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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

La statua marmorea settecentesca raffigurante San Michele Arcangelo è collocata nella facciata del complesso gesuitico di San Michele, di proprietà demaniale, comprendente, secondo le caratteristiche tipologiche dei collegi formati dall’Ordine, la parte destinata ai Novizi (oggi sede dell’Ospedale Militare), le abitazioni dei religiosi e la chiesa. Quest’ultima fu eretta tra il 1664 e il 1712; nel 1720 iniziarono i lavori per la costruzione della sacrestia e nel 1738 avvenne la consacrazione.

La facciata, in tufo argilloso, è composta da tre ordini che ripropongono uno schema tipico dei retabli lignei seicenteschi di provenienza spagnola. Il primo ordine è composto da tre fornici che immettono in un portico voltato a crociera, attraverso il quale si accede al noviziato e alla chiesa, il cui portale architravato è sormontato da volute con al centro lo stemma della Compagnia di Gesù.
I fornici sono inquadrati tra quattro colonne scanalate, su plinti decorati sul fronte e sui lati. La trabeazione, con cornice molto aggettante, demarca il secondo ordine, tripartito come il precedente da colonne corinzie scanalate, che suddividono la superficie in tre riquadri nei quali è inserita una finestra con timpano spezzato. In asse si riconoscono tre stemmi: quello centrale della Compagnia, quello di destra del Vescovo Sanna, mentre quello di sinistra potrebbe invece appartenere al donatore Francesco Angelo Dessì, il cui lascito testamentario permise il completamento della chiesa e la realizzazione del prezioso arredo della sacrestia, oltre che del suo monumento funebre in marmi policromi sul lato s. del presbiterio. Il terzo ordine, sormontato da un timpano triangolare, presenta una nicchia contenente appunto la statua di San Michele Arcangelo, oggetto della presente proposta di finanziamento.

La statua rispetta l’iconografia tradizionale del San Michele, con i tipici attributi della spada e della bilancia. Giovanni Spano (G.Spano, 1858) riporta la notizia  che l’opera sia stata ricavata da un unico blocco di marmo, ritrovato da un certo contadino di nome Saba durante uno scavo effettuato nel suo terreno nel 1762 e ceduto ai Gesuiti. Tuttavia il dato, non supportato da documentazione d’archivio, appare dubbio in quanto la chiesa fu consacrata nel 1738 e già doveva possedere una statua del santo titolare. Nella metà del XIX sec. la statua venne colorata in bianco (G. Spano, 1861, p. 146).

Informazioni sullo stato della conservazione

Lo stato conservativo dell’opera è pessimo. Da circa due anni il manufatto è stato avvolto da una rete di protezione per evitare la caduta della bilancia che il Santo tiene nella mano sinistra, ormai completamente distaccata, per evitare danni a cose e/o persone.

La superficie del marmo, inoltre, si presenta ricoperta da uno spesso strato di sporco e fuliggine, visibile anche dal basso, che minaccia gravemente le sue condizioni conservative. La statua è a rischio perdita, non solo per l’inquinamento, ma anche per cause naturali come il gelo, la cristallizzazione salina e gli sbalzi termici. Nessuno di questi fattori agisce singolarmente nell’azione di erosione della materia; bisogna inoltre considerare la formazione delle croste nere e le contaminazioni biologiche da funghi e muschi, favorite dall’umidità.

E’ necessario quindi intervenire repentinamente per scongiurare la perdita di un bene diventato nei secoli uno dei simboli della città di Cagliari.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

La statua è ubicata sulla facciata della Chiesa di San Michele in via Azuni ed è pertanto sempre visibile.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 15.000,00 €

DESCRIZIONE INTERVENTO

La scultura dovrà essere prelevata dalla nicchia e trasferita nel laboratorio di restauro.

La fase di pulitura consisterà nella rimozione con lavaggi in acqua deionizzata e bicarbonato d'ammonio e, ove necessario, impacchi di pasta gelatinosa ad azione solvente o con mezzi meccanici (bisturi) di tutte le patine di alterazione.

Sarà poi necessario il trattamento biocida e delle efflorescenze saline. Saranno asportate le patine e le macchie di funghi, batteri ed eventuali manifestazioni microbiologiche da umidità per mezzo di biocida solubile applicato con impacchi di polpa di cellulosa o a spruzzo.

Al termine delle operazioni di disinfezione e disinfestazione sarà effettuato un consolidamento strutturale delle fratture e fessurazioni dei singoli elementi marmorei eventualmente lesionati e successivo assemblaggio degli stessi mediante l'inserimento, se necessario, di perni in acciaio e riadesione con resina epossidica.

In ultimo un consolidamento superficiale con sostanze appositamente formulate e attestate, l’ integrazione cromatica delle lacune presenti e il nutrimento finale delle superfici con stesura di cere microcristalline o emulsioni cerose  in acqua, restituiranno una leggibilità estetica all’opera.  Il trattamento con verniciatura spray o stesura di cere microcristalline in emulsione o in pasta le garantirà una migliore conservazione.