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Raccolta realizzata a seguito della Risoluzione n. 136/2017 dell'Agenzia delle Entrate

Attività principali dell'istituzione

È stata legalmente costituita il 25 agosto 1983, per iniziativa congiunta della Regione Toscana, del Comune e della Provincia di Arezzo e dell’Associazione Amici della Musica di Arezzo ed ha ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica privata con decreto del Presidente della Giunta Regionale Toscana del 25 luglio 1984, ed ha iniziato la propria attività nel 1985.

Il comune di Arezzo con atto deliberativo del consiglio comunale n. 21/2018 ha approvato la modifica statutaria della esistente Fondazione Guido d’Arezzo al fine di conferire alla stessa tutte le funzioni che venivano svolte, fino alla data del definitivo riconoscimento dell’organo di controllo della Regione Toscana, ovvero fino al 4 Giugno 2018, dal competente ufficio Comunale.

La Fondazione, quindi, persegue in coerenza e continuità con le funzioni storiche e le specifiche missioni delle singole strutture culturali di Arezzo e assicurandone l’autonomia, le finalità della conservazione, della manutenzione e valorizzazione di beni culturali, nonché della gestione e valorizzazione di attività museali, teatrali, musicali e culturali in generale.

Scopo della Fondazione è, dunque, anche quello di estendere e consolidare l’esperienza già fatta, a partire dal 1952, dall’Associazione Amici della Musica di Arezzo, con l’organizzazione del Concorso Polifonico Internazionale Guido d’Arezzo e, dal 1974, con il Concorso Internazionale di Composizione Guido d’Arezzo. A questi si affiancano il  Concorso “Nuove Voci per Guido”, riservato in particolare ai complessi corali scolastici, il Concorso Nazionale di Composizione “Canta Petrarca”, che ha lo scopo di valorizzare l’opera del grande poeta concittadino. Inoltre, in data 21 giugno, la Fondazione si occupa dell’organizzazione di una manifestazione dedicata alla figura di Guido d’Arezzo, ideatore del moderno metodo di scrittura musicale.

La Fondazione si occupa inoltre di formazione, attraverso la gestione di una scuola per direttori di coro, di durata triennale, e di editoria, attraverso la pubblicazione, in doppia lingua, di una rivista che tratta argomenti di carattere storico-musicologico nel campo specifico della teoria e pratica della coralità.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 120.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Un’opera di Verdi, su libretto di Francesco Maria Piave e da un testo di Victor Hugo: non stupisce che ne sia uscito un capolavoro. Una storia, una tragedia, nella quale nessuno personaggio è immune al travestimento per apparire diverso da sé stesso.Un Duca che si finge studente, una giovane che si finge mendicante, dei cortigiani che indossano la maschera dell’amabilità. E sopra tutti: Rigoletto, il giullare del Duca. Un attore, un uomo di teatro, un burattino ridicolo ammaestrato, da una società crudele, ad essere complice e vittima allo stesso tempo. Ma come tutte le grandi opere, se guardiamo più da vicino, scopriamo anche che… Rigoletto è un padre: protettivo ma incapace di ascoltare; presente ma chiuso nel silenzio. Un silenzio che diventa crepa, ferita, dramma. È, come molti eroi verdiani, deformato da passioni oscure e da un destino che lo travolge e, solo attraverso il dolore e la perdita, potrà ritrovare la sua umanità.Il vecchio Rigoletto non ha saputo salvare sua figlia. Forse è venuto il momento di ascoltare le nuove generazioni. Forse saranno proprio loro, con la loro voce, a salvare noi. E a guidarci verso un futuro di pace, di gentilezza e di perdono.

In questa produzione, sotto la regia magistrale di Manu Lalli, drammaturga e regista nota a livello internazionale per la grande sensibilità artistica, Cassi interpreterà proprio il complesso personaggio di Rigoletto. Giuseppe Gipali sarà il Duca di Mantova, mentre gli altri ruoli sono interpretati da sedici allievi selezionatissimi de “Le Stanze dell’Opera”. Alla guida dell’Orchestra Le Stanze dell’Opera, il M° Fabrizio Maria Carminati, con il Coro del Teatro Marrucino di Chieti diretto dal M° Christian Starinieri.

Le scene sono di Daniele Leone, l’allestimento del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.

I gioielli indossati dagli artisti in scena sono opere uniche, realizzate dalle aziende aderenti a FederOrafi.