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L’Ente dichiara che il bene oggetto di erogazioni liberali è di interesse culturale ai sensi degli artt. 10, 12 e 13 del D.L.gs. 22 gennaio 2004, n.42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio)

Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

L’origine del complesso delle caserme risale al 1881, quando il Ministero della Guerra avanzò una proposta di legge volta a costituire una nuova Divisione militare con sede a Cuneo; la volontà di acquisire tale importante insediamento indusse lo stesso Comune a concretizzare l’iniziativa con una convenzione stipulata con l’Amministrazione militare il 15 novembre 1883.

L’area in cui sorse l’intero compendio, in una zona strategica allora ancora marginale rispetto al nucleo urbano edificato ma prossima alla piazza d’Armi (attuale piazza Galimberti), venne ceduta gratuitamente dal Comune di Cuneo che inoltre contribuì alle spese di edificazione dei fabbricati.

La Caserma Generale Antonio Cantore, già intitolata a Ferdinando di Savoia, venne costruita intorno all’anno 1889, dopo l’adiacente Caserma Vittorio Emanuele II (ora Cesare Battisti) con la quale, pur costituendo un corpo a sé stante, forma sostanzialmente un unico complesso edilizio. Fra il 1910 e il 1943 ospitò il XXXIII Reggimento di Fanteria, il III Gruppo Artiglieria da montagna e il I Reggimento Brigata Fanteria Livorno (1920-1943), oltre che il panificio da campo. Nei primi anni del secondo dopoguerra gli edifici vennero utilizzati per ospitare famiglie di senzatetto per poi essere nuovamente riconvertiti dal Ministero della Difesa come sede dei reparti della Brigata Alpina Taurinense, sino alla definitiva dismissione avvenuta a metà degli anni ’70 del secolo scorso, quando furono consegnati al Ministero delle Finanze per collocarvi la Legione Allievi della Guardia di Finanza (28 giugno 1975).

Il complesso della ex Caserma Cantore è disposto su un’area trapezoidale confinante con l’adiacente Caserma Cesare Battisti (tuttora sede della Guardia di Finanza). Dei quattro grandi fabbricati che costituivano la caserma quello di più antica costruzione e di maggior rilievo architettonico è posto sul lato ovest dell’area cortilizia e prospetta su corso M. Soleri, già destinato a servizi, uffici e alloggiamento truppe, dal 2012 è sede dell’archivio di Stato. Gli altri edifici del complesso, tuttora esistenti sebbene in parte trasformati da recenti interventi di ricostruzione e rifunzionalizzazione, erano destinati a magazzini e depositi, ricovero automezzi, scuderie, attività terziarie (ex forni militari), infermeria (su via Pascali – ex Foro Boario), mensa e residenza delle truppe; nell’ampio cortile inoltre è stato ricavato un parcheggio seminterrato.

L’edificio che oggi ospita la sede dell’Archivio di Stato, costruito in muratura di pietrame e mattoni, presenta uno schema planimetrico lineare, su tre livelli fuori terra oltre a un piano sottotetto.

Architettonicamente a pianta rettangolare la cui parte centrale, che contiene il blocco scale e l’ingresso principale, divide in due parti simmetriche l’edificio; rimaneggiato con una serie di interventi che nel corso del tempo l’hanno lievemente modificato. Le facciate intonacate sono caratterizzate da un piano terreno a bugnato liscio, tinteggiato in colore contrastante rispetto al fondo, separato da una alta fascia marcapiano. Tutte le aperture sono definite da una cornice a bugnato; sul lato cortile due lesene mettono in evidenza la porzione centrale della facciata, con finestre più ravvicinate, mentre il prospetto su strada è ripartito secondo un ritmo più regolare, dove le lesene, di dimensione importante rispetto al disegno di facciata, si alternano alle aperture con timpano semicircolare al secondo piano fuori terra e rettilineo con chiave al piano superiore.

Elemento qualificante rispetto al fronte cittadino verso Stura, l’edificio prospettante su corso M. Soleri costituisce una significativa testimonianza storica e architettonica della importante presenza delle strutture militari che ha caratterizzato la città di Cuneo a partire dall’ultimo ventennio dell’Ottocento, pertanto riveste interesse culturale ai sensi degli artt. 10-12 del D. Lgs. N. 42/2004 e s.m.i.

La decisione di rifunzionalizzare tale importante edificio a sede dell’Archivio di Stato ne ha garantito la continuità e il nuovo uso ne consente una importante valorizzazione essendo un luogo destinato ad uso pubblico di importante valore per la città.

Dal punto di vista progettuale rispetto alla destinazione prescelta, l’edificio si presta per le caratteristiche distributive, avendo ai diversi piani, simmetricamente disposti, una serie di ambienti che affacciano su corridoio di distribuzione, serviti da un corpo scale centrale.

Il progetto della sede dell’Archivio prevede al piano terra oltre all’atrio d’ingresso con locale di ricevimento del pubblico e portineria, un nuovo blocco scale, la centrale termica con accesso dal cortile, l’alloggiamento dell’ascensore (compatibile a tutti i piani) fruibile anche dal cortile per garantire l’accessibilità ai disabili, e nelle ali simmetriche locali di deposito per l’archivio.

Al piano primo sono previsti nel corpo centrale gli uffici con relativi servizi per il personale mentre una delle ali laterali si prevede che venga principalmente destinata alla fruizione del pubblico creando ambienti più grandi destinati a sala studio e multimediale e biblioteca oltre alla realizzazione della sala mappe anch’essa fruibile dal pubblico, garantendo la consultazione dei particolari documenti con limitata movimentazione dei medesimi e nei locali rimanenti ulteriori depositi così come nell’ala simmetrica.

All’ultimo piano oltre al blocco servizi centrale che si ripete (gruppo scale e ascensore), il progetto dell’impianto antincendio prevede due locali tecnici destinati a deposito bombole, il resto dell’intero piano è destinato a depositi archivio.

I lavori iniziano nel  2006 con il I lotto (finanziamento MiBACT Direzione generale Archivi) che ha previsto la realizzazione dei depositi al piano terra.

Nel  2012 il II Lotto (finanziamento MiBACT Direzione generale Archivi) ha visto realizzati parte degli impianti, al piano terra l’atrio, il nuovo corpo scale e i locali tecnici e al piano primo gli uffici e la  predisposizione impianti nell’ala prevista per la fruizione del pubblico.

Dall’anno 2016 è in corso di realizzazione il III lotto (finanziamento MiBACT Direzione generale Archivi) che prevede l’ampliamento dell’area esterna cortlizia di pertinenza dell’archivio con realizzazione di nuova perimetrazione, in accordo con l’adiacente caserma della Guardia di Finanza, la progettazione definitiva dell’impianto antincendio per tutto l’edificio e la progettazione esecutiva e la realizzazione dell’impianto di spegnimento dei depositi del piano terra, a completamento dell’impianto di rilevamento già presente e la predisposizione di tutte le colonne montanti per la realizzazione del futuro impianto antincendio a servizio di tutti i piani oltre alla realizzazione del locale tecnico di deposito bombole all’ultimo piano con anche opere di rinforzo e consolidamento statico per garantire il nuovo uso.

L’iniziativa proposta per questa richiesta di contributo riguarda il IV lotto e si rivolge sostanzialmente alla realizzazione della parte del primo piano destinata alla fruizione del pubblico. Si rende necessario procedere finalizzando i prossimi interventi a fornire un adeguato servizio al pubblico attraverso la realizzazione dell’ascensore (finanziamento MiBACT della Direzione generale Archivi, contributo richiesto che costituirebbe il co-finanziamento del 20%), della sala studio e multimediale (mq 85), della biblioteca (mq 85) e della sala mappe (mq 37) oltre al completamento delle opere nel corridoio di distribuzione ai diversi locali oggetto di intervento (mq 38). Verranno quindi completati gli impianti e realizzati interventi sugli infissi esterni e interni, le finiture, l’allestimento delle sale, le dotazioni multimediali e le postazioni informatiche.

Informazioni sullo stato della conservazione

bUONO

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Apertura al pubblico sala di studio da Lunedi a Venerdì dalle 9:00 alle 15:00.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Fine Lavori

IMPORTO 237.500,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

L’iniziativa proposta per questa richiesta di contributo riguarda il IV lotto e si rivolge sostanzialmente alla realizzazione della parte del primo piano destinata alla fruizione del pubblico. Si rende necessario procedere finalizzando i prossimi interventi a fornire un adeguato servizio al pubblico attraverso la realizzazione dell’ascensore (finanziamento MiBACT della Direzione generale Archivi, contributo richiesto che costituirebbe il co-finanziamento del 20%), della sala studio e multimediale (mq 85), della biblioteca (mq 85) e della sala mappe (mq 37) oltre al completamento delle opere nel corridoio di distribuzione ai diversi locali oggetto di intervento (mq 38). Verranno quindi completati gli impianti e realizzati interventi sugli infissi esterni e interni, le finiture, l’allestimento delle sale, le dotazioni multimediali e le postazioni informatiche.