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Raccolta realizzata a seguito della Risoluzione n. 136/2017 dell'Agenzia delle Entrate

Attività principali dell'istituzione

Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato è la prima istituzione italiana progettata da zero con l’obiettivo di presentare, collezionare, documentare e supportare le ricerche artistiche di arti visive e performative, cinema, musica, architettura, design, moda e letteratura. Tutte espressioni del contemporaneo che avvicinano le persone ai grandi temi della vita e della nostra società.

Dall’apertura nel 1988 a oggi abbiamo prodotto e ospitato più di duecentocinquanta tra mostre e progetti espositivi, organizzato eventi speciali e promosso iniziative didattiche per studenti e adulti. Abbiamo anche raccolto nella nostra collezione oltre mille opere che mappano le tendenze artistiche dagli anni Sessanta in poi. 

Il complesso che ci ospita, progettato dall’architetto razionalista Italo Gamberini e ampliato nel 2016 da Maurice Nio, è una città nella città: al suo interno ci sono 3.000 mq di sale espositive, un archivio, i 60.000 volumi della biblioteca specializzata CID/Arti Visive, l’auditorium-cinema, un bookshop, un ristorante, un bistrot e un teatro all’aperto.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 85.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Per anni considerato un polo d'attrazione per specialisti e studenti di Prato e della Toscana, la biblioteca del CID/Arti Visive è stata chiusa dal 2013 al 2016 ed è stata riaperta al pubblico con orario prolungato nel febbraio 2019. 

Il CID\Arti Visive è il polo regionale di documentazione e ricerca sulle arti contemporanee, aderisce al Sistema Documentario Pratese e, attraverso esso, al Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN), rendendo fruibili risorse documentarie spesso di rara reperibilità, nella prospettiva di una cooperazione e condivisione tra istituzioni culturali di diversa natura.

Oltre alla funzione che gli è propria il CID\Arti Visive può svolgere il servizio di biblioteca in un’area (la ex Circoscrizione Est) sprovvista di servizi di pubblica lettura.

Per questo motivo abbiamo deciso di dilatare il più possibile gli orari di servizio al pubblico, in modo che la biblioteca possa diventare sempre di più luogo di aggregazione non solo per studenti e cultori della materia, ma anche per persone di qualunque estrazione sociale che possano trovare nella sala di lettura un ambiente confortevole e stimolante, con un’emeroteca fornita anche di quotidiani e riviste non specialistiche.

Per realizzare gli obiettivi del progetto sono indispensabili interventi di ammodernamento degli spazi, degli arredi e degli impianti.

Il progetto per il nuovo CID prevede: apertura del servizio al pubblico dal martedì al venerdì dalle 10 alle 18; coinvolgimento di volontari e servizio civile nazionale; area studio specialisti con consultazione archivi e materiali vari; area studio per studenti universitari; emeroteca e scaffale aperto su temi legati alle mostre in corso; area speciale dedicata alle pubblicazioni per l’infanzia; laboratori sui mestieri del libro; presentazioni librarie con i principali editori per l’infanzia; attività di didattica, animazione, corsi e laboratori con illustratori e scrittori; attività e laboratori speciali; area mostre dei materiali d’archivio; incremento del patrimonio librario.

I risultati attesi dal progetto di gestione delle biblioteca si articolano attorno a quattro parole concrete:

Aprire: Le porte della biblioteca, con un orario continuativo. Le attività ai cittadini della città. Le collezioni librarie attraverso il prestito interbibliotecario.

Coinvolgere: Dal basso, dall’alto, di traverso. Perché il rilancio della biblioteca sia qualcosa che parte proprio dalle persone.

Includere: Varie fasce di età facendole incontrare, scontrare e collidere in eventi dedicati. Ma anche nella semplice attività di sfogliare un catalogo seduti uno accanto all’altro.

Piazza: Il CID/Arti Visive deve tornare ad essere parte integrante del Centro Pecci, rendendolo vivo anche in quelle fasce orarie in cui c'è meno pubblico. La biblioteca è per natura un cuore pulsante di idee e parole, capace di “


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Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 110.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

THE MISSING PLANET

Visions and re-visions of 'Soviet Times' / Visioni e revisioni dei 'tempi sovietici'

Date: 8 novembre 2019 - 5 maggio 2020

 The Missing Planet apre una nuova serie di mostre con cadenza semestrale, ideata dalla direttrice Cristiana Perrella e dedicata ad approfondire temi, periodi e linguaggi della Collezione del Centro Pecci, affidandone ogni volta la cura ad un esperto invitato come guest curator e affiancato dal responsabile delle collezioni Stefano Pezzato.

La cura di questa prima mostra è affidata a Marco Scotini, che è partito dalle decine di opere raccolte in collezione al Centro Pecci integrandole con opere di importanti collezioni e istituzioni italiane e internazionali, per comporre una 'galassia' delle principali ricerche artistiche sviluppate nelle ex repubbliche sovietiche, dalla Russia alle province baltiche, caucasiche e centro-asiatiche, tra gli anni Settanta e oggi. Il progetto originale dell’allestimento è dell’artista Can Altay.

 A trent'anni dalla caduta del muro di Berlino e della successiva dissoluzione dell’URSS, non si potrà evitare la domanda su come è cambiato il mondo in questi decenni senza quella radicale alternativa che per settanta anni il Paese dei Soviet ha rappresentato. E, con il mondo, com’è mutata l’idea di tempo nel dissolvimento, se non della Storia, di quella storia: moderna, progressista, finalistica, dei meta-racconti. Quello che allora doveva apparire come un nuovo inizio, di fatto, di nuovo aveva ben poco nei suoi obiettivi, visto che si sarebbe trattato della negazione del cosiddetto Est (dei suoi valori) in favore di un’affermazione (espansione) dell’Ovest che, da quel momento, si sarebbe rivelato onnipresente e onnipotente. Allora, nello spazio cosmico attuale, in cui le stelle del 'capitalismo' sono libere di muoversi lungo le proprie orbite senza più pressioni o attriti con corpi alieni, che senso ha ritornare al pianeta rosso? E chiedersi se un tempo gigantesco sia ora scomparso dall’orizzonte o se, piuttosto, non sia mai apparso - così come vorrebbe la storia del riavvolgimento (in rewind) del suo passato fino al momento della Rivoluzione d’ottobre?

 Trent'anni sono passati anche dalla prima mostra che il Centro Pecci dedicava tempestivamente e pionieristicamente alla scena artistica non-ufficiale sovietica sull’onda della Perestrojka. Artisti Russi Contemporanei nella primavera 1990.A quel primo evento il Centro Pecci ne avrebbe fatto seguire un altro, altrettanto importante, che avrebbe affermato all’opposto la disillusione dello spazio post-sovietico di fronte ai processi di transizione e integrazione in Occidente, una volta trasformatosi quest’ultimo da mito in realtà: Progressive Nostalgia nell'estate 2007. 

The Missing Planet si propone ora quale attuale e ultimo capitolo dell'ideale trilogia post-sovietica al Centro Pecci di Prato e non potrà che confrontarsi con un duplice passato: quello dell’utopia da un lato e quello della memoria dall’altro.

 


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Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 60.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Abbracciare pubblici diversi, aprire le attività interne, rilanciare l'entusiasmo intorno al Museo. Il Centro Pecci nel corso degli anni ha consolidato la sua offerta di public program con laboratori, dialoghi, lezioni e visite volte a coinvolgere il suo pubblico, stimolandolo a guardare le opere in mostra e la realtà contemporanea in maniera critica, usando lenti che possono essere d’ingrandimento ma anche quelle di un caleidoscopio.  

Per il 2020 il Centro Pecci prevede di proseguire coi cicli dedicati all'approfondimento delle arti, della musica, del design e dell’architettura. I grandi temi della storia dell’arte come colore, forma, ritratto e paesaggio saranno presentati come categorie di lettura del presente, dimostrandone la loro stretta, per quanto imprevedibile, attualità. In linea con il programma della direzione, sarà poi dedicata un’attenzione particolare al contributo dato dalle donne alle arti, l’altra parte di un’avanguardia trasversale il cui apporto fondamentale merita una riscoperta. 

Avvicinare i pubblici alle mostre attraverso visite interattive, visite speciali o con il coinvolgimento di ospiti che saranno “guide per un giorno” permettendo di leggere le mostre da punti di vista differenti e inaspettati. Questa modalità, nel corso degli anni, ha ridotto la distanza percepita rispetto ai temi dell’arte contemporanea, rendendo più facile e spontanea la formulazione di domande e la partecipazione di pubblici eterogenei. Saranno quindi proposti incontri e workshop con artisti e curatori nazionali e internazionali che rimettano l’opera in dialogo diretto con gli artisti. Anche in questo caso si ribadisce l’opportunità che l’opera d’arte dà di approcciare il mondo da punti di vista originali e inediti.  

Si conferma poi l’attenzione per la letteratura e per le nuove uscite editoriali: un’occasione per incontrare dal vivo i grandi maestri, ma anche le nuove voci della saggistica e giornalismo. Partendo dai testi, gli incontri si aprono ad analizzare questioni di stretta attualità: temi come i diritti della minoranze e la sostenibilità ambientale verranno analizzati e affrontati con l’aiuto di esperti che permettano un approfondimento reale e di testimonianza. 

Il museo con queste azioni diventa così un luogo di incontro, scambio e confronto: un’agorà aperta alla città e al mondo in cui ognuno può portare un contributo di idee e uscirne arricchito. Il public program vuol aiutare sempre più persone a fare il primo passo, varcando la soglia di un museo che vuole essere sempre di più l’homepage fisica dalla quale partire per nuovi viaggi.


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 440.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

La programmazione 2020 del Centro Pecci si pone l'obiettivo di  ospitare proposte di interesse internazionale che affrontino i temi urgenti del presente con continui sconfinamenti tra linguaggi: arte, moda, design, grafica e un’attenzione particolare ad offrire una pluralità di voci e di punti di vista. Il Centro Pecci vuole essere un luogo di produzione di nuovi contenuti, di nuove idee che scaturiscano a partire dal patrimonio che il museo raccoglie con le proprie collezioni, gli archivi e la biblioteca, e che si sviluppino attraverso le pratiche curatoriali e di ricerca più innovative. 

Domus Aurea. Martino Gamper, Francesco Vezzoli e le ceramiche di Gio Ponti (05.04 – 30.08.2020), a cura di Cristiana Perrella propone un dialogo tra le opere di Francesco Vezzoli, le ceramiche realizzate da Gio Ponti per la manifattura Richard-Ginori e alcuni lavori del designer e artista Martino Gamper, nel contesto di un ideale quanto surreale dimensione domestica.

Protext! (05.04 – 30.08.2020), a cura di Camilla Mozzato e Marta Papini prende in considerazione l’uso del tessuto e delle sue diverse declinazioni formali e produttive  come pratica artistica trasgressiva, e ne esplora il ruolo in prima linea nell’attuale dibattito critico. 

Simone Forti. Senza Fretta (16.05 – 25.10.2020), a cura di Luca Lo Pinto è la prima grande mostra in Italia dedicata all'opera di Simone Forti, e attraverso performance, fotografie e opere su carta, installazioni, ologrammi e opere audio si propone di offrire una panoramica dell'ampia gamma creativa. 

Arte emergente dalla Cina  (16.05 –  09.09.2020) a cura di Cristiana Perrella indaga la più recente generazione di artisti dalla Cina di oggi. 

Chiara Fumai. Poems I will never release 2007–2017 (26.09 – 28.02.2021) a cura di Francesco Urbano Ragazzi e Milovan Farronato è la prima retrospettiva dedicata all’opera dell’artista, a tre anni dalla prematura scomparsa. La mostra sarà ospitata anche al Centre d'Art Contemporain Genève, a La Casa Encendida di Madrid e a Kiosk di Ghent.

Sister Corita Kent: Heroes and Sheroes (26.09 – 28.02.2021) a cura di Camilla Mozzato e Tommaso Speretta è la prima mostra personale in Italia di Corita Kent, suora, artista, educatrice e attivista della giustizia sociale, che opera a partire dagli anni ‘50 in California.

Le parole dell’arte. Dalla poesia visiva alla post produzione con opere dal Centro Pecci ed altre raccolte (7.11 – 09.05.2021) a cura di Stefano Pezzato, dedicata ad approfondire temi, periodi e linguaggi  della Poesia Visiva a partire dalla collezione del Centro Pecci. 

Cao Fei. Asia One (05.12.20 – 04.04.21) a cura di Cristiana Perrella è un progetto realizzato in collaborazione con il MAXXI di Roma. Entrambi i musei presentano una rassegna che prende avvio dalle due ultime opere video dell’artista, una tra le figure di maggior spicco del panorama artistico internazionale.