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Attività principali dell'istituzione
Il Museo nazionale di archeologia subacquea dell’Alto Adriatico di Grado è un luogo della cultura che è stato aperto al pubblico nel dicembre del 2025 e che intende raccontare il paesaggio costiero dell’Alto Adriatico in età romana attraverso le evidenze archeologiche. Il cuore della narrazione museale è costituito dal racconto del viaggio della Iulia Felix, la nave oneraria scoperta al largo di Grado nel 1986 ed ora esposta nel museo. L’edificio in cui è allestito il museo è collocato in una posizione molto suggestiva, che si proietta sul mare Adriatico e che crea un collegamento diretto tra il centro cittadino e il lungomare. L’attuale superficie espositiva è ampia circa 550 mq, ma il museo dispone di altri grandi spazi, all’interno e all’esterno, che saranno presto oggetto di interventi di riqualificazione e allestimento. Il piano terra del museo prevede ambienti dedicati alla didattica e alle attività di laboratorio, mentre al primo piano sarà organizzato uno spazio polifunzionale che comprende una caffetteria con bookshop e area lettura.
Il museo conserva, studia, interpreta e valorizza il patrimonio archeologico subacqueo dell’Alto Adriatico, rendendolo accessibile a pubblici diversi attraverso esperienze coinvolgenti, inclusive e scientificamente fondate. Attraverso la narrazione del viaggio della Iulia Felix e delle rotte marittime antiche, il museo racconta il mare come spazio di relazioni, commerci e trasformazioni culturali. Favorisce il dialogo tra ricerca, scuola, comunità locali, istituzioni e operatori del territorio, promuovendo la partecipazione attiva, la diffusione della conoscenza e la tutela del patrimonio sommerso per le generazioni future.
Il museo intende diventare un punto di riferimento nazionale e internazionale per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico subacqueo dell’Alto Adriatico, promuovendo una cultura del mare come spazio di incontro, scambio e connessione tra popoli, paesaggi e comunità. Attraverso la ricerca, l’innovazione e la partecipazione, il museo intende contribuire alla costruzione di una maggiore consapevolezza del valore del patrimonio sommerso e del suo ruolo per uno sviluppo sostenibile.
DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA
RACCOLTA FONDI
Raccolta aperta
FASE ATTUATIVA
Raccolta fondi
IMPORTO 40.000,00 €
DESCRIZIONE INTERVENTO
La mostra “Profondo Presente. La balenottera del golfo di Trieste tra scienza e arte”.
Il Museo nazionale di archeologia subacquea dell’Alto Adriatico di Grado intende allestire una esposizione temporanea dedicata al mare, in cui archeologia, scienza e arte contemporanea dialogano con il pubblico per stimolare nuove riflessioni sull’importanza dell’ecosistema marino e sul mondo della ricerca che gli ruota attorno.
Verrà presentata al pubblico una straordinaria scoperta avvenuta sul fondale del golfo di Trieste nel 2024: lo scheletro di una giovane balenottera. Il progetto espositivo è stato ideato in collaborazione con l’Area Marina Protetta di Miramare, che ha curato il recupero dello scheletro e il successivo restauro eseguito dal Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione (BCA) dell’Università degli Studi di Padova. L’esposizione consente di affrontare il tema della ricerca subacquea da un punto di vista diverso da quello puramente archeologico: il mare viene presentato come uno straordinario giacimento di informazioni storiche, ma anche e soprattutto relative al presente e allo stato di salute del nostro ecosistema.
La sezione espositiva sarà introdotta ed arricchita da un’installazione site specific ideata dall’artista Elisabetta Milan, che inquadra la mostra con un suggestivo portale d’ingresso. L’opera è pensata come una successione di centine che alternano acciaio riflettente e resine di diversi toni di blu che, richiamando sia lo scheletro del cetaceo sia lo scafo della Iulia Felix, si rincorrono nello spazio creando ritmo e progressione di curiosità. Il manufatto mette così in relazione due architetture che giacciono sul fondale del mare: l’ossatura di un essere vivo e la forma di un artefatto realizzato dall’uomo. Il profilo dei pannelli crea un varco che ricorda la forma di una grande pinna rivolta verso l’alto, quasi un invito a tuffarsi nel blu profondo, nel mare e nella conoscenza di ciò che è sommerso. Il portale rappresenta quindi un momento di passaggio e di cambiamento per il visitatore della mostra, che attraverso il percorso museale acquisisce nuove consapevolezze e diviene responsabile custode del mare e del futuro ad esso connesso.