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Attività principali dell'istituzione

Lo scopo statutario di Milano Musica è “realizzare una presenza nel campo della musica contemporanea e concorrere allo sviluppo di nuove forme espressive”, ovvero far conoscere il ricchissimo repertorio della musica del Novecento e contemporaneo, proponendo le esperienze che – attraverso generazioni diverse, dai maestri del Novecento storico a quelli del secondo dopoguerra, ai più giovani – hanno aperto spazi sconfinati alla creatività musicale.

Milano Musica progetta e organizza ogni anno un Festival internazionale di musica contemporanea, giunto nel 2020 alla 29° edizione, in 28 anni di attività, e riconosciuto a livello internazionale tra le principali manifestazioni di musica contemporanea. Il Festival svolge un’importante funzione pubblica di sostegno alla creatività contemporanea e di apertura a nuovi pubblici, anche attraverso la commissione di nuove opere a compositori italiani, affidandone la prima esecuzione assoluta a interpreti del massimo livello. L’edizione 2018 ha superato le 10.000 presenze ai concerti a pagamento, dal Teatro alla Scala al Pirelli HangarBicocca, e con la collaborazione delle più importanti istituzioni musicali e culturali milanesi.

Milano Musica dal 2010 è rappresentante per l’Italia di Music Fund, organizzazione internazionale con sede in Belgio, che promuove la musica come strumento di sviluppo sociale, attraverso le donazioni e il restauro di strumenti musicali da inviare presso scuole di musica di paesi in via di sviluppo o in zone belliche, e il sostegno di competenze in loco per il restauro attraverso workshop di liuteria e corsi per la formazione di insegnanti di musica.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 500.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

Il Festival Milano Musica è riconosciuto a livello internazionale tra le principali manifestazioni di

musica contemporanea ed è realizzato in collaborazione con il Teatro alla Scala.

Dal 2017 il Festival ha ulteriormente consolidato questa collaborazione nel segno di una forte

convergenza di scelte artistiche: la programmazione è stata coordinata con le rappresentazioni

di opere del Novecento e contemporanee della Fondazione (2017, Salvatore Sciarrino; 2018,

György Kurtág; 2019, Luca Francesconi). Questa «virtuosa collaborazione», rinnovata nel 2018

con la dedica del Festival a György Kurtág in occasione della prima assoluta di Samuel Beckett:

Fin de partie al Teatro alla Scala, è stata riconosciuta dalla giuria del XXXVIII Premio Abbiati,

assegnato all’opera del maestro ungherese: «Milano Musica ha programmato un festival

monografico coinvolgente e imprescindibile intorno alla storica “prima”».

Con rinnovato impegno nella missione di sostegno e promozione della creatività contemporanea

Milano Musica progetta la 29° edizione del Festival, dal titolo CAMINANTES, in collaborazione

con il Teatro alla Scala, rimodulata rispetto alla situazione attuale e oggi prevista dal 15 ottobre

al 23 novembre 2020.

«È il mare sul quale si va inventando, scoprendo la rotta». Luigi Nono commenta così, in

occasione di un’intervista con Enzo Restagno nel 1987, il motto «Caminantes, no hay caminos,

hay que caminar» (Viandanti, non ci sono vie, si deve camminare) scritto sul muro di un chiostro

di Toledo e tratto dalla poesia di Antonio Machado. Il rifiuto della strada segnata e la

conseguente incessante ricerca di nuovi percorsi hanno accompagnato sin dall’inizio la

personalità artistica di Nono, che ha scelto il testo di Machado come titolo per la sua penultima

pagina sinfonica.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 500.000,00 €

 slide
DESCRIZIONE INTERVENTO

Dopo il successo dell’edizione 2018, coronata dal Premio Abbiati per lo spettacolo del Teatro alla Scala Fin de partie di György Kurtág, il Festival Milano Musica torna, dal 2 ottobre al 25 novembre, con 22 appuntamenti che esplorano la rigorosa libertà d’invenzione del compositore milanese Luca Francesconi. Legata al Festival la ripresa al Piermarini di uno dei suoi più grandi successi: l’opera Quartett, anch’essa premiata con l’Abbiati nella prima assoluta scaligera del 2011 e da allora rappresentata più di settanta volte in tutto il mondo.

Come i compositori della sua generazione, nati tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’60, Luca Francesconi si forma attraverso la musica di Stockhausen, Berio, Boulez e Nono, ma intraprende un cammino di ricerca verso una propria estetica originale, che non disdegna il suono di Jimi Hendrix, Sting, Frank Zappa e Jim Morrison. Premiato, tra gli altri, con l’Ernst von Siemens Musikpreis nel 1994 e scelto come direttore della Biennale di Venezia dal 2008 al 2011, è amato soprattutto per la sua «intrepida voracità creativa, in cui tutta la storia della musica - "dal silenzio al rumore" - diventa materia prima per le sue avventure musicali» (Guardian).

Il Festival presenta otto brani in prima assoluta e dodici in prima italiana, coinvolgendo la città in un programma di concerti sinfonici, cameristici e di musica elettronica. Le erogazioni liberali sono destinate in particolare al Fondo per la Nuova Musica, finalizzato al sostegno dei compositori, con commissioni di nuove opere e all’organizzazione della prima assoluta o italiana.

Il Festival s’inaugura insieme alla stagione sinfonica dell’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano: Michele Gamba dirige laVerdi in due capolavori di Mahler, Blumine e Ich bin der Welt abhanden gekommen, che incorniciano Etymo II e Das Ding singt di Francesconi.

Il secondo appuntamento sinfonico è con la Filarmonica della Scala diretta da Brad Lubman al Piermarini. La violinista Leila Josefowicz è interprete di Duende. The Dark Notes, che Francesconi le ha dedicato nel 2013, seguito da Le Sacre du Printemps di Stravinskij. L’OSN Rai è ospite del Festival al Teatro alla Scala per la terza volta, guidata da Juraj Valčuha, e impegnata nell’esecuzione di Macchine in echo di Francesconi, accostato a L’Oiseau de feu di Stravinskij e la suite L’amore delle tre melarance di Prokof’ev.

Stockhausen compare in programma con il monumentale HYMNEN, eseguito dall’Orchestra del Conservatorio di Milano con Pedro Amaral; con Oktophonie; e con brani del ciclo KLANG, accostati a Tracce di Francesconi.

Protagonisti del Festival anche le Percussions de Strasbourg, Sentieri selvaggi diretto da Carlo Boccadoro, il Jack Quartet e AGON acustica informatica musica. All’ensemble in residenza ZAUM_percussion è affidata la prima assoluta della nuova commissione a Claudio Ambrosini. L’ensemble dell’Accademia Teatro alla Scala presenta la prima assoluta di ZEROFORMULA II di Francesconi.


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 650.000,00 €

 slide
DESCRIZIONE INTERVENTO

Il Festival Milano Musica György Kurtág. Ascoltando Beckett sviluppa – dal 20 ottobre al 26 novembre 2018, in 22 concerti/spettacoli e un’anteprima che coinvolge le periferie milanesi – tre linee principali: il dialogo di Kurtág con grandi compositori del passato e del Novecento (Schubert, Bartók, Stravinskij, Ligeti, Castiglioni); la presenza di tematiche capitali del moderno (l’idea di fine, di voce, di parola) nell’opera del compositore ungherese, con particolare riferimento all’universo beckettiano; le risonanze che il pensiero di Beckett provoca nell’immaginario di autorevoli compositori di oggi.

L’alleanza di Milano Musica con il Teatro alla Scala si rinnova e si amplia – grazie alla collaborazione con il Piccolo Teatro e importanti istituzioni musicali culturali milanesi – in un grande progetto Beckett–Kurtág. Alla prima assoluta di Fin de partie di Kurtág su testi di Beckett, commissionata e prodotta dal Teatro alla Scala in coproduzione con De Nationale Opera, Amsterdam, in scena dal 15 novembre 2018, si accosta Finale di partita di Beckett con Glauco Mauri e Roberto Sturno al Piccolo Teatro Grassi.

Tra i protagonisti, la Filarmonica della Scala, diretta dal giovane talento ungherese Madaras; l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, al Teatro alla Scala dopo il successo del debutto nello scorso Festival, diretta da Holliger con il pianista Pierre-Laurent Aimard. Al centro del Festival, Samuel Beckett: What is the word di Kurtág con l’Orchestra Sinfonica G. Verdi di Milano diretta da Sylvain Cambreling. Per la musica da camera e vocale, il Quartetto Prometeo, l’Ensemble Orchestral Contemporain, in due concerti diretti rispettivamente da Andrea Pestalozza e Daniel Kawka, Les Cris de Paris con l’integrale dei brani a cappella di Kurtág, omaggiato anche da Antonio Ballista e Bruno Canino.

Ai concerti sinfonici, cameristici e di musica elettronica del percorso What is the word – dall’omonimo brano di Kurtág Samuel Beckett: What is the word – si alternano le incursioni di Games, játékok, giochi, ciclo dedicato a scatole sonore e strumenti meccanici, circo contemporaneo, teatro musicale, giovane pubblico e giovani interpreti.

Dal Teatro alla Scala al Pirelli HangarBicocca, attraverso sedi classiche, luoghi di interesse artistico, spazi teatrali, il Festival propone esperienze uniche: capolavori di raro ascolto e nuovi brani, nei luoghi più adatti e nelle migliori situazioni acustiche, affidati all’impegno e alla profondità interpretativa di artisti di rilievo internazionale.

Una città che si riunisce in un festival di nuova musica per fare cultura e aprire a nuovi pubblici, a partire dall’anteprima con Secret public – scatole sonore in spazi urbani, micro-concerti in container diffusi nelle periferie milanesi e interamente dedicati al repertorio per percussioni.

Nel complesso il Festival presenta 9 prime assolute, 7 prime italiane, 5 commissioni.

I concerti sono registrati e trasmessi in diretta o in differita da RAI Radio3.