la portanza e la fruibilità degli ambienti soprastanti. Il consolidamento viene attuato con l’aggiunta di elementi di rinforzo, in particolare putrelle e stralli metallici, senza prevedere lo smontaggio di nessun elemento originale e preservando così l’aspetto degli ambienti della cascina.