I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali il quale dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i.
L’Ente dichiara che il bene oggetto di erogazioni liberali è di interesse culturale ai sensi dell’art. 10 del D.Lgs. 22 gennaio 2004 N.42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio).

Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

La collezione del Museo nasce dall'esigenza di conservare e valorizzare il ricco patrimonio archeologico messo in luce in circa 11 anni di ricerche, avviate nel 1817 dal fondatore Michele della Torre con il contributo dell'Imperatore Francesco I d'Asburgo. Dal 1990 il Museo è ospitato nel Palazzo dei Provveditori Veneti, nel cui piano nobile si apre la splendida parentesi d’approfondimento sulla cultura longobarda, con l’esibizione della prestigiosa collezione di oggetti provenienti dalle necropoli cividalesi e friulane. Armi e gioielli, monete e utensili, lasciate in dono secondo le specifiche ritualità funerarie che accompagnavano il popolo longobardo, che nel loro insieme formano una irrinunciabile tappa per la conoscenza della storia del primo medioevo italiano.

Durante i restauri del palazzo, scavi sistematici effettuati dalla Soprintendenza hanno portato in luce contesti di un settore urbano frequentato in età tardoantica-medievale, reso visitabile attraverso la creazione di un'area archeologica.

Nel contesto dell'allestimento datato al 1990, il corpus lapidario del Museo era stato collocato al piano terra dell'edificio, rispettivamente nelle sale espositive dell'ala sud del palazzo e nel cortile esterno adiacente al prospetto orientale dell'edificio. Si tratta di un numero considerevole di manufatti, al momento non esattamente quantificabile (circa 400), che fa parte integrante delle collezioni museali. Il gruppo di materiale lapideo preso in considerazione per l'intervento denominato "Restauro materiale lapideo per nuovo allestimento" è rappresentato da 69 pezzi, scelti tra quelli che necessitano di un intervento di restauro più complesso, per i quali è stata già valutata una collocazione definitiva all'interno della nuova esposizione. 

Informazioni sullo stato della conservazione

Si rende necessario intervenire sui pezzi selezionati dal corpus lapidario del Museo in quanto l'ultimo intervento, laddove realizzato, risale al 1990. Alcuni manufatti mostrano incrostazioni di calcare e in un paio di casi anche tracce di precedenti interventi condotti senza procedere alla pulitura del manufatto. Sono inoltre necessari interventi di consolidamento delle superfici pittoriche, qualora esistenti, visto che le tracce cromatiche potrebbero essere pertinenti a dipinture originali, da documentare e verificare dal punto di vista composizionale. Nel caso di lacerti musivi l'intervento deve garantire un corretto consolidamento delle tessere musive. 

L'intervento di restauro deve consentire una corretta lettura dei manufatti, intervenendo a rimuovere le incrostazioni che deturpano le parti epigrafiche e, qualora non sia fattibile la rimozione, abbassare la percezione delle parti più compromesse attraverso un ritocco cromatico e mediante la stuccatura delle fessurazioni più evidenti che compromettono l'unità visiva dei pezzi. 

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Aperto dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 19 (chiusura biglietteria ore 18.00).

L'intervento di restauro consentirà una migliore lettura dei materiali lapidei, collocati in un nuovo sistema narrativo che coinvolge gli spazi del piano terra, dedicati alla Forum Iulii fondata da Giulio Cesare, e l'area archeologica dei sotterranei dove si conservano i resti del Palazzo Patriarcale di Cividale del Friuli. Nell'area archeologica troveranno posto numerosi manufatti dell'epoca bassomedievale, in uno spazio allestito a deposito visitabile, all'interno di un percorso multimediale che racconterà la storia del palazzo dei Patriarchi e la sua evoluzione urbanistica.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 46.500,00 €

 slide
 slide
 slide
 slide
 slide
 slide
 slide
 slide
 slide
DESCRIZIONE INTERVENTO

Il progetto prevede il restauro di 69 pezzi scelti tra quelli, all'interno del corpus lapidario del Museo, che necessitano di un intervento di restauro più complesso e per i quali è stata già valutata una collocazione definitiva all'interno della nuova esposizione.  

Si rende necessario intervenire con un’azione di pulitura in quanto l’ultimo intervento, laddove realizzato, risale al 1990.

Alcuni manufatti mostrano incrostazioni di calcare e in un paio di casi anche tracce di precedenti interventi condotti senza procedere alla pulitura del manufatto. Sono inoltre necessari interventi di consolidamento delle superfici pittoriche, qualora esistenti, visto che le tracce cromatiche potrebbero essere pertinenti a dipinture originali, da documentare e verificare dal punto di vista composizionale. Nel caso di lacerti musivi l'intervento deve garantire un corretto consolidamento delle tessere musive. 

L'intervento di restauro deve consentire una corretta lettura dei manufatti, intervenendo a rimuovere le incrostazioni che deturpano le parti epigrafiche e, qualora non sia fattibile la rimozione, abbassare la percezione delle parti più compromesse attraverso un ritocco cromatico e mediante la stuccatura delle fessurazioni più evidenti che compromettono l'unità visiva dei pezzi.