I contenuti pubblicati sono a cura dell’Ente beneficiario delle erogazioni liberali il quale dichiara che i dati trasmessi sono conformi all’ art. 1 – Art Bonus - Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83 e s.m.i.
L’Ente dichiara che il bene oggetto di erogazioni liberali è di interesse culturale ai sensi dell’art. 10 del D.Lgs. 22 gennaio 2004 N.42 e s.m.i. (Codice dei beni culturali e del paesaggio).

Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

Il presente gruppo raccoglie i seguenti 14 dipinti su tela:

  • Madonna di Loreto e Santi, proveniente da Norcia, Nottoria, chiesa della Madonna di Loreto;

  • Trinità,
  • Madonna con bambino, angeli musicanti, San Giovanni Battista e San Pietro,

provenienti da Preci, chiesa di S. Maria della Pietà;

  • Madonna con Bambino con un Santo e S. Michele Arcangelo, proveniente da Preci, Montebufo, chiesa di S. Leonardo;

  • San Nicola da Bari e San Domenico, proveniente da Preci, Saccovescio, chiesa del Sacro Cuore;

  • Madonna con Bambino, due Santi e San Giuseppe, proveniente da Norcia, Forsivo, chiesa di S. Antonio Abate;

  • Dio Padre,
  • Crocifissione e Santi,
  • Madonna con Gesù Bambino, Sant'Anatolia, San Giovanni Battista, San Carlo Borromeo, San Pietro, San Francesco d'Assisi e Santa Maria Maddalena,

provenienti da S. Anatolia di Narco, chiesa di S. Anatolia;

  • Madonna del Rosario,
  • Madonna con Bambino e Santi,

provenienti da Cascia, Maltignano, chiesa di S. Martino;

  • Madonna con Gesù Bambino, Santo Vescovo e San Carlo Borromeo, proveniente da Norcia, Legogne, chiesa di S. Martino;

  • Madonna della cintola, proveniente da Norcia, Nottoria, chiesa di S. Stefano;

  • Santa Caterina d'Alessandria, proveniente da Norcia, S. Marco, chiesa di S. Marco.

Tali opere sono provenienti dalla parte sud-est dell’Umbria, precisamente dai comuni di Preci, Norcia, S. Anatolia di Narco e Cascia, zona caratterizzata dall’insediamento di numerosi piccoli centri, a cui corrisponde una domanda di simboli culturali e artistici legata ad ogni singola comunità. Da qui la ricchezza diffusa del linguaggio artistico e racchiusa in avamposti religiosi disseminati in quest’area, il così detto “patrimonio diffuso”. È infatti caratteristica peculiare del territorio italiano vantare un patrimonio diffuso di beni artistici e culturali, unico per densità e capillarità.

Le opere, risalenti per la maggior parte al XVII secolo, rappresentano quindi una varietà artistica legata in particolar modo alle influenze culturali delle regioni limitrofe – alla pittura romana in particolare - nella rete dei rapporti politici e sociali del tempo.

Informazioni sullo stato della conservazione

Le 14 opere sono eseguite con la tecnica a olio su tela e si trovano in cattivo stato di conservazione. Recuperate e trasportate presso il deposito dedicato, sono state schedate per monitorare i danni avvenuti durante l’evento sismico. Successivamente sono state interessate da operazioni urgenti di pronto intervento per metterle in sicurezza, in attesa dell’intervento di restauro vero e proprio. Ad esempio, la Crocifissione e Santi, proveniente dalla chiesa di Sant’Anatolia a Sant’Anatolia di Narco, presentava gravi fenomeni di deformazione della tela e lacerazioni; grazie all’intervento di messa in sicurezza, è stato possibile velinare le parti lacerate e interessate da distacchi del colore e limitare ulteriori perdite.

Tutte le opere necessitano di un intervento globale di restauro che comprenda supporto, strati preparatori e pellicola pittorica.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

Al momento le opere non sono visitabili.

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

COSTO COMPLESSIVO 126.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Il presente progetto rientra nell’ambito delle attività di programmazione degli interventi di restauro dei beni custoditi nei depositi attivati dal MIBACT per l’emergenza a seguito degli eventi sismici che si sono verificati a partire dal 24 agosto 2016 nell’Italia centrale. L’attività di programmazione ha tenuto conto non solo dello stato conservativo e delle conseguenti priorità d’intervento di ogni opera, ma anche della provenienza di tali beni mobili, prediligendo il restauro di opere provenienti da chiese già inserite nei piani di ricostruzione o per le quali sono già avviati i lavori di messa in sicurezza, con l’obiettivo di restituire il patrimonio culturale - nella sua accezione più ampia - alla collettività e ai luoghi di appartenenza, a tutela del rapporto stretto “patrimonio-territorio”.

In sintesi, per tutte le opere è possibile individuare gli interventi come segue:

FASI PRELIMINARI E OPERAZIONI DI MOVIMENTAZIONE E TRASPORTO.

INTERVENTI CONOSCITIVI E DI DOCUMENTAZIONE:

  • Rilevamento dello stato di conservazione mediante mappature di cantiere (materiali, degrado, interventi);
  • Esecuzione di saggi diagnostici e conoscitivi nelle diverse fasi dell'intervento;
  • Documentazione fotografica prima, durante e dopo l’intervento;
  • Redazione della relazione tecnica finale del restauro;
  • Inserimento della scheda di restauro del bene mobile nel Sistema Informativo Territoriale “Carta del Rischio”.

INTERVENTI CONSERVATIVI SU TELAI E ALTRE STRUTTURE DI SOSTEGNO:

  • Consolidamento del legno di supporto;
  • Risanamento mediante applicazione di listelli o inserti in legno in presenza di parti mancanti;
  • Rimozione di depositi incoerenti e/o coerenti e/o aderenti;
  • Ricostruzione delle lacune mediante calco o inserti in legno e presentazione estetica finale della cornice (se presente).

INTERVENTI CONSERVATIVI SULLA TELA:

  • Ristabilimento della coesione e adesione dei materiali costitutivi;

  • Trattamento di disinfezione e disinfestazione per la prevenzione di attacchi di microrganismi e di organismi biodeteriogeni;

  • Rimozione di depositi incoerenti;

  • Rimozione di tele da rifodero e foderature parziali;

  • Risanamento delle deformazioni e/o destressamento del supporto;

  • Risarcimento e/o ricomposizione di tagli e lacerazioni, inserti di tela nelle lacune del supporto, foderatura;

  • Rimozione chimica e/o fisica di sostanze sovrammesse;

  • Operazioni di protezione superficiale e presentazione estetica (verniciatura della pellicola pittorica, stuccatura di lacune degli strati pittorici, reintegrazione pittorica delle lacune degli strati pittorici con tecnica mimetica e/o riconoscibile).