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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

La chiesa della Beata Vergine delle Grazie, comunemente detta “del monastero” appartiene al complesso conventuale delle monache agostiniane di Lombardia che dal 1517 si insediarono nel centro storico di Villafranca Piemonte e svilupparono il loro monastero fino verso la metà del XVIII secolo, momento in cui ebbe il suo massimo splendore. Originariamente fulcro del convento oggi è uno spazio fondamentale per ospitare eventi culturali per la sua posizione centrale nel paese. Eretta nel 1702 fu completata a metà settecento con la facciata su progetto dell’architetto Dellala di Beinasco che creò una scenografia di notevole imponenza; divisa in due registri, convessa nella parte centrale, la facciata commette aspetti rococò e neoclassici particolarmente vistosi nel timpano ricurvo e aperto al centro verso uno dei quattro grandi finestroni della cupola. Lesene con capitelli decorati in stucco sottolineano la verticalità della facciata. Stucchi “rocailles” incorniciano sopra la porta centrale i simboli di Sant’Agostino e spesse modanature creano righe d’ombre orizzontali permettendo una dilatazione della facciata stessa in due piccole ali laterali, che risolvono felicemente il problema dell’aggancio della struttura architettonica stessa con gli adiacenti fabbricati del convento. L’interno della chiesa presenta in pianta la compenetrazione di un ovale con uno schema a croce. La cupola mostra una struttura apparente ad archi intrecciati dove intervengono rilievo plastico e pittura a racchiudere l’ovale centrale affrescato. Le decorazioni a stucco dei capitelli, dei frontoni e dei riquadri tra le lesene, i grandi fregi a corone e palme che si inseriscono negli spicchi che collegano il cornicione alla cupola, l’apparato plastico che incornicia l’icona dell’altar maggiore ed esalta la parte alta del fondale del presbiterio, mostrano l’eleganza di un esecutore raffinato. Completano la decorazione gli affreschi settecenteschi, con dieci storie della vita di Maria incorniciate da stucchi, eseguiti da Giuseppe Carrera.

L’impostazione della facciata, i moduli usati nella grossa fascia del cornicione interno che sovrasta i capitelli, l’andamento della trabeazione richiamano formule impiegate in altri eloquenti esempi del periodo riconducibili ad architetti quali il Bertola e il Gallo.

Informazioni sullo stato della conservazione

Il fronte principale che si affaccia verso via Roma è in ottimo stato di conservazione ed è frutto di un restauro eseguito nell'anno 2000. Le murature esterne, per le parti che emergono rispetto ai fabbricati laterali addossati alla chiesa, risultano in discreto stato di conservazione in cui si evidenzia un degrado generalizzato caratterizzato da:

  • presenza di depositi polverulenti e carboniosi con scarsa coerenza ed aderenza al materiale sottostante, tracce di sporco, residui organici superficiali;
  • sfarinamento e dilavamento dei giunti di malta tra i mattoni; 
  • degrado di alcuni elementi della muratura;
  • presenza di lesioni, in alcuni punti anche profonde;
  • intonaci o in malta di calce tradizionale e/o con finitura a marmorino con presenza di lacune e locali distacchi, sfarinamenti, efflorescenze ed aloni di umidità;
  • mancanza o perdita di efficienza dove esistente, di un sistema di lattoneria di protezione ed allontanemanto dell’acqua piovana in corrispondenza dei raccordi tra falde di copertura, tra falde e murature, tra falde ed elementi sporgenti;
  • mancanza di adeguate protezioni contro il ristagno dell’acqua piovana sulle parti sporgenti;
  • presenza di buchi pontai in cui nidificano volatili;

Sono invece in buono stato di conservazione ed efficienza gronde e pluviali.

L’interno dell’edificio si presenta in condizioni di conservazione piuttosto precarie evidenziando numerose patologie riconducibili principalmente alla notevole umidità di risalita capillare presente nelle murature ed alle infiltrazioni di acqua piovana proveniente dal tetto.

Si evidenziano in particolare lo sgretolamento dell’intonaco nella parte basamentale lungo quasi tutto l’intero perimetro della chiesa e degli ambienti laterali intaccato dall’umidità di risalita ed ancora più importante, il danno a carico dell’apparato decorativo e delle parti in stucco o in rilievo quali capitelli, cornicioni, fregi, ecc.

Complessivamente circa il 60-70% delle superfici decorate e modellate presenta distacchi, lacune, sfarinamento dello strato di finitura e in alcuni punti il degrado raggiunge addirittura le parti strutturali della composizione plastica.

La copertura presenta alcuni fenomeni di infiltrazione d’acqua dovuti soprattutto allo scorrimento dei coppi della cupola peraltro non di agevole accesso per la manutenzione ordinaria, mentre appaiono in discreto stato conservativo tutti gli elementi dell’orditura primaria e secondaria.

Sono altresì evidenti sui tetti dei livelli inferiori numerosi scorrimenti, rotture di coppi, cedimenti ed in particolare, sul lato nord, l’invasione di muffe che ostruiscono i canali di scolo. Non essendo possibile accedere al sottotetto di quasi tutte queste coperture inferiori, non è possibile stabilire lo stato di conservazione dell’orditura portante sottostante.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

La chiesa è aperta durante esposizioni, mostre, concerti ed altri eventi per i quali viene abitualmente utilizzata.

Le visite sono sempre possibili previo appuntamento con gli uffici comunali.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 213.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

L’ultimo intervento documentato sulla copertura della cupola risale al mese di novembre 1978 all’atto dell’acquisizione dell’immobile da parte del Comune di Villafranca Piemonte.

Trascorsi ormai 40 anni da quell’intervento, si presentano oggi nuovamente alcuni fenomeni di infiltrazione d’acqua dovuti soprattutto allo scorrimento dei coppi della cupola peraltro non di agevole accesso per la manutenzione ordinaria, mentre appaiono in discreto stato conservativo tutti gli elementi dell’orditura primaria e secondaria.

Sono altresì evidenti sui tetti dei livelli inferiori numerosi scorrimenti, rotture di coppi, cedimenti ed in particolare, sul lato nord, l’invasione di muffe che ostruiscono i canali di scolo.

Sono invece in buono stato di conservazione ed efficienza gronde e pluviali per i quali non si prevedono interventi.

 

Nel dettaglio l’intervento consisterà in:

  1. tetti della cupola:
    • rimozione del manto di copertura in coppi;
    • revisione della piccola orditura con sostituzione dei listelli opportunamente trattati con antitarlo e antimuffa.
    • fornitura e posa di lastre sottocoppo ondulate in fibrocemento privo di amianto.
    • realizzazione di manto di copertura in coppi in laterizio riutilizzando gli elementi in buono stato di conservazione ed integrandoli con altri simili di recupero.
    • posa di staffe fermacoppi in rame.
    • posa di tegoloni di colmo in cotto.

 

  1. tetti dei livelli sottostanti
    • stesso intervento indicato per la cupola ma prevedendo anche la sostituzione dell’orditura secondaria.

 

Collocazione di dispositivi anticaduta che durante la fase di manutenzione, consentano di eseguire l'accesso, il transito e l'esecuzione dei lavori sulla copertura in condizioni di sicurezza.