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Descrizione di carattere storico artistico relativa all’oggetto

La chiesa

Posta nel cuore del centro storico, affacciata sull'ansa del fiume Aso, la chiesa costituisce una preziosa testimonianza della diffusione del francescanesimo nell'entroterra marchigiano e conserva ancora oggi elementi architettonici, artistici e devozionali che richiamano la figura del Santo di Assisi e il suo messaggio di fraternità, accoglienza e carità. Le fonti storiche collocano la costruzione dell'attuale edificio tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo, sopra i resti di una preesistente struttura fortificata posta a controllo dell'antico attraversamento del fiume Aso e dell'adiacente mulino ad acqua. La sua posizione strategica lungo gli itinerari di collegamento tra l'area ascolana e l'entroterra montano ne fece ben presto un luogo di riferimento per viandanti e pellegrini. Fin dalle sue origini la chiesa fu strettamente collegata a un antico "spedale", nel significato medievale del termine, destinato all'assistenza dei pellegrini, dei viaggiatori e dei poveri. La documentazione storica ricorda infatti l'"Ospedale di San Francesco de Comunantia", sorto in prossimità dell'antico guado sul fiume Aso e successivamente integrato nel tessuto urbano del nascente Castrum Communantiae.

L'edificio presenta una semplice ma suggestiva struttura ad aula unica, sviluppata longitudinalmente e caratterizzata da murature in pietra e laterizio, che conservano ancora evidenti tracce dei rimaneggiamenti subiti nei secoli.  

L'interno

L'interno a navata unica, tipica dell'architettura degli ordini mendicanti, è ornato di cinque altari decorati con colonne, un tempo arricchiti da pale d'altare, situati ai lati della navata e sul presbiterio. Due coppie di paraste lisce sostengono le imposte delle capriate. A metà delle pareti longitudinali vi sono gli altari minori. I manufatti sono realizzati in materiale misto, stucchi e legno, e la loro datazione varia tra il XVI e il XVIII secolo. Nell'altare di destra la decorazione del dossale è in legno, mentre a sinistra l'altare monumentale, in stile barocco, è decorato da colonne in stucco con tralci di vegetazione rampicante. Sulla parete di fondo, ai lati dell'altare maggiore, vi sono due nicchie centinate, che ospitavano statue votive e sotto le nicchie due porte gemelle: una reale conduce alla sacrestia, mentre l'altra è simulata a trompe l'oeil. L'altare maggiore in stucco, privo oggi della mensa, è ornato superiormente da un timpano spezzato e presenta una cornice rettangolare al centro della quale vi è un dipinto ad affresco, raffigurante San Francesco nell'atto di ricevere le Stimmate sul Monte della Verna.

Informazioni sullo stato della conservazione

I cinque altari, addossati alle pareti della chiesa, interessate da un consolidamento strutturale, hanno subito ingenti danni da sisma, che si sono ripercossi sulle già precarie condizioni conservative dei manufatti; in almeno un caso, per quanto riguarda l'altare a sinistra, di fronte al presbiterio, i movimenti hanno portato alla caduta di frammenti decorati, tra cui uno di grandi dimensioni. Inoltre la colonna di destra è uscita dalla propria sede, rimanendo fortunatamente sotto l’architrave e impedendo, quindi, il crollo di tutto il comparto superiore. 

Tutti i manufatti si presentano in un precario stato di conservazione e con specifiche tipologie di degrado legato ai materiali costitutivi. Ad esempio, per l'alzata di altare con l'affresco situata sul prebisterio, gli elementi in stucco come pure i dipinti appaiono in mediocre stato di conservazione: si rileva presenza di polvere, detriti e zone consumate dall’usura sulla parte bassa della cornice, ossidazioni, ridipinture e vecchi interventi incoerenti sulla superficie degli affreschi, i quali rendono difficoltosa la lettura originale degli stessi. Anche l'altro altare in stucco monocromo presenta accumuli di polvere e specifici segni di degrado post sisma, come cadute e perdite di molti frammenti, staccatisi a causa delle scosse. Per i manufatti lignei, lo stato di conservazione è caratterizzato, oltre alla presenza di strati di polvere e detriti, anche da fessurazioni, distaccamento e perdita di numerose componenti ed intagli e deterioramenti soprattutto delle parti dipinte, che presentano abrasioni diffuse, lacune e sollevamenti della pellicola pittorica. In particolare, su uno di essi, l’alzata a legno appare totalmente ricoperta da una sostanza anomala di tonalità nera, che offusca la superficie rendendo difficoltosa l’originale lettura dell’opera.

Informazioni sulla fruizione e orari di apertura

La chiesa non è al momento visitabile. 

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI CON RACCOLTA APERTA


RACCOLTA FONDI

Raccolta aperta

Raccolta aperta

FASE ATTUATIVA

Raccolta fondi

IMPORTO 73.000,00 €

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DESCRIZIONE INTERVENTO

Il gruppo comprende 5 manufatti architettonici polimaterici situati ai lati della navata e sul presbiterio e composti come segue:

- Alzata altare maggiore in stucco monocromo, sec. XVI, recante dipinti ad affresco attribuiti a Simone de Magistris e bottega

- Altare, sec. XVI/XVII, stucco monocromo

- Due Altari, sec. XVIII, legno policromo

- Altare, sec. XVI, legno monocromo e policromo

ELENCO FASI LAVORATIVE PER TIPOLOGIA DI MATERIALE

ELEMENTI DECORATIVI IN STUCCO

- Pulitura sommaria del manufatto dai depositi di polvere e dai residui di materie estranee

- fissaggio e consolidamento di tutte le parti che risultano staccate dalla muratura

- fissaggio degli strati di intonaco sottostanti la decorazione in stucco

- pulitura definitiva delle superfici con rimozione totale delle sovra-missioni e dei residui di sudicio, estranei alla stesura originale

- disinfestazione eseguita con trattamento biologico

- stuccatura delle lesioni e delle piccole mancanze

- integrazione di eventuali piccole parti mancanti, previo studio del modellato; successiva rasatura e livellatura delle stuccature alla superficie originale

- stesura di velature ad acquerello sulle parti ricostruite e sulle stuccature ad intonazione con la superficie originale

SUPERFICIE DIPINTA AD AFFRESCO

- Pulitura superficiale della superficie mediante pennellessa a setola morbida e con aspiratori

- consolidamento della pellicola pittorica e degli interventi originali “a secco” e risanamento dei distacchi tra intonachino ed arriccio

- trattamento biocida

- rimozione delle vecchie stuccature e degli intonaci non originali incoerenti e stuccatura delle zone lacunose e dei bordi perimetrali del dipinto

- velatura delle zone abrase ed intervento pittorico sulle lacune ad acquerello al fine di restituire unità di lettura cromatica all’opera, tenendo conto delle indicazioni della D.L.

- eventuale trattamento finale della superficie, mediante applicazione a pennello, di apposita resina acrilica, tenendo conto delle indicazioni della D.L.

 ELEMENTI DECORATIVI IN LEGNO

- Consolidamento preventivo della pellicola pittorica maggiormente sollevata o in pericolo di caduta 

- spolveratura, disinfestazione e successiva permanenza in ambiente stagno per un periodo tale da eliminare tutti i parassiti

- risanamento delle sconnessioni, delle fenditure e delle componenti distaccate mediante inserti lignei e/o applicazione di resine epossidiche e ricostruzione delle parti mancanti previo studio figurativo e morfologico, utilizzando legno coevo e della medesima essenza dell’originale

- stuccatura delle zone lacunose mediante malta ottenuta con gesso di Bologna e colla di coniglio; successiva rasatura al livello della superficie circostante

- velatura ad acquerello delle zone abrase; mimetico (base a tempera e ritocco con colori a vernice) sulle lacune più piccole, ricostruibili; selezione cromatica e/o abbassatura di tono ad acquarello sulle più estese e sulle zone dorate

- trattamento finale a protezione della pellicola pittorica specifica per manufatti lignei