I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali il quale dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i.

Attività principali dell'istituzione

L’Archivio di Stato di Ravenna è impegnato nella conservazione, tutela e valorizzazione di beni culturali archivistici fondamentali per ricostruire la storia del territorio. Il materiale archivistico più antico proviene dai fondi delle Corporazioni Religiose soppresse in epoca napoleonica: in particolare, per la rilevanza che ebbero nella storia cittadina ma non solo, si ricordano quelli delle abbazie di San Vitale, Sant’Apollinare in Classe, Santa Maria in Porto e Sant’Andrea. Fra i fondi di antico regime vi sono poi gli archivi delle legazioni di Romagna e di Ravenna e quello delle Magistrature giudiziarie civili della Legazione, mentre tra la documentazione di epoca postunitaria, fondamentali per la ricostruzione delle vicende della provincia sono i fondi della Prefettura e della Questura di Ravenna. Altro complesso documentario degno di menzione è quello del Genio civile di Ravenna, all’interno del quale le serie dei “Danni di guerra” costituiscono un importante punto di riferimento per lo studio del periodo della ricostruzione postbellica. Di cospicua consistenza è la documentazione catastale, che permette di ripercorrere i passaggi di proprietà di terreni e fabbricati del territorio ravennate attraverso mappe, carteggi e registri; del patrimonio fanno poi parte gli archivi notarili e alcuni archivi depositati, come quello della Provincia di Ravenna, il fondo dell’Ospedale di Santa Maria delle Croci, istituti uniti e altre opere pie e l’archivio della Camera di commercio, industria, artigianato, agricoltura di Ravenna. Tra gli archivi privati si segnala quello della famiglia Rasponi Dalle Teste di Ravenna. Sul versante della valorizzazione, l’Archivio ha promosso iniziative didattiche rivolte alle scuole medie inferiori e superiori, allestimento di mostre documentarie e conferenze e presentazioni di libri. Collabora inoltre con la facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna per tirocini formativi e tesi di laurea.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 23.000,00 €

 slide

DESCRIZIONE INTERVENTO

I fondi delle Corporazioni religiose comprendono gli archivi dei monasteri, delle compagnie e delle confraternite di Ravenna soppresse tra 1797 e 1805. La documentazione copre un arco temporale che va dal X al XVIII secolo ed è costituita da pergamene, registri contabili, memorie religiose e mappe dei secc. XVI, XVII, XVIII. Queste ultime, commissionate a periti cartografi per documentare l'estensione dei propri possedimenti e gli interventi idraulici e di bonificazione, sono fonti insostituibili per la storia dell'evoluzione del paesaggio, dell'agricoltura e della tecnica.

Il catasto gregoriano è il primo catasto particellare dello Stato della Chiesa. Voluto da Pio VII nel 1816 e attivato sotto il pontificato di Gregorio XVI, fu realizzato dalla Presidenza generale del Censo, secondo le modalità già adottate durante l'ex Regno d'Italia dal catasto napoleonico nelle Legazioni (Bologna e le Romagne) e nelle Marche. Le mappe sono per la maggior parte datate oppure ascrivibili all'ambito napoleonico e hanno una scala 1:2000, salvo quelle di centri urbani particolarmente rilevanti o estesi, elevate alla scala 1:1000.

Il progetto è finalizzato all’acquisizione di una copia digitale di tale cartografia e quindi della schedatura e descrizione archivistica di ciascuna immagine con i relativi metadati. L’intervento consentirebbe una adeguata preservazione della documentazione originale e una fruizione più agevole da parte dell’utenza, aumentando inoltre la potenzialità divulgativa nell'ambito di mostre, attività di didattica, pubblicazioni cartacee e digitali.