I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali il quale dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i.
L’Ente dichiara che il bene oggetto di erogazioni liberali è di interesse culturale ai sensi degli artt. 10, 12 e 13 del D.L.gs. 22 gennaio 2004, n.42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio)

Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Il MUCIV-Museo delle Civiltà conserva undici diorami dedicati alla competizione sportiva con tornei, giochi e sport, soggetti che raramente trovano spazio tra le pareti di un museo nazionale. Realizzati per la mostra Lo sport nella storia e nell’arte, organizzata in occasione delle Olimpiadi di Roma del 1960, furono esposti anche l'anno dopo all’Esposizione Internazionale del Lavoro - Torino 1961, che celebrava il centenario dell’Unità d’Italia. Nel 1963 vennero poi donati dal CONI al Museo Nazionale di Arti e Tradizioni Popolari, la cui raccolta oggi è parte del Museo delle Civiltà di Roma. 

Gli undici diorami restituiscono nelle tre dimensioni specifiche immagini storiche, databili ai secoli XVI-XIX. Queste fonti furono selezionate grazie allo straordinario lavoro di ricerca iconografica svoltosi per la mostra Lo sport nella storia e nell’arte, sotto la direzione di Roberto Vighi. Ricerca che, come precisa il catalogo della mostra, mise in moto “oltre cento Musei italiani (statali, provinciali, comunali e privati) e oltre trenta Biblioteche”. 

Le immagini che vennero impiegate come fonti per i diorami sono state recentemente identificate da uno studio filologico (non per tutti i diorami era infatti nota la fonte precisa). Due sono ambientati a Venezia, due a Bologna, due a Firenze, uno a Pisa, due a Roma, uno al Vaticano e uno a Milano.

Si tratta di immagini in molti casi poco note, prova del grande impegno che venne profuso nel rappresentare la storia dello sport e della competizione in Italia nella maniera più completa possibile. L’esecuzione dei diorami avvenne sotto la direzione tecnica di Antonio Zanelli, che ne garantì una notevole uniformità stilistica, nonché freschezza ed efficacia. 

Informazioni sullo stato della conservazione

I materiali che li compongono sono eterogenei: le basi e gli edifici principali sono lignei, gli altri elementi furono realizzati in cartone, tessuto e lamine metalliche. I variopinti personaggi che affollano le scene hanno un’anima di fil di ferro sui cui è stata modellata della pasta a base gessosa.

Sette diorami si trovano in stato di conservazione mediocre, con zone danneggiate del supporto ligneo e degli elementi strutturali, ridipinture con materiali non idonei, lacune. 

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Quattro degli undici diorami sono stati recentemente restaurati ed esposti: tre trovano spazio nella sala dedicata ai Giochi di piazza nell’allestimento permanente (torneo di Bologna, regata delle donne di Venezia e calcio fiorentino); mentre quello che riproduce la giostra per la Festa della Porchetta di Bologna è stato esposto nella mostra Le fiabe sono vere...Storia popolare italiana (luglio 2025-maggio 2026). I restanti sette si trovano in cattivo stato di conservazione. 

Una volta completato il restauro si intende esporre tutti i diorami in un’area dedicata del Museo delle Civiltà, nell’allestimento permanente. 

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 45.000,00 €

 slide
 slide
DESCRIZIONE INTERVENTO

Sette diorami si trovano in cattivo stato di conservazione e necessitano di un intervento che preveda, a seconda dei casi e considerando la diversa natura dei materiali presenti: il trattamento biocida, il consolidamento del supporto ligneo e degli elementi strutturali, la fermatura delle zone danneggiate o in pericolo di caduta, la rimozione delle ridipinture ove presenti e la pulitura di tutte le superfici con mezzi meccanici e chimici, la ricostruzione plastica delle parti mancanti, dando particolare attenzione alle lacune che compromettono l’interpretazione delle scene e infine la reintegrazione pittorica delle mancanze ricostruibili e la presentazione estetica dell’insieme. 

L’attività sarà documentata attraverso diverse riprese fotografiche prima, durante e dopo l’intervento e a cura del restauratore incaricato sarà redatta una relazione di restauro con la descrizione della tecnica esecutiva dell’opera, del suo stato di conservazione e delle operazioni eseguite.