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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

L'origine e la circolazione della maiolica fiorentina sono temi discussi per i quali è ancor oggi indispendabile il repertorio di Galeazzo Cora del 1973 (Storia della maiolica di Firenze e del contado. Secc. XIV e XV). Lo studioso indica per la fine del Trecento-prima metà XV secolo i nomi di orciolai (produttori di ceramiche smaltate) con bottega a Firenze, e tra questi orciolai quello di Tugio di Giunta che dal borgo rurale di Bacchereto s'inurba a Firenze nel 1370. Uno scavo condotto dall'ex Soprintendenza Archeologia della Toscana (2015), nell'ambito di un progetto edilizio privato in via Romana, ha portato alla luce i resti di una bottega/fornace e numerose fosse reimpiegate per lo smaltimento delle ceramiche di scarto. La presenza del 'marchio di bottega' (un astrisco a sei raggi) consente d'identificare il contesto di scavo con la bottega/fornace di Tugio di Giunta, di cui le fonti archivistiche ne attestano l'attività sin dal tardo Trecento. Tugio e il figlio Giunta sono due figure di rilievo nel panorama della produzione di maioliche della città di Firenze: al 1383 data la prima fornitura di ceramiche all'ospedale di S. Maria Nuova, e al 1431 risale la stipula di un contratto per la produzione di un migliaio di maioliche con le quali fu 'rifondata' la nuova spezieria del nosocomio fiorentino. Boccali, orcioli e altre vasella di quella commessa sono oggi esposti nei maggiori musei internazionaliD'importanza è avviare un progetto di restauro e il loro studio, progetto che consente di comporre una seriazione cronotipologica della produzione della bottega/fornace e, più in generale, di una produzione cittadina che mostra aspetti di un artigianato intriso di conoscenze letterarie (vedi la rappresentazione su un catino della novella di Giovanni Boccaccio -Elisabetta da Messina) e di legami con artisti del tempo, primo fra tutti Luca della Robbia (la piccola formella di terracotta con Cristo e Angelo trova diretto confronto con l'immagine che Luca esprime nel tabernacolo realizzato nel 1441 per l'ospedale di S. Maria Nuova). Nondimeno, il recupero di migliaia di reperti (169 cassette) si rivela un'occasione per questo progetto che, congiuntamente alle fasi di lavaggio, ricerca, assemblaggio e restauro, prevede un programma di formazione scuola/lavoro con allievi dell'istituto Liceo Artistico di Porta Romana incentrando l'obbiettivo all'orientamento e acquisizione di conoscenze e competenze professionali attraverso il diretto coinvolgimento nell'attività culturale, nello specifico la documenazione grafica, fotografica e restituzione/ricostruzione 3D. Alla fase successiva il restauro vengono rimandate altre attività in cui gli stessi studenti saranno coinvolti, quali la valorizzazione con progetti/idee per l'esposizione dei materiali (mostra/musealizzazione) e l'edizione grafo-tipografica di un catalogo.

Informazioni sullo stato della conservazione

Il materiale recuperato si presenta in stato frammentario e ricoperto ancora dal terreno di giacitura. Un intervento preliminare, finalizzato all'accertamento delle potenzialità del contesto, è stato eseguito in corso di scavo su un limitato campione (cinque esemplari). Al momento non è possibile stimare con precisione un numero e/o una tipologia di oggetti o classi ceramiche, quantità che potranno essere indicate solo dopo le operazioni di eguito indicate. Tuttavia è ipotizzabile, sulla visione autoptica dei materiali, la ricostruzione di non meno di 50 esemplari.

Le fasi del progetto.

Fase 1: lavaggio, pulitura, ricerca attacchi, assemblaggio, restauro. E' propedeutica a questa fase la completa distesa dei frammenti, facilitando così la loro suddivisione in classi ceramiche, in forme (aperte, chiuse) e motivi decorativi. Laddove necessario saranno eseguite, ai fini statici, le necessarie ed essenziali integrazioni.

Fase 2: documetazione grafica e fotografica al fine di comporre tutto il repertorio delle forme e ei decori della bottega/fornace.

Fase 3: studio e analisi di laboratorio. In particolare si prevede la restituzione 3D della struttura produttiva  ai fini dell'elaborazione di un prodotto di realtà virtuale 'aumntata' legato alla fruizione valorizzazione del contesto produttivo ceramico. Inoltre, lo studio dei reperti più significativi, nonché la loro restituzione grafica e tridimensionale.

Fase 4: edizione catalogo dei risultati acquisti, realizzazione di una mostra sulla bottega/fornace, evidenziando i temi esposti nella descrizione di carattere storico artistico del bene. Luogo privilegiato è certamente l'istituto Mibact del Polo Museale della Toscana, nello specifico il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, preposto alla valorizzazione del bene culturale. 

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

MAF - Museo Archeologico Nazionale, Firenze

Piazza Santissima Annunziata, 9b - 50122 Firenze

Orari indicati al link http://www.polomusealetoscana.beniculturali.it/

 

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA CHIUSA


RACCOLTA FONDI

Raccolta chiusa

Raccolta chiusa

FASE ATTUATIVA

Fine Lavori

COSTO COMPLESSIVO 25.000,00 €

L'intervento è a totale carico di una Fondazione bancaria ai sensi della Risoluzione n. 87/E del 15/10/2015 dell'Agenzia dell'Entrate.

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Il progetto prevede il restauro, lo studio e la valorizzazione del complesso delle maioliche rinvenute nel corso dello scavo della fornace trecentesca di Tugio di Giunta a Firenze.